Scopri la Maestosità del Cevedale: Un Viaggio Tra Ghiacciai Eterni
Il Parco dello Stelvio: Un Tesoro Naturale d'Europa
Fondato nel 1935, il Parco dello Stelvio si erge come il più esteso santuario montano d'Europa, abbracciando una vasta area di oltre 130.000 ettari e vantando una straordinaria biodiversità. I suoi ghiacciai, che adornano questo angolo alpino, sono tra i più imponenti e affascinanti di tutto il continente, custodi di una bellezza selvaggia e primordiale.
Le Vette che Custodiscono l'Acqua: Ortles, Gran Zebrù e Cevedale
Dall'imponente Ortles al maestoso Gran Zebrù, passando per il Cevedale e il Vioz, queste cime, che sfiorano i 4000 metri, rappresentano una fonte inesauribile di vita. Esse costituiscono i principali serbatoi idrici delle Alpi, essenziali per la sopravvivenza di ogni forma di vita, animale e vegetale, e sono cruciali per la produzione di energia elettrica.
Un'Avventura in Alta Quota: Preparati alla Sfida
Questo è un percorso impegnativo, ideale per escursionisti ben allenati, in grado di affrontare giornate di cammino di sette-otto ore e dislivelli quotidiani superiori ai 1000 metri. Un'esperienza che mette alla prova la resistenza e la passione per la montagna, ricompensando con panorami indimenticabili e un profondo senso di realizzazione.
Giorno Uno: Dalla Val di Rabbi al Rifugio Dorigoni, un Inizio Impegnativo
Il viaggio inizia dal parcheggio di Colèr, nella suggestiva Val di Rabbi, dove le cascate di Saent accolgono i visitatori con la loro potenza. Dopo circa un'ora, si raggiunge la malga omonima, incastonata in una splendida piana a 1700 metri, circondata da un bosco di larici. Qui, vecchie fotografie narrano la storia dell'alpeggio, offrendo uno sguardo sul passato.
La Salita Impegnativa e la Scoperta del Rifugio
Un percorso a zig-zag, faticoso ma gratificante, conduce a uno sperone con un dislivello di circa 500 metri. Successivamente, si risale una valle glaciale fino al Rifugio Dorigoni, situato a 2457 metri, a circa quattro ore dalla partenza. Da questo punto, il paesaggio si trasforma in un tipico scenario d'alta montagna, con prati radi, rocce moreniche e massi erratici, impreziosito da piccoli torrenti e laghetti incantevoli.
Conquista del Passo di Saent e Panorami Glaciali
In due ore si raggiunge il Passo di Saent, a 2965 metri, seguendo il sentiero 101. Gli ultimi 200 metri di dislivello sono particolarmente impegnativi, non solo per la pendenza ma anche per la stanchezza accumulata. I magnifici panorami glaciali che si aprono dal Passo ripagano ogni fatica. La discesa, lunga due ore, è altrettanto ardua, prima sulla neve e poi su una morena accidentata e ripida lungo il sentiero 12. Si supera un affascinante lago glaciale e si prosegue tra sassi verticali, scendendo il costone morenico verso la Val Martello. La prima notte si bivacca a 2300 metri, vicino a un impetuoso torrente, con le maestose sagome dell'Ortles e del Gran Zebrù all'orizzonte.
Giorno Due: Dalle Cime Rocciose alla Valle Verde
Il secondo giorno prosegue con una discesa attraverso un magnifico bosco di larici, che offre viste spettacolari sulla Val Martello. A quota 1900 metri, si incontra un bivio: il sentiero 12 scende verso il Rifugio Genziana, mentre il sentiero 40, e poi il 37 (Sentiero Glaciologico), inizia la salita verso il Rifugio Martello. Questo affascinante percorso conduce al Rifugio Martello, a 2610 metri, dopo circa quattro ore di cammino dal bivacco.
Il Rifugio Martello: Un Rifugio per il Corpo e lo Spirito
Gli scenari che si aprono sono semplicemente fantastici, nonostante la salita in alcuni tratti sia ripida e faticosa. Il percorso permette di ammirare enormi formazioni moreniche, laghi di circo e depositi glaciali. Il Rifugio Martello è celebre per i suoi deliziosi Kaiserschmarren con marmellata di mirtilli, una vera delizia dopo le fatiche del sentiero.
Il Passo della Forcola e le Vette Imponenti
Quattrocento metri di dislivello, quasi interamente su ghiacciaio, separano il rifugio dal Passo della Forcola, a 3083 metri. Dal Passo, il panorama è grandioso: a nord l'Ortles (3905 metri) e la piramide perfetta del Gran Zebrù (3859 metri); a ovest, le cime gemelle del Cevedale (3769 metri) e della Zufallspitze (3758 metri), con il Vioz (3645 metri) leggermente spostato. A sud si estende il maestoso Gruppo di Brenta, e sulla sinistra, la parete nord della Presanella (3558 metri). Gli incontri con i camosci qui sono all'ordine del giorno.
La Seconda Notte: Un Sogno Rosato tra i Ghiacciai
È necessaria un'altra ora di cammino su morena per raggiungere il magnifico lago glaciale a 2700 metri, dove si bivacca per la seconda notte. Assistere al tramonto che tinge di rosa i ghiacciai del Palon de la Mare, avvolti nel tepore dei sacchi a pelo, è un'esperienza indescrivibile e altamente consigliata.
Giorno Tre: Dal Rifugio Martello al Larcher e il Ritorno alla Civiltà
Se le condizioni meteorologiche lo permettono, si può scendere al Rifugio Larcher (2610 metri), per poi risalire con il sentiero 104 fino a 3100 metri, sotto Cima Campolungo. Si attraversa il ghiacciaio del Careser e si scende al Rifugio Dorigoni, per poi fare ritorno al punto di partenza. Il tragitto dal Larcher al parcheggio del Colèr richiede circa otto ore.
Alternative per Condizioni Meteo Avverse
In caso di condizioni del ghiacciaio non ottimali, è preferibile evitare questa variante e scendere direttamente con il sentiero 102 a Malga Mare (2000 metri) e da lì a Pejo. È possibile tornare a Rabbi utilizzando i mezzi pubblici, completando così un'avventura indimenticabile tra le meraviglie del Parco Nazionale dello Stelvio.