Il prestigioso riconoscimento dei Piolets d'Or ha reso nota la sua "big list" per l'edizione del 2026, una selezione preliminare delle ascensioni più rilevanti e innovative completate nel corso del 2025. Questo elenco non rappresenta ancora i vincitori né i finalisti ufficiali, ma piuttosto un'indicazione delle imprese alpinistiche che hanno mostrato eccezionale valore, esplorazione e autosufficienza, seguendo il principio del "fare di più con meno". Le nomination finali verranno annunciate a settembre, e la cerimonia di premiazione si terrà dal 21 al 25 ottobre 2026 a Saint-Christophe-en-Oisans e La Bérarde, nelle Alpi francesi. La giuria di quest'anno include nomi illustri come Lise Billon, Jordi Corominas, Luka Lindič, Young Hoon Oh, Paul Ramsden ed Enrico Rosso, l'unico rappresentante italiano.
Un aspetto saliente di questa edizione è il ritorno delle ascensioni su vette oltre gli ottomila metri, con due nuove vie di particolare rilievo. Sul Nanga Parbat (8.125 metri), Maria Jose Cardell e Denis Urubko hanno aperto la via "Nezabudka" sulla parete nord-ovest, un'impresa di 2.825 metri con sezioni tecniche impegnative, completata in stile alpino e senza supporto esterno. Contemporaneamente, sul Manaslu (8.163 metri), un team composto da Natalia Belyankina, Kirill Eizeman, Sergey Kondrashkin, Vitaly Shipilov e Andrey Vasilyev ha tracciato una nuova linea sulla parete sud-sudovest, attraversando il complesso ghiacciaio Thulagi e superando circa 1.850 metri di parete.
L'Italia si distingue nella lista con ben sette imprese significative. Chiara Gusmeroli, Davide Nesa e Matteo De Zaiacomo hanno aperto "Less is More" sullo Shawa Kangri (India), una via di 500 metri sulla parete nord-ovest. In Nepal, François Cazzanelli e Giuseppe Vidoni, insieme a Lukas Waldner e Benjamin Zoerer, hanno realizzato la prima ascensione del Kimshung (6.781 metri) tramite la via "Destiny". Hervé Barmasse, Adam Bielecki e Felix Berg hanno invece aperto "Nepali Ice Spa" sul Numbur (Nepal), affrontando temperature estreme. Nives Meroi e Romano Benet, con Peter Hámor, hanno compiuto la seconda ascensione del Kabru (7.412 metri) con una nuova linea sulla parete nord-ovest, in stile leggero e autonomo. Nelle Alpi, Niccolò Bruni e Giovanni Ravizza hanno aperto il "Grand Couloir Milleottocentocinquanta" sulla Tour des Jorasses, mentre Cazzanelli e Vidoni figurano nuovamente per "Bianco Invisibile" sull'Aiguille Blanche de Peuterey. Infine, Matteo Della Bordella e Marco Majori sono stati riconosciuti per la prima invernale della "via Casarotto" al Fitz Roy.
L'edizione 2026 introduce una nuova categoria per le "performance nelle grandi catene montuose", che celebra ascensioni o discese eccezionali su percorsi già noti. Questa sezione include le discese con gli sci dell'Everest di Andrzej Bargiel (senza ossigeno supplementare lungo la normale nepalese) e di Jim Morrison (attraverso l'Hornbein Couloir e il Japanese Couloir sul versante tibetano). Tuttavia, queste inclusioni hanno sollevato dibattiti, poiché alcuni osservatori, come ExplorersWeb, hanno notato che tali spedizioni hanno spesso beneficiato di supporto esterno e percorsi già attrezzati, mettendo in discussione il tradizionale ethos dei Piolets d'Or, basato sull'autosufficienza e l'essenzialità.
Una certezza per questa edizione è l'assegnazione del 18° Walter Bonatti – Piolets d’Or Lifetime Achievement Award a Peter Habeler. Questa scelta riflette perfettamente i valori del premio, celebrando una carriera dedicata all'esplorazione e al superamento dei limiti umani nell'alpinismo. Habeler, insieme a Reinhold Messner, ha segnato la storia dell'alpinismo con la prima ascensione in stile alpino di un Ottomila (Gasherbrum I nel 1975) e, soprattutto, la prima ascensione dell'Everest senza ossigeno supplementare nel 1978, dimostrando ciò che molti ritenevano impossibile.
La lista completa delle nuove ascensioni del 2025 è vasta e comprende imprese in Pakistan (Koh-e-Langur, Languta-e-Barfi, Nanga Parbat, Khurdopin Sar, Tumladen Sar, Aikache Chhok, Ultar, Hunza Peak, Spantik, Suma Brakk West/Eye Ri, Laila Peak, Hasho Peak II, Billie Kangri, Sangar Tower, Chumik Kangri), India (Khang Chan Chenmo, Shawa Kangri, Iris Peak), Nepal (Changla Kang West, Bijora Hiunchuli, Manaslu, Kimshung, Langdung East, Kwangde Nup, Numbur, Anidesh Chuli, Jannu East, Kabru), Cina e Tibet (Sendho, Chomolhari III, Peak 5.600 m Shaluli Shan, Lotus Flower Mountain), Kirghizistan (Svarog, Dioskury), Russia (Mizhirgi West), Georgia (Archil Peak), Groenlandia (Spire senza nome, Ulamertorssuaq, Titan II, Graah Fjord), Canada (Sikunga Mountain, Eglinton Tower), Alaska (Mount Providence, Mount Moffit), Perù (Nevado Santa Cruz, Santa Cruz Chico, Yerupajá, Jurau A) e Cile e Argentina (Cerro El Brujo Sur, Cerro Steffen, Pirita Central, Cuerno Norte Torres del Paine). Le "performance nelle Greater Ranges" includono Colin Haley sul Cerro Torre, Balin Miller su Begguya e Denali, Tiphaine Dupérier, Boris Langenstein e David Göttler sul Nanga Parbat, Christina Lustenberger e Guillaume Pierrel sul Mount Robson. Nelle Alpi, figurano Philipp Brugger e Lukas Waldner (Valsertal), Esteban Daligault, Virgile Devin e Simon Martinet (Pointe Whymper), Léo Billon ed Enzo Oddo (Petit Dru), Benjamin Védrines (Petit Dru), Siebe Vanhee (Grand Capucin), Benjamin Védrines e Nicolas Jean (Mont Blanc), Nicolas Jean (Trois Dents du Pelvoux) e Vivian Bruchez (82 Quattromila delle Alpi).