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Dissuasori Acustici e Luminosi Allontanano un Lupo nel Trentino

Un innovativo sistema di dissuasione, che impiega segnali acustici e luminosi, ha dimostrato la sua efficacia nel tenere lontano un lupo da un pascolo in montagna. Questo evento, immortalato da telecamere a infrarossi, evidenzia i progressi nella ricerca di soluzioni per una coesistenza pacifica tra la fauna selvatica e le attività zootecniche, riducendo i rischi di predazione e i danni economici per gli allevatori.

Dettagli dell'Intervento nel Trentino

Nei giorni scorsi, nelle pittoresche valli montane sopra Tione di Trento, in un'area attentamente monitorata dal personale del Parco Naturale Adamello Brenta, si è verificato un episodio significativo. Un lupo, avvistato mentre si avvicinava furtivamente a un pascolo dove stazionavano bovini ed equini, è stato intercettato da un dispositivo di dissuasione acustico-luminoso. Il sistema, dotato di sensori di movimento all'avanguardia, ha rilevato la presenza dell'animale, attivando istantaneamente un potente flash luminoso e una sirena penetrante. Il lupo, colto di sorpresa dall'improvvisa combinazione di stimoli sensoriali, ha immediatamente invertito la rotta, dileguandosi rapidamente nel buio della notte. Questo successo è particolarmente rilevante, poiché il medesimo esemplare aveva tentato un avvicinamento simile la notte precedente. L'esperimento, iniziato nell'estate del 2025 nell'area di malga Plan e proseguito nel 2026 vicino a Tione, mira a raccogliere dati concreti sull'efficacia di tali strumenti nelle condizioni reali degli alpeggi, offrendo una potenziale soluzione ai conflitti tra fauna selvatica e allevamento.

Questo evento, sebbene singolo, offre spunti di riflessione e incoraggiamento. Esso dimostra che l'innovazione tecnologica può giocare un ruolo cruciale nella gestione dei conflitti tra la fauna selvatica e le comunità umane. Se i dissuasori acustico-luminosi si riveleranno duraturi nel tempo e capaci di indurre i lupi a evitare le zone protette, essi potrebbero diventare un'importante risorsa nell'arsenale degli allevatori, affiancando metodi tradizionali come recinzioni elettrificate e cani da guardiania. L'obiettivo ultimo non è eliminare la presenza di grandi carnivori, bensì promuovere una convivenza sostenibile, in cui la natura possa prosperare senza compromettere il sostentamento e la sicurezza delle attività agricole e zootecniche in montagna. Questo approccio proattivo alla conservazione e alla gestione della fauna selvatica rappresenta un passo avanti verso un futuro in cui uomo e natura possano coesistere in armonia.