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Alleanza tra Uomo e Natura: Il Parco Sirente-Velino e le Cooperative Locali per un Futuro Sostenibile

Un'importante iniziativa mira a rafforzare la collaborazione tra l'ambiente e le persone, focalizzandosi sulla prevenzione dello spopolamento nelle zone interne e sulla promozione di un modello di sviluppo che ponga al centro il valore umano e la tutela del territorio. Il Parco Regionale Sirente-Velino ha stretto un accordo fondamentale con la Rete di Imprese BorghIn, un consorzio che raggruppa oltre 30 realtà operanti nel modello delle Cooperative di Comunità. Questa partnership strategica intende esaltare il ruolo delle Cooperative di Comunità, prendendo spunto da esempi virtuosi come Aielli, Goriano Valli e Castel di Ieri, per estendere un'accoglienza consapevole a tutto il territorio dell'area protetta. Il Presidente del Parco, Francesco D'Amore, ha condiviso la sua visione di un'economia che punta a trasformare i borghi in "Comunità Accoglienti", promuovendo un turismo responsabile e duraturo. Questo dialogo ha permesso di ripercorrere i primi cinque anni della sua presidenza, caratterizzati da un impegno costante a fianco degli abitanti dei comuni del Parco, con l'obiettivo di tradurre la conservazione della natura in un motore di crescita concreto per chi vive quotidianamente questi luoghi.

Per fornire una risposta completa riguardo all'Alleanza BorghIn, il Presidente D'Amore ha ritenuto opportuno iniziare con la sua esperienza nel Parco Sirente-Velino, dove dal 2021 ha guidato l'Ente con la ferma convinzione che la missione di un Parco non si limiti alla salvaguardia della biodiversità, ma includa anche la creazione di economie sostenibili. Consapevole delle sfide affrontate dai comuni del Parco, come lo spopolamento post-terremoto, ha lavorato per supportare le comunità che lottano contro l'esodo dall'Appennino, un territorio che ha visto diminuire la sua popolazione da 50.000 a 33.000 abitanti in soli quindici anni. L'economia locale si basa su un'agricoltura di qualità, con prodotti d'eccellenza come tartufo e zafferano, e un turismo che richiede infrastrutture e servizi di alto livello. Per questo motivo, ha prioritariamente investito nella realizzazione di nuove infrastrutture, ottenendo un finanziamento di 2 milioni di euro per una Green Community, un progetto pilota a livello nazionale. Ispirandosi alle ciclovie del Trentino, ha avviato la costruzione di una ciclovia che attraverserà tutti i 22 comuni del Parco Sirente-Velino e Raiano, con l'obiettivo di estendere la stagione turistica. Sono stati fatti progressi anche nella riqualificazione dei sentieri, in collaborazione con il CAI, e sono stati ottenuti finanziamenti per restaurare sei rifugi, tra cui quello delle Pagliare di Fagnano già completato. Per valorizzare queste infrastrutture, ha promosso il percorso per l'ottenimento della CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile), certificando circa 20 operatori locali e pianificando la certificazione di un tour operator. In questo contesto, il protocollo d'intesa con BorghIn, una rete di cooperative di comunità che include Aielli, Goriano Valli e Castel di Ieri, si inserisce come un elemento cruciale per il futuro sviluppo del Parco, poiché queste cooperative rappresentano un anello fondamentale per il programma di sviluppo turistico, combinando l'entusiasmo degli abitanti con un'operatività concreta. L'obiettivo è superare le soluzioni tradizionali e puntare su servizi ed economia per combattere lo spopolamento, sfruttando le abitazioni accoglienti disponibili grazie alla ricostruzione post-sisma, e creare un'offerta turistica di qualità, destagionalizzata, che si discosti dal turismo di massa.

Le cooperative svolgono un ruolo prezioso per il Parco Sirente-Velino, dimostrando un funzionamento efficace poiché sono gestite direttamente dagli abitanti. L'interazione con queste cooperative è parte di un più ampio approccio di ascolto del territorio, intrapreso dal Presidente sin dal suo insediamento. La comprensione delle peculiarità e delle criticità locali, unitamente a una linea d'azione condivisa, è essenziale per un'amministrazione efficace. Le cooperative, con il loro entusiasmo e la loro operatività, sono l'elemento mancante nel programma di sviluppo turistico basato sulle nuove infrastrutture. L'impegno, in collaborazione con i sindaci, è di percorrere nuove strade per contrastare lo spopolamento, puntando su servizi ed economia. Sebbene la ricostruzione post-sisma abbia fornito abitazioni accoglienti, è cruciale far crescere il tessuto economico e sociale per offrire un turismo di qualità. Le cooperative sono attori indispensabili che mantengono vivi i comuni, concentrandosi su piccole economie locali e un turismo non di massa, l'obiettivo è un turismo esteso durante tutto l'anno, evitando l'eccessiva concentrazione nei mesi estivi. Un esempio è la ciclovia: le infrastrutture sono state create, ma per il successo di questo tipo di turismo sono necessarie strutture ricettive adeguate e operatori qualificati. Il Parco ha bisogno delle persone e della loro accoglienza per offrire esperienze autentiche ai visitatori. La riqualificazione del rifugio di Fagnano, ad esempio, necessita di una gestione competente e appassionata. L'alleanza tra il Parco e le cooperative mira a unire le forze per supportare le persone che si impegnano per i loro territori, creando una sinergia in cui il Parco è una forza per le cooperative, e le cooperative sono una forza per il Parco. Questo modello di sviluppo è fondamentale per reperire finanziamenti e portare avanti progetti comuni. Il Presidente, eletto dai sindaci, si impegna per gli abitanti del territorio e poi per i turisti, affrontando sfide come la sanità, la mobilità e la connettività internet per garantire servizi essenziali. La percezione del Parco è cambiata nel tempo: da un'entità di soli vincoli, è diventato un catalizzatore di sviluppo sostenibile, come dimostrato dalla gestione dei cinghiali attraverso il monitoraggio e il selecontrollo, che ha permesso agli agricoltori di tornare a coltivare terreni abbandonati. Questi "piccoli esempi" illustrano la difficoltà ma anche la soddisfazione nel costruire un dialogo con il territorio e far comprendere che il lavoro svolto è per il bene di tutti.

L'approccio del Parco Sirente-Velino, sotto la guida del Presidente D'Amore, rappresenta un esempio virtuoso di come un'area protetta possa evolvere da un ruolo di mera conservazione a quello di motore di sviluppo integrato. L'obiettivo non è solo salvaguardare la biodiversità, ma anche creare un ecosistema sociale ed economico florido, dove le comunità locali sono attivamente coinvolte e beneficiarie dirette. L'alleanza con le Cooperative di Comunità e l'investimento in infrastrutture turistiche sostenibili dimostrano una visione lungimirante, capace di valorizzare il patrimonio naturale e culturale, contrastando lo spopolamento e promuovendo un turismo consapevole. Questa strategia innovativa, che mette al centro le persone e le loro esigenze, è un messaggio positivo che invita alla collaborazione e alla condivisione per costruire un futuro migliore, dove l'uomo e la natura convivono in armonia e prosperità.