Un trio di audaci scalatori ha tracciato una nuova via di ascensione nel cuore del massiccio dell'Adamello. Sarah Haase, Alessandro Sesana e Mattia Tamborino, nell'agosto del 2026, hanno aperto "Danse Escalade" sulla Cima Meridionale di Poia, un percorso che si estende per 280 metri e comprende sette lunghezze di corda. Questa impresa, che presenta una difficoltà massima di 6c+ e un grado obbligatorio di 6b, con una valutazione complessiva di RS2+, si snoda lungo la roccia tonalite che culmina a 2.930 metri di altitudine. La realizzazione di questo percorso ha richiesto due distinte giornate di arrampicata, il 10 e il 24 agosto, interrotte da un improvviso temporale che ha costretto il team a sospendere il primo tentativo alla terza lunghezza, dimostrando l'imprevedibilità e le sfide dell'ambiente alpino.
L'ispirazione per questa nuova linea è nata in modo spontaneo, da un oggetto dimenticato che ha fornito il pretesto per un'escursione congiunta. Sarah Haase ha poi proposto di esplorare una parete con una linea promettente, suscitando l'entusiasmo di Alessandro Sesana, pur essendo alla sua prima apertura, e di Mattia Tamborino, che si è unito all'avventura. Il loro obiettivo era la Cima Meridionale di Poia. Haase era particolarmente attratta dalla porzione superiore della parete, una vasta placca ben visibile anche da lontano, che accendeva la sua immaginazione e le sue speranze. Prima di procedere, il team si è assicurato che non vi fossero percorsi preesistenti nello stesso settore, una precauzione fondamentale data la vicinanza del frequentato Sentiero n. 1 dell'Adamello. Dopo aver confermato l'assenza di altre vie, ad eccezione de "La Piramide di Ballerini" molto più a sinistra, hanno iniziato l'ascesa. La roccia, una tonalite, ha rivelato la sua magnifica qualità, in particolare la placca iniziale e una lunga fessura centrale, che Haase sognava di affrontare in stile "trad". Le prime sezioni presentavano placche inclinate, ma la salita è diventata progressivamente più impegnativa man mano che si procedeva verso l'alto, specialmente lungo la fessura centrale, culminando in quella che Haase ha descritto come una "meravigliosa danza verticale". Il primo tentativo si è concluso bruscamente il 10 agosto a causa di un temporale, costringendoli a ritirarsi dalla terza lunghezza. Haase ha poi riflettuto che questa ritirata si è rivelata quasi una "benedizione", poiché il tratto che stavano affrontando era particolarmente insidioso, difficile da proteggere e da chiodare, richiedendo un equilibrio precario su appigli scivolosi.
La via, "Danse Escalade", deve il suo nome alla natura dell'arrampicata che i tre hanno incontrato. Haase la descrive non come una semplice successione di tratti, ma come una "vera e propria danza verticale", un'esperienza che alterna costantemente ritmi e movimenti, richiedendo fluidità, equilibrio e armonia. Questa filosofia si ispira alla cultura dell'arrampicata francese degli anni '80, con figure come Patrick Edlinger e Patrick Berhault, che ponevano l'accento non solo sulla difficoltà tecnica, ma anche sull'eleganza e la bellezza del gesto. L'obiettivo, quindi, non era solo raggiungere un determinato grado di difficoltà, ma piuttosto trovare la sequenza di movimenti più armoniosa, quella che trasformasse l'ascensione in una vera e propria danza. Il completamento di "Danse Escalade" dopo due settimane, il 24 agosto, ha visto Alessandro Sesana risolvere il cruciale terzo tiro con maestria, superando un malessere del giorno precedente. Superata questa sezione critica, il gruppo ha potuto proseguire verso la grande placca sommitale, che aveva catturato l'immaginazione di Haase. Con un passo non banale, si è lasciata trasportare in una "danza sinuosa", raggiungendo un piccolo ripiano per allestire una sosta. Infine, Alessandro Sesana ha ripreso la guida, conducendo il team verso la vetta, dove i tre si sono abbracciati con felicità e urla di gioia, culminando l'impresa in un momento di trionfo e piena realizzazione.
Questa storia di determinazione, passione e collaborazione alpinistica ci insegna che i successi più significativi spesso nascono da ispirazioni inattese e dalla capacità di affrontare le sfide con creatività e resilienza. L'apertura di "Danse Escalade" non è solo un tributo alla forza fisica e alla tecnica, ma anche un inno all'arte del movimento e alla bellezza intrinseca del superare i propri limiti, trasformando un'impresa ardua in un'espressione di grazia e armonia con la natura selvaggia. È un invito a cercare la bellezza nel processo tanto quanto nel risultato, e a perseverare nonostante gli ostacoli, sapendo che ogni ritirata può essere una lezione preziosa e ogni passo avanti un'opportunità per una danza ancora più bella.