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Ascesa al Tahu Rutum: Omaggio a Kyle Dempster e Conquista della Parete Ovest

Nel cuore delle imponenti montagne del Karakorum, una squadra di alpinisti ha scritto una nuova pagina nella storia dell'esplorazione. Symon Welfringer, Siebe Vanhee e Sean Villanueva O'Driscoll hanno trionfato sulla parete ovest del Tahu Rutum, un'impresa che non solo ha aperto una via inedita ma ha anche reso un profondo omaggio a un visionario dell'alpinismo. Dopo giorni di sforzi intensi, condizioni meteo avverse e la gestione di un peso considerevole di attrezzature, il loro successo rappresenta un'ode alla perseveranza e allo spirito di avventura.

Dettagli dell'impresa alpinistica sul Tahu Rutum

Il 27 giugno 2026, dopo quindici giorni di estenuanti sforzi, gli alpinisti Symon Welfringer, Siebe Vanhee e Sean Villanueva O'Driscoll hanno raggiunto la vetta del Tahu Rutum, a 6.651 metri di altitudine, nel remoto Karakorum pakistano. La loro missione era aprire una nuova via sulla parete ovest della montagna, che fino a quel momento era rimasta inviolata. La via, battezzata “The Leopard of Higher Ground”, si estende per 1.500 metri e presenta difficoltà tecniche fino al 7b.

La spedizione era iniziata con un quarto membro, il britannico Pete Whittaker, che però è stato costretto a ritirarsi a causa del mal di montagna subito dopo l'arrivo al campo base. I restanti tre alpinisti hanno affrontato una fase di preparazione meticolosa, trasportando quasi 180 chili di materiale sulla parete, sfruttando anche le slitte grazie a condizioni favorevoli della neve.

La storia della parete ovest del Tahu Rutum è legata indissolubilmente a Kyle Dempster, che nel 2008 tentò la salita in solitaria. Dempster, all'epoca un giovane alpinista di 25 anni, trascorse 23 giorni sulla parete, arrivando a una quota elevatissima ma senza raggiungere la vetta. La sua impresa, sebbene incompiuta, evidenziò il potenziale straordinario di questa parete, rendendola un punto di riferimento nell'immaginario collettivo degli alpinisti.

La scalata del team di Welfringer è iniziata il 15 giugno. Durante i quindici giorni successivi, gli alpinisti hanno dovuto affrontare una serie di sfide, inclusa una tempesta di neve che li ha bloccati per tre giorni all'interno dei portaledge. Nonostante le avversità, hanno proseguito, arrampicando e recuperando costantemente il materiale necessario per la loro autonomia. Il 27 giugno, una giornata caratterizzata da cielo sereno e assenza di vento, ha permesso loro di coronare il sogno della vetta. La scelta del nome della via, “The Leopard of Higher Ground”, è un tributo a Dempster: “Il leopardo” si riferisce al nome locale della montagna, che significa “la casa del leopardo delle nevi”, mentre “Higher Ground” è un riferimento a “Higher Ground Coffee”, la caffetteria aperta da Kyle Dempster a Salt Lake City. Questa dedica sottolinea il forte legame con il passato e la visione pionieristica di Dempster.

L'impresa è stata un'opportunità per gli alpinisti di confrontarsi con una montagna remota, salita per la prima volta da una spedizione giapponese nel 1977 dal versante opposto. La nuova via sulla parete ovest rappresenta un significativo contributo all'alpinismo himalayano, ma soprattutto, è un potente ricordo di come le visioni del passato possano ispirare le grandi imprese del presente.