Il progetto "Tip Top Mountain", sostenuto dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, ha concluso con successo la sua avventura sull'Etna. L'iniziativa ha permesso a persone con disabilità di sperimentare la montagna attraverso attività come l'arrampicata e l'escursionismo, con l'obiettivo di favorire l'autonomia e l'inclusione. Il percorso, durato nove giornate e suddiviso in tre tappe, ha coinvolto circa 300 persone, tra cui 113 partecipanti con disabilità, supportati da 46 professionisti.
Questo progetto ha rappresentato un importante passo avanti nella creazione di un modello partecipativo, dove le esperienze in montagna sono state co-costruite con le persone con disabilità, rendendo l'accessibilità non un'eccezione, ma una parte integrante della pratica sportiva e delle attività all'aria aperta. Le Guide Alpine Italiane, la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) e Sportfund Ets hanno collaborato per unire competenze sportive, educative e sociali, dimostrando come la montagna possa essere uno spazio di crescita e realizzazione per tutti.
Il Percorso del Progetto: Dalla Palestra alle Vette dell'Etna
La tappa conclusiva del progetto "Tip Top Mountain" si è svolta in Sicilia, sull'Etna, e ha offerto ai partecipanti un'esperienza completa che ha spaziato dall'arrampicata indoor a quella su roccia naturale, culminando con un'emozionante escursione sul vulcano. Questa fase finale, tenutasi dal 9 all'11 ottobre, ha coinvolto una sessantina di persone, tra cui individui con disabilità, i loro accompagnatori e tecnici specializzati. L'inizio delle attività ha avuto luogo a Ragalna, in provincia di Catania, dove i partecipanti hanno avuto modo di praticare l'arrampicata in un ambiente protetto presso Etna Climbing. Successivamente, il gruppo si è spostato sulla falesia di Bronte, nota anche come Roncazzo di Canalaci, per affrontare l'arrampicata all'aperto, immergendosi nella natura selvaggia del versante occidentale dell'Etna. Questi momenti preparatori sono stati fondamentali per acquisire le tecniche necessarie e per rafforzare lo spirito di squadra in vista dell'escursione finale.
L'apice di questa esperienza è stato l'itinerario sull'Etna, un percorso scelto simbolicamente per rappresentare l'integrazione e la possibilità di superare i propri limiti in un contesto naturale. Prima dell'escursione, i partecipanti hanno avuto l'opportunità di incontrare le Guide Alpine e Vulcanologiche siciliane, che hanno fornito preziose informazioni sul territorio e sulle precauzioni da adottare, garantendo la massima sicurezza. Questo approccio graduale, dalla palestra alla roccia e infine all'esplorazione del vulcano, ha permesso di consolidare le competenze e di costruire un forte senso di fiducia e autonomia. Il successo di questa tappa siciliana non solo ha coronato l'intero progetto, ma ha anche dimostrato concretamente come, con il giusto supporto e una preparazione adeguata, la montagna possa diventare un luogo accessibile e inclusivo, offrendo opportunità uniche di crescita personale e di connessione con la natura, al di là di ogni barriera fisica o sociale.
Un Modello Inclusivo per il Futuro della Montagna
Il progetto "Tip Top Mountain" ha coinvolto un numero significativo di partecipanti e professionisti, dimostrando la scalabilità e l'efficacia del suo modello inclusivo. Complessivamente, circa 300 persone hanno preso parte alle diverse attività, di cui 113 erano individui con disabilità, affiancati da 46 esperti tra tecnici ed educatori. La partecipazione di atleti della FASI come testimonial ha ulteriormente arricchito l'esperienza, offrendo esempi concreti di superamento delle sfide e di realizzazione personale. Il programma si è sviluppato attraverso tre tappe fondamentali in diverse regioni montane italiane: le Dolomiti di Brenta, dove si sono svolte attività di arrampicata ed escursionismo; la Valle d'Aosta, che ha visto tre atleti con disabilità raggiungere un'altitudine di 3.600 metri sul ghiacciaio del Monte Bianco; e la tappa finale in Sicilia, sull'Etna. Questi diversi scenari hanno permesso di esplorare le molteplici sfaccettature dell'esperienza montana, adattando le attività alle specificità di ciascun ambiente e alle esigenze dei partecipanti.
Il successo di "Tip Top Mountain" non si misura solo nel numero di persone coinvolte, ma anche nell'impatto culturale e formativo che ha generato. Martino Peterlongo, presidente Conagai, ha sottolineato come il progetto abbia rappresentato un'occasione di formazione professionale per le Guide Alpine, arricchendo le loro competenze nell'accompagnamento di persone con disabilità. Egli ha evidenziato come questo modello possa diventare un "patrimonio stabile del mondo della montagna", promuovendo un approccio più inclusivo e consapevole. Davide Battistella, presidente FASI, ha ribadito il ruolo fondamentale dell'arrampicata come strumento di crescita, autonomia e autostima, con l'obiettivo di diffondere una cultura della montagna accessibile e condivisa. Il coordinamento della tappa siciliana da parte di Mirto Monaco per le Guide Alpine e Cristina Cascone per la FASI, con il supporto dei tecnici specializzati nelle attività paralimpiche e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, è stato cruciale per la realizzazione di un'esperienza sicura e formativa. In definitiva, "Tip Top Mountain" ha gettato le basi per un futuro in cui le attività in montagna siano progettate "con" le persone con disabilità, e non semplicemente "per" loro, trasformando l'accessibilità in un principio ordinario della pratica sportiva e non più un'eccezione, contribuendo a un cambiamento duraturo nella percezione e nell'organizzazione delle attività montane.