Dopo quasi dieci anni di controversie legali, si è conclusa la disputa sulla definizione degli ambiti professionali tra le guide escursionistiche ambientali (GAE) e gli accompagnatori di media montagna (AMM) in Lombardia. Il Consiglio di Stato ha respinto in modo definitivo tutti i ricorsi presentati da diverse associazioni di guide ambientali contro una delibera della Regione Lombardia che stabilisce quali percorsi sono riservati agli AMM, confermando la validità della regolamentazione regionale.
La questione è stata al centro di un lungo dibattito, con le associazioni delle guide ambientali escursionistiche che reclamavano il diritto di operare su tutti i sentieri escursionistici, eccetto quelli che richiedono specifiche tecniche alpinistiche. Tuttavia, la Regione Lombardia ha deciso di imporre limiti su aree considerate più a rischio per la sicurezza, una decisione supportata dal Consiglio di Stato che ha evidenziato come i dati del Soccorso Alpino mostrino un aumento degli incidenti in montagna, in particolare al di sopra dei 700 metri di altitudine, giustificando così la necessità di competenze specifiche detenute dagli accompagnatori di media montagna per garantire la sicurezza.
La sentenza sottolinea l'importanza del principio di proporzionalità, affermando che l'attività delle guide ambientali è permessa solo se non mette a rischio gli escursionisti. Questo verdetto finale, che ha respinto tutte le contestazioni delle associazioni di guide ambientali riguardanti una presunta “riserva professionale” e un'istruttoria inadeguata, si basa su un'analisi approfondita dei dati statistici del Soccorso Alpino e sulle consultazioni con le categorie professionali e il CAI Lombardia. Questa decisione chiude una delle più complesse vicende legali legate alle professioni di montagna in Italia, stabilendo un precedente importante che potrebbe influenzare le normative in altre regioni.
La conclusione di questo lungo contenzioso rappresenta un passo significativo per la chiarezza e la sicurezza nell'ambito delle attività di montagna. La decisione del Consiglio di Stato ribadisce l'importanza della preparazione professionale e della tutela dell'incolumità pubblica, assicurando che le escursioni in ambienti montani siano condotte da personale con le competenze più adeguate, promuovendo così una cultura di responsabilità e rispetto per la montagna e i suoi frequentatori.