menu switch

Dalle Dolomiti alla California: L'Emergenza Sovraturismo e la Difficile Ricerca di un Equilibrio

Il fenomeno del sovraffollamento turistico, o "overtourism", si conferma un problema endemico e sempre più acuto, specialmente durante i mesi estivi, nei luoghi di grande richiamo naturale. La questione, ampiamente dibattuta, ruota attorno alla necessità impellente di trovare strategie efficaci per mitigare gli effetti deleteri di un'affluenza incontrollata di visitatori sugli ecosistemi montani. Le cronache recenti, sia a livello nazionale che internazionale, evidenziano una tendenza preoccupante: la concentrazione massiva di turisti in località iconiche, spesso a discapito di aree periferiche altrettanto affascinanti ma meno conosciute. Ci si interroga se l'autoregolazione del turismo, basata unicamente sul senso etico del singolo, possa essere una soluzione valida o se invece sia indispensabile l'adozione di misure più strutturate e restrittive.

L'idea che il turismo possa autoregolarsi trova pochi riscontri pratici, come dimostrato dall'esempio del Lago di Sorapiss, nelle Dolomiti. Questa gemma naturale è stata oggetto di un vero e proprio assalto di visitatori. Emilio Pais Bianco, gestore del rifugio Vandelli, ha testimoniato al Corriere delle Alpi l'insostenibilità di picchi di affluenza che possono raggiungere i 3.000 accessi giornalieri, sollecitando l'introduzione di provvedimenti atti a gestire i flussi. Ha avvertito che, senza interventi quali tornelli o numeri chiusi, gli effetti negativi sul fragile ecosistema diventeranno irreversibili.

Questo fenomeno, come spesso accade, è alimentato dalla cultura dell'"instagrammabilità", che trasforma luoghi di escursionismo in scenari perfetti per fotografie, incentivando un turismo "mordi e fuggi". Molti visitatori cercano di collezionare quanti più scorci possibili in poco tempo, spostandosi rapidamente tra le Tre Cime, il Sorapiss, le 5 Torri, il Lagazuoi e il Lago di Braies. Questa dinamica mette sotto pressione le infrastrutture e gli ambienti naturali, compromettendo l'autenticità dell'esperienza e la conservazione del paesaggio.

Parallelamente, negli Stati Uniti, il Parco Nazionale di Yosemite ha vissuto un'esperienza gestionale opposta. Dopo aver introdotto un sistema di prenotazioni nel 2020 per limitare gli ingressi, nel 2025 ha sperimentato una misura intermedia, richiedendo un pass solo per determinate fasce orarie. Questa soluzione parziale ha però generato una concentrazione di visitatori nel pomeriggio, con conseguenti ingorghi stradali, parcheggi esauriti e danni alla vegetazione. Nel febbraio 2026, l'amministrazione ha deciso di eliminare completamente l'obbligo di prenotazione per i veicoli, sperando in una gestione spontanea. Il risultato è stato un aumento del 45% degli accessi a marzo, con code chilometriche e paralisi della viabilità, come riportato dal quotidiano californiano The Fresno Bee. La situazione è degenerata al punto che i senatori Alex Padilla e Adam Schiff hanno chiesto il ripristino immediato delle restrizioni, denunciando la perdita dei progressi ambientali e il rischio per la fauna selvatica.

La National Parks Conservation Association (NPCA) ha criticato aspramente la gestione di Yosemite, attribuendo il caos ai tagli al personale che hanno ridotto la forza lavoro del 25% dal 2025. Un ex sovrintendente ha sottolineato come i dipendenti siano costretti a fare di più con meno risorse, mettendo a rischio il parco. La pressione per eliminare le prenotazioni, secondo la NPCA, sarebbe stata esercitata anche da costruttori privati interessati allo sviluppo di strutture ricettive di lusso ai margini del parco, con un aumento esponenziale dei posti letto negli ultimi dieci anni. Queste vicende dimostrano chiaramente che la semplice autoregolazione del turismo non è sufficiente. Sono necessarie strategie mirate che non facciano sentire il turista limitato nella sua libertà, ma piuttosto un partecipante attivo nella tutela e nella valorizzazione degli ambienti naturali.

La sfida per il futuro è trovare un equilibrio tra la fruizione dei luoghi naturali e la loro salvaguardia. La gestione di siti come il Lago di Sorapiss e Yosemite evidenzia che l'intervento umano è indispensabile per prevenire il degrado ambientale e assicurare un'esperienza di qualità per tutti. È fondamentale che le politiche turistiche promuovano la consapevolezza e la responsabilità, trasformando ogni visitatore in un alleato nella protezione di queste meraviglie, piuttosto che in una minaccia.