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CAI Pinasca: Mezzo Secolo di Avventura Montana e Impegno Comunitario

Il Club Alpino Italiano di Pinasca si appresta a festeggiare un traguardo significativo: cinquant'anni di attività autonoma, un periodo costellato da innumerevoli giornate trascorse tra sentieri e vette, incontri, iniziative culturali e un impegno costante per la manutenzione del territorio. Queste celebrazioni, previste dal 25 al 27 settembre 2026, non sono dedicate solo ai membri, ma sono aperte a tutti gli abitanti della Val Chisone e agli appassionati di montagna, riflettendo la natura inclusiva e la passione condivisa che da sempre animano l'associazione. L'evento rappresenta un'occasione per ripercorrere la storia di dedizione, avventura e cura per l'ambiente montano che ha caratterizzato mezzo secolo di impegno.

La storia del CAI Pinasca ha radici più profonde del 1976, anno in cui ottenne l'autonomia. Già nel 1972, un gruppo di entusiasti di Pinasca fondò una sottosezione del CAI di Giaveno, sotto la guida del primo presidente Remo Giustetto, contando già 103 soci. Questa prima fase gettò le basi per quella che sarebbe diventata una sezione indipendente e vitale. L'esperienza acquisita e la crescita del numero di aderenti portarono, nel marzo del 1976, al riconoscimento ufficiale dell'autonomia, seguito dall'elezione del primo consiglio direttivo a maggio dello stesso anno. Da quel momento, il CAI Pinasca è diventato un punto di riferimento fondamentale per la Val Chisone, arrivando a contare oggi circa 270 soci, testimonianza della sua continua rilevanza e del forte legame con il territorio.

Nel corso degli anni, l'associazione ha ampliato notevolmente il proprio raggio d'azione. Oltre alle tradizionali attività alpinistiche e di arrampicata, il CAI Pinasca ha introdotto escursioni più accessibili, eventi culturali, presentazioni di libri, viaggi e corsi di formazione sulla sicurezza in montagna. Un'iniziativa degna di nota è "CAI Family", avviata nel 2026, un progetto specificamente pensato per avvicinare famiglie e bambini al mondo dell'escursionismo e promuovere una frequentazione consapevole degli ambienti montani. Questo dimostra come il CAI Pinasca non si limiti alla mera conquista delle vette, ma si impegni attivamente nella promozione di una cultura della montagna che sia inclusiva, educativa e responsabile.

L'impegno del CAI Pinasca si manifesta anche attraverso un'opera costante e spesso meno visibile, ma di fondamentale importanza, dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio. Tra le numerose attività svolte negli anni, spiccano il ripristino della segnaletica nel Vallone dei Sette Ponti e nella Comba dei Traversi, realizzato già nel 1996, e la costruzione del ponte di Vincent nel 2005, in collaborazione con l'AIB e il Comune, un'infrastruttura cruciale che connette la borgata Traversi al Colle del Besso. Più recentemente, sono stati numerosi gli interventi volti alla messa in sicurezza di ponti e passerelle, nonché al recupero di itinerari storici come quelli della Gleiza di Barbet, del Visch e delle Roche d'la Miana. Un capitolo a parte merita la Casa Alpina Fornetti, attorno alla quale la sezione ha recuperato vecchie vie di arrampicata, rinnovato le facciate e installato un impianto fotovoltaico, dimostrando un'attenzione particolare alla sostenibilità e alla fruibilità delle risorse montane. Questi interventi non sono semplici opere di manutenzione, ma rappresentano un modo tangibile per interpretare la missione storica del Club Alpino Italiano: salvaguardare il patrimonio montano e le tradizioni delle comunità che lo abitano, trasmettendoli alle future generazioni.

Le celebrazioni per il cinquantenario prenderanno il via venerdì 25 settembre al Salone Polivalente di Pinasca, con un evento di prestigio. L'ospite d'onore della serata sarà Matteo Della Bordella, figura di spicco dell'alpinismo italiano contemporaneo. Attraverso racconti, immagini e testimonianze, Della Bordella condividerà le sue esperienze sulle grandi pareti montane di tutto il mondo. La sua partecipazione non è casuale: l'alpinista incarna una visione moderna dell'alpinismo, che unisce l'esplorazione e la sfida sportiva a un profondo rispetto e legame con l'ambiente montano, andando oltre il mero risultato agonistico.

Il fulcro dei festeggiamenti si sposterà sabato 26 settembre a Grandubbione, dove si terrà "Grandurock", un meeting di arrampicata concepito come il momento più vivace del fine settimana. I partecipanti si ritroveranno alle 9 alla locanda La Beppa per una giornata dedicata all'arrampicata libera sulle falesie locali. Saranno inoltre offerti workshop di arrampicata in fessura, trad e chiodatura dal basso, opportunità preziose per affinare le tecniche o imparare nuove discipline. La serata culminerà con un apericena, giochi a tema alpinistico e musica, trasformando l'evento in una vera e propria festa. Più che una competizione, Grandurock mira a essere un grande raduno che accoglie alpinisti esperti e principianti, vecchi e nuovi membri, per celebrare l'anniversario del CAI Pinasca in un'atmosfera di condivisione e gioia.

Il fine settimana di celebrazioni si concluderà domenica 27 settembre con un pranzo per il cinquantenario presso la locanda La Beppa a Grandubbione, con inizio alle 12:30. Per rendere l'arrivo al pranzo ancora più suggestivo e in linea con lo spirito del CAI, i partecipanti potranno raggiungere Grandubbione a piedi, accompagnati dai soci della sezione, risalendo il Vallone dei Sette Ponti. L'escursione, classificata E (escursionistica), prevede un ritrovo alle 8:30 presso la chiesa di Dubbione, si estende per circa 6 chilometri e presenta un dislivello positivo di 450 metri. Questo percorso non è solo un'occasione per ammirare il paesaggio, ma è anche altamente simbolico, poiché attraversa uno dei luoghi di cui la sezione si è presa cura con dedizione nel corso degli anni, rafforzando il legame tra l'associazione, la montagna e la comunità.

Questo cinquantesimo anniversario per il CAI Pinasca si rivela non una semplice commemorazione del passato, ma un potente catalizzatore per unire le persone. È un tributo a coloro che, nel lontano 1972, iniziarono a sognare una propria sezione, a coloro che nel 1976 lottarono per la sua autonomia, e a tutti coloro che negli anni hanno instancabilmente tracciato sentieri, rinnovato segnavia, ripristinato ponti e organizzato innumerevoli escursioni. È anche un invito aperto a chiunque voglia scoprire per la prima volta il mondo del CAI, magari proprio durante questo weekend di festa. L'eredità del CAI Pinasca, anche dopo mezzo secolo, continua a essere intrisa degli stessi valori originali: la passione per la montagna condivisa, la conoscenza approfondita del territorio e l'assunzione di una responsabilità collettiva nella sua protezione e cura. Continuare a camminare insieme, guardando al futuro con lo stesso spirito pionieristico, è il modo più autentico per onorare i primi cinquant'anni di una storia ricca di avventure e impegno comunitario.