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Centrale Idroelettrica della Valle Adamè: Rifiutata la Richiesta di Sanatoria, Demolizione Imminente

La controversa vicenda della centrale idroelettrica situata in Valle Adamè, nel cuore del Parco dell'Adamello, ha raggiunto una svolta decisiva. Dopo mesi di dibattiti e verifiche, il Comune di Saviore dell'Adamello ha definitivamente respinto la richiesta di sanatoria per le opere realizzate in difformità, aprendo la strada alla loro demolizione e al ripristino ambientale.

Il Futuro della Valle Adamè: La Sentenza Definitiva per la Centrale Idroelettrica Abusiva

Il No alla Sanatoria: Una Decisione Cruciale per la Centrale della Valle Adamè

La recente deliberazione del Comune di Saviore dell'Adamello segna un punto di non ritorno nella questione della centrale idroelettrica di Baita Adamè. La richiesta di regolarizzazione delle strutture, situate a circa 2.150 metri di altitudine all'interno del Parco dell'Adamello, è stata ufficialmente negata il 19 agosto 2026, a seguito di una Conferenza di Servizi con esito negativo.

La Posizione Determinante della Provincia di Brescia

Un ruolo chiave in questa decisione è stato giocato dalla Provincia di Brescia, l'autorità preposta alla concessione per l'utilizzo delle acque del torrente Poja di Adamè. La Provincia ha evidenziato come le strutture edificate non fossero in linea con quanto stabilito nella concessione del 2020, rendendo impraticabile la concessione di un permesso di costruzione retroattivo per sanare le irregolarità.

Un Progetto Autorizzato, ma una Realizzazione Non Conforme

La complessità della situazione risiede nel fatto che un progetto iniziale per la centrale era effettivamente stato approvato. Tuttavia, le difformità riscontrate tra il piano autorizzato e le opere effettivamente costruite hanno innescato il procedimento attuale, culminato nel rifiuto della sanatoria. Non si tratta, quindi, di un impianto totalmente abusivo, ma di una realizzazione che si è discostata significativamente dalle autorizzazioni ottenute.

La Nascita dell'Impianto e le Sue Finalità Originarie

L'idea dell'impianto risale al 2017, quando l'Associazione Onlus Gruppo Baita Adamè propose la costruzione di una centrale per produrre energia elettrica destinata all'autosostentamento del rifugio. Il progetto mirava a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, con una potenza nominale media di 9,27 kW e un contributo regionale di quasi 100.000 euro per un costo ammissibile di 174.000 euro. L'approvazione del progetto avvenne il 1° aprile 2022.

Le Irregolarità Rilevate e l'Ordine di Demolizione

Le problematiche sono emerse nel 2025, quando il Comitato per la Difesa del Parco dell'Adamello ha denunciato numerose discrepanze tra il progetto approvato e le opere sul terreno. Tra le contestazioni figuravano muri non previsti, un bacino in cemento e modifiche all'opera di presa. Queste segnalazioni, supportate anche da accertamenti dei Carabinieri Forestali, hanno portato il Comune di Saviore dell'Adamello a emettere un'ordinanza di demolizione e ripristino il 17 ottobre 2025.

Il Rifiuto Provinciale: La Non Corrispondenza Tra Piani Amministrativi

Il diniego della sanatoria si basa sulla discrepanza tra il piano edilizio, di competenza comunale, e quello relativo all'utilizzo delle risorse idriche, gestito dalla Provincia. La Provincia di Brescia ha accertato che le opere non rispettavano le condizioni della concessione idrica del 2020, impedendo al Comune di rilasciare il permesso di costruire. Questa non conformità ha spostato il focus dalla questione ambientale generale alla violazione specifica delle autorizzazioni idriche.

Un'Area Protetta Sotto Rigida Osservazione

La Baita Adamè è situata in un'area di particolare pregio ambientale, all'interno del Parco Naturale dell'Adamello e della Rete Natura 2000. Le normative regionali impongono severe restrizioni per la tutela del sistema idrico, vietando nuove derivazioni o interventi che alterino il regime delle acque, salvo specifiche eccezioni. Anche se la decisione del 19 agosto non si è basata direttamente su queste normative, la sensibilità del luogo ha amplificato l'importanza della questione.

Il Ritorno della Questione Demolizione

Il fallimento della sanatoria riporta in primo piano l'ordinanza di demolizione e ripristino emessa nell'ottobre 2025, la cui scadenza era stata fissata al 30 giugno 2026. Al 20 agosto, le operazioni di demolizione non erano ancora state effettuate. Inoltre, la Provincia di Brescia sta ancora valutando la revoca della concessione di derivazione, e il provvedimento comunale può essere impugnato entro 60 giorni. La vicenda continua, con la necessità di definire tempi e modalità per la rimozione delle opere e il ripristino della Valle Adamè alla sua condizione originaria.