A settembre, il Lago della Ninfa si rivela una meta incantevole per gli appassionati di escursionismo, offrendo temperature gradevoli e panorami mozzafiato. Questo articolo esplora un percorso ideale per chi desidera immergersi nella bellezza dell'Appennino emiliano, combinando attività fisica e relax in un contesto naturale incontaminato. Il lago, situato a 1.500 metri di altitudine, rappresenta una destinazione accessibile e rigenerante, circondato da boschi lussureggianti e scorci inattesi. La sua storia, arricchita dalla presenza di un rifugio e un vivaio, contribuisce a creare un'atmosfera unica, dove la natura e l'intervento umano si fondono armoniosamente.
Il suggestivo Lago della Ninfa, collocato nel territorio di Sestola, sul versante modenese del Monte Cimone, si presenta come una località prediletta per chi cerca refrigerio e quiete durante il mese di settembre. Sebbene facilmente accessibile, il lago conserva un'aura di profonda tranquillità, che invita al riposo e alla contemplazione. La denominazione attuale del lago risale ai primi del Novecento, con la costruzione del Rifugio Ninfa, divenuto poi un presidio del Corpo Forestale dello Stato nel 1928, a supporto di un vivaio di conifere. Nonostante le modifiche subite nel tempo a causa dell'opera dell'uomo, lo specchio d'acqua mantiene intatto il suo fascino alpino, circondato da una vegetazione rigogliosa di larici e abeti, con sponde erbose che accolgono i visitatori in cerca di un momento di sosta.
Il percorso escursionistico suggerito prende avvio da Pievepelago, un pittoresco centro situato nell'Alta Val di Scoltenna, e si articola attraverso un itinerario vario che include piste ciclabili, mulattiere e strade forestali. Lasciando il cuore del paese, si imbocca una via pedonale che affianca il torrente Scoltenna, conducendo al Ponte della Fola. Questa antica struttura in pietra, caratterizzata da due arcate asimmetriche e una peculiare forma a schiena d'asino, rappresenta una testimonianza storica unica nella regione. Si tratta di un'opera di epoca medievale, forse edificata su fondamenta romaniche, e detiene il primato di essere l'unico ponte in pietra a doppia arcata dell'Emilia-Romagna. Da qui, il sentiero si inerpica con decisione lungo una vecchia mulattiera che porta all'abitato di Pezzole, un piccolo borgo rurale immerso nella vegetazione boschiva. Questo segmento del percorso è considerato uno dei più impegnativi, sia per la ripida pendenza che per le condizioni del terreno, a tratti sconnesso, rendendolo inadatto all'uso di mountain bike o cavalli.
Dopo aver superato Pezzole, si prosegue lungo una strada asfaltata secondaria, per poi imboccare strade forestali che conducono a paesaggi sempre più aperti e panoramici. Attraverso radure e tratti in quota, si raggiungono dapprima la stazione sciistica de Le Polle e, in seguito, il Passo del Lupo, a 1.525 metri di altitudine, riconosciuto come il principale accesso al comprensorio del Cimone, il più esteso dell'Appennino settentrionale. Nelle vicinanze del Passo del Lupo, poco prima di giungere alla meta finale, si incontra il Giardino Botanico Esperia, un luogo di notevole interesse naturalistico. Fondato nel 1950 come centro erboristico sperimentale, è stato successivamente trasformato, a partire dagli anni Ottanta, in un giardino ecologico-didattico. Oggi si estende su circa due ettari e ospita oltre 250 specie vegetali, alcune provenienti dall'arco alpino e altre da regioni extraeuropee, come l'Himalaya, il Caucaso e il Tibet. Questo laboratorio a cielo aperto è dedicato alla ricerca, all'educazione ambientale e alla conservazione della biodiversità.
Il sentiero prosegue per un breve tratto fino al Lago della Ninfa, precedentemente conosciuto come Lago dei Budaloni. Le sue sponde accolgono zone erbose perfette per una pausa, e durante le giornate estive, le scure silhouette dei larici e i contorni delle piste da sci, ora silenti, si riflettono nelle sue acque. L'atmosfera è pervasa da un silenzio quasi totale, interrotto solo dal fruscio del vento o dal canto degli uccelli. Sebbene il luogo sia raggiungibile anche da Sestola tramite percorsi più brevi e agevoli, coloro che scelgono di affrontare il trekking dalla valle vivranno un'esperienza più profonda e consapevole, apprezzando appieno la ricchezza paesaggistica e storica che caratterizza l'intero itinerario. In poche ore di cammino, questo percorso narra la complessa stratificazione di natura, cultura e impatto umano sull'Appennino emiliano.