menu switch

Consiglio di Stato: Abbattimento dell'Orsa KJ1 in Trentino Giudicato Legittimo

La complessa vicenda dell'orsa KJ1, abbattuta in Trentino, ha trovato una risoluzione definitiva nelle aule giudiziarie con la recente sentenza del Consiglio di Stato. Questa decisione conferma la legittimità del provvedimento di soppressione dell'animale, alimentando un dibattito già acceso e mettendo in luce le diverse visioni sulla gestione della fauna selvatica e sulla sicurezza pubblica.

La Sentenza Definitiva sull'Orsa KJ1 in Trentino

Il 16 luglio 2024, in un sentiero boschivo del Trentino, si è verificato un drammatico incontro ravvicinato tra un turista francese e l'orsa KJ1, esemplare di 22 anni con i suoi cuccioli, che ha portato al ferimento dell'uomo. In risposta a questo grave episodio, la Provincia Autonoma di Trento (PAT) ha emesso un decreto per la soppressione dell'animale, eseguito dal Corpo forestale trentino il 30 luglio 2024. Tale azione ha immediatamente scatenato intense reazioni e un acceso dibattito pubblico, specialmente tra le associazioni animaliste.

Nei giorni scorsi, il Consiglio di Stato ha pronunciato la sua sentenza definitiva, dichiarando pienamente legittimo il decreto di abbattimento dell'orsa KJ1, firmato dall'allora presidente della PAT Maurizio Fugatti. I giudici di Palazzo Spada hanno respinto il ricorso presentato da un'associazione animalista, confermando la precedente decisione del TAR che già aveva riconosciuto la legittimità dell'intervento. La PAT ha espresso soddisfazione, sottolineando che l'amministrazione provinciale ha ampiamente dimostrato l'elevata pericolosità dell'esemplare, classificata ai massimi livelli del PACOBACE. Secondo i giudici, l'abbattimento ha rappresentato l'unica soluzione tempestiva ed efficace per proteggere l'incolumità dei cittadini, escludendo opzioni come il trasferimento o la cattura, considerate troppo lente e rischiose.

Il governatore Fugatti e l'assessore alle foreste Roberto Failoni hanno accolto con favore la sentenza, ribadendo la correttezza e la rigorosa accuratezza tecnica dell'azione trentina, sempre orientata alla tutela delle persone. Questa decisione giunge poco dopo la pubblicazione del nuovo Rapporto Grandi Carnivori 2025, in cui la PAT evidenzia l'assenza di comportamenti problematici da parte degli orsi nell'ultimo anno, un risultato attribuito alla linea gestionale stringente che ha previsto la rimozione tempestiva degli esemplari problematici.

Tuttavia, le reazioni del mondo ambientalista rimangono critiche. Già nell'estate 2024, Legambiente aveva contestato la "continuativa e dissennata rincorsa all'abbattimento", suggerendo soluzioni preventive e modelli di convivenza adottati in altre regioni, come il Parco Nazionale d'Abruzzo. La LAV, a settembre 2024, aveva rivelato che il turista ferito stava correndo all'alba, condizione che avrebbe potuto innescare l'istinto protettivo materno dell'orsa, anziché essere un semplice escursionista. L'ENPA, durante l'ultima udienza del 28 aprile 2026, ha definito l'abbattimento un "delitto mascherato da necessità", evidenziando il danno al patrimonio genetico della popolazione ursina trentina. Ivana Sandri, etologa, ha ribadito che la reazione di KJ1 era una risposta protettiva, e ridurre la sua storia a un "problema da eliminare" significa non comprendere la natura complessa del fenomeno. La sentenza chiude il capitolo legale, ma il conflitto sociale sulla gestione della biodiversità in Trentino persiste.

La decisione del Consiglio di Stato, pur ponendo fine alla disputa legale, non risolve il conflitto di fondo tra la protezione della fauna selvatica e la sicurezza umana. È fondamentale che le autorità e le organizzazioni ambientaliste collaborino per sviluppare strategie innovative che garantiscano una coesistenza armoniosa e sostenibile, tutelando sia la biodiversità che le comunità locali. Il caso di KJ1 evidenzia la necessità di un dialogo continuo e di soluzioni equilibrate per affrontare le sfide poste dalla presenza di grandi carnivori nei nostri territori.