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Avventura e Memoria: Quattro Escursioni Storiche sull'Altopiano di Asiago

Immergiti in un viaggio suggestivo attraverso l'Altopiano dei Sette Comuni, dove la magnificenza della natura si fonde con le testimonianze silenziose della Grande Guerra. Questo territorio, lontano dal calore afoso della pianura veneta, invita a un'esplorazione attenta e rispettosa, rivelando un paesaggio scolpito non solo dagli elementi ma anche dagli eventi storici. Trincee, gallerie, mulattiere e postazioni di artiglieria si presentano oggi non come reperti museali, ma come cicatrici indelebili che narrano la resilienza di un popolo e la memoria di un conflitto che ha segnato profondamente queste montagne.

Dettagli degli Itinerari Storici sull'Altopiano di Asiago

Nell'agosto del 2026, l'Altopiano dei Sette Comuni, un rifugio naturale a oltre mille metri di altitudine, offre un refrigerio dal caldo estivo e un'opportunità unica di immergersi nella storia della Prima Guerra Mondiale. Quattro itinerari di trekking, sviluppati tra gallerie e trincee, ripercorrono gli eventi di quel periodo, offrendo al contempo panorami spettacolari.

1. Monte Cengio: Il Sentiero delle Gallerie

Questo percorso si snoda sul lato meridionale dell'Altopiano, seguendo le antiche fortificazioni militari. Partendo dal Piazzale Principe di Piemonte, si imbocca il sentiero CAI 651 attraverso una fresca faggeta. Lungo il cammino si incontrano le prime testimonianze del fronte: cannoniere e gallerie che conducono a un celebre percorso scavato nella roccia. Il tratto più suggestivo si sviluppa a mezza costa lungo le falesie del Monte Cengio, offrendo vedute continue sulla Val d'Astico e sulle montagne circostanti. Il percorso include anche il Salto del Granatiere, simbolo della resistenza italiana. Il giro si completa raggiungendo l'Area Sacra del Monte Cengio, con il suo monumento commemorativo e la croce, un luogo di raccoglimento e un eccellente punto panoramico, prima di tornare al parcheggio passando per la Chiesetta dei Granatieri e il Rifugio Al Granatiere.

2. Monte Zebio: La Fortezza Naturale

L'itinerario ufficiale prende il via dalla località Val Giardini, a nord dell'aeroporto di Asiago. Una splendida mulattiera, costruita dai soldati italiani, conduce al cimitero della Brigata Sassari e alla cima di Scalambron. Proseguendo verso Malga Zebio, si raggiunge l'area di Crocetta di Zebio, dove trincee e postazioni per mitragliatrici austro-ungariche sono ancora visitabili. I resti di baraccamenti, teleferiche e ricoveri scavati nella roccia testimoniano la trasformazione dello Zebio in una fortezza naturale tra il 1916 e il 1918. Il percorso, di 18 km con 700 metri di dislivello, è segnato dai sentieri CAI 832 e 832b. Tra giugno e settembre, non perdete l'ottimo formaggio d'alpeggio prodotto a Malga Zebio.

3. Anello Cima Larici–Cima Portule: Le Creste del Nord

Questo anello parte da Malga Larici di Sotto, a 1.600 metri, raggiungibile da Asiago tramite la SP349. Il sentiero CAI 826, lungo 14,5 km con circa 750 metri di dislivello, tocca Bocchetta Portule, Cima Portule (2.308 m), Porta Renzola e i dintorni di Cima Larici. Percorrendo l'anello in senso orario, si raggiunge la cima in circa due ore, godendo di un tratto di cresta sempre più panoramico, e si rientra con un percorso più dolce di tre ore. La cima di Cima Portule, al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige, offre una vista mozzafiato che spazia su tutto l'Altopiano di Asiago, la Valsugana e, nelle giornate limpide, fino alla laguna veneta.

4. Monte Lisser e Forte Lisser: Il “Leone” dell’Altopiano

L'ultimo itinerario si trova nel settore orientale dell'Altopiano. Sulla vetta del Monte Lisser (1.633 m) sorge il Forte Lisser, una delle opere corazzate meglio conservate dell'Altopiano. Si parcheggia presso la Casera Tombal, vicino a Enego, e si segue il sentiero CAI 865. La salita è graduale, richiedendo circa 1-2 ore per raggiungere la cima e il forte. Per il rientro, si può scegliere un sentiero diretto di 40 minuti. L'anello completo è di 7 km con 350 metri di dislivello. Il Forte Lisser, costruito tra il 1911 e il 1914, era parte dello sbarramento Brenta-Cismon. Il panorama dalla vetta è uno dei più belli dell'Altopiano, estendendosi dalla Piana di Marcesina al Monte Grappa e all'Ortigara. In primavera, i pascoli si arricchiscono di orchidee e, nelle giornate più calde, si possono avvistare gheppi e poiane.

Questi itinerari non solo offrono un'opportunità per l'attività fisica e per godere di paesaggi incantevoli, ma rappresentano anche un potente promemoria della storia e del sacrificio. Camminare lungo queste antiche vie di guerra è un modo per onorare la memoria di coloro che hanno combattuto e per riflettere sulla fragilità e sulla resilienza della vita. È un'esperienza che arricchisce l'anima e offre una prospettiva unica sulla natura e sull'eredità del nostro passato.