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Crisi dei ghiacciai alpini: Un appello urgente per l'azione climatica

Il paesaggio alpino è minacciato da un'accelerazione delle anomalie termiche, con temperature che superano di 2-4°C la media trentennale, secondo i dati Copernicus. Questa tendenza, caratterizzata da siccità primaverili e ondate di calore più intense e precoci, sta portando a un drammatico scioglimento dei ghiacciai, con lo zero termico che raggiunge e supera i 5.000 metri. Di fronte a questa emergenza, la 'Carovana dei Ghiacciai', iniziativa di Legambiente con il sostegno di Fondazione Glaciologica Italiana, CIPRA Italia e CAI, si impegna a monitorare e divulgare lo stato di salute dei ghiacciai alpini, chiedendo un'azione urgente e coordinata per la loro salvaguardia.

L'inizio della settima edizione della 'Carovana dei Ghiacciai' è stato segnato da un significativo evento in Adamello, presso il Passo Presena, il 1° agosto. Un'ampia partecipazione ha dato vita a un 'flashmob' di forte impatto emotivo, simulando il progressivo scioglimento di un ghiacciaio. Questa performance, arricchita dalla danza contemporanea del Collettivo Lattea con il progetto 'Moraine', ha culminato in un coro unanime: "Cosa sono i ghiacciai? Bene comune! Cosa vogliamo? Una governance europea!". Tale manifestazione non ha solo evidenziato la sofferenza ecologica delle Alpi, ma ha anche lanciato un messaggio politico e sociale per la tutela di questi ecosistemi vitali.

Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e organizzatrice della Carovana, ha sottolineato l'importanza politica e sociale di questa mobilitazione. Ha ribadito che i ghiacciai non sono semplici risorse da sfruttare o soggetti per fotografie, ma elementi fondamentali per l'equilibrio idrico e climatico dell'Europa. L'appello è chiaro: è essenziale un approccio sistemico e politiche europee mirate per proteggere e adattarsi ai cambiamenti climatici, prima che sia troppo tardi. Questo lancio ha coinciso con la presentazione del "Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse", un'iniziativa congiunta di Legambiente, CAI, CIPRA Italia e Fondazione Glaciologica Italiana, sottoscritta da oltre 90 organizzazioni non governative ed enti di ricerca europei, che mira a creare la prima piattaforma politico-culturale italiana per la protezione delle zone montane, intitolata "Governare le Alpi che cambiano".

L'Adamello è un emblema eloquente del ritiro dei ghiacciai nelle Alpi. Il ghiacciaio del Mandrone ha subito un arretramento di 760 metri tra il 1997 e il 2025, con una perdita di circa 12 milioni di metri cubi d'acqua nell'ultimo anno, evidenziando una situazione critica comune a quasi tutta la criosfera alpina. Valter Maggi, presidente della Fondazione Glaciologica Italiana, ha riferito che oltre il 90% dei circa 900 ghiacciai alpini monitorati mostra bilanci di massa negativi e si è ridotto a superfici inferiori a 0,5 km². La gravità della stagione in corso è ulteriormente comprovata dalla chiusura anticipata dello sci estivo sul Cervino e a Plateau Rosà, a causa della scarsa neve e del degrado del manto nevoso. Similmente, in Alto Adige, il crollo di ghiaccio e detriti sulla Vedretta di Solda evidenzia i pericoli crescenti dovuti alle ondate di calore e allo scioglimento del permafrost, come spiegato dalla Protezione Civile di Bolzano.

Di fronte a un tale scenario di deterioramento, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, afferma che non si può rimanere inerti. Le Alpi si riscaldano a un ritmo doppio rispetto alla media globale, rendendo urgente l'implementazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e l'adozione di politiche locali incisive, oltre a una governance europea per i ghiacciai. Maria Grazia Gavazza, Presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI, aggiunge che è fondamentale riconoscere la crisi dell'ambiente montano per adottare nuove strategie e modificare i comportamenti individuali. La 'Carovana dei Ghiacciai' proseguirà dal 17 agosto al 3 settembre 2026, con cinque tappe tra Italia e Francia, ribadendo che la protezione di questi giganti bianchi è una necessità impellente per tutelare le riserve idriche, la sicurezza dei territori alpini e il futuro delle generazioni a venire.