menu switch

Esplorando la Val di Susa: Quattro Percorsi Autunnali Indimenticabili

La Val di Susa si presenta come un territorio di grande fascino, dove la natura montana offre una miriade di opportunità per gli appassionati di trekking, la scoperta di luoghi intrisi di storia e l'assaporamento dei gusti tipici locali. Questi quattro percorsi, selezionati per esplorare la Val di Susa in autunno, conducono attraverso paesaggi vari: dalle fitte foreste di larici e i sereni laghi alpini dei Monti della Luna, alle storiche mulattiere che salgono verso la Sacra di San Michele, fino alle maestose vette del Rocciamelone e ai piccoli villaggi alpini dell'Alta Val di Susa. Ogni sentiero narra una storia diversa di queste montagne, offrendo panorami spettacolari, testimonianze del passato e la possibilità di fare una sosta nei rifugi accoglienti per assaporare la cucina tradizionale.

Gli itinerari proposti non sono semplici passeggiate, ma vere e proprie esperienze che combinano l'attività fisica con la scoperta culturale e gastronomica. Ogni percorso è stato scelto per le sue peculiarità, garantendo un'immersione completa nella ricchezza del paesaggio alpino e delle sue tradizioni. Che si tratti di ammirare le sfumature dorate dei larici in autunno, di ripercorrere sentieri antichi o di raggiungere panorami mozzafiato, la Val di Susa promette avventure indimenticabili per ogni tipo di escursionista, invitando a un contatto profondo con la natura e la storia locale.

Rifugio La Chardouse: Un Viaggio Tra Borghi e Sapori Alpini

Il Rifugio La Chardouse, incastonato nel cuore di Vazon, una caratteristica borgata alpina che si affaccia sulla Val di Susa, rappresenta una meta perfetta per chi desidera combinare le passeggiate in montagna con l'autentica cucina tradizionale. Il nome del rifugio trae origine dal patois, indicando la carlina, un fiore che in passato veniva appeso alle porte delle case come amuleto contro le presenze maligne e come indicatore naturale dei cambiamenti climatici. Raggiungere La Chardouse offre l'opportunità di esplorare alcuni dei suggestivi borghi storici della zona.

Uno degli itinerari consigliati parte da Amazas, a circa cinque chilometri da Oulx, e si snoda verso Soubras e Vazon, attraversando piccoli insediamenti rurali, fontane e antiche dimore alpine. Da Vazon, è possibile proseguire verso Lozet, immersa tra abeti e larici con vista sul Monte Chaberton, per poi continuare tra prati e sentieri che connettono le borgate di Autagnas e Soubras. Questo percorso offre un'esperienza completa che unisce la bellezza del paesaggio, l'architettura tradizionale e la cultura gastronomica, rendendolo ideale per scoprire un angolo meno battuto dell'Alta Val di Susa e godere di una pausa rigenerante con sapori autentici.

Capanna Mautino e Sacra di San Michele: Tra Natura e Storia

Nel cuore dei Monti della Luna, in Alta Val di Susa, la Capanna Mautino emerge come un rifugio ideale per gli amanti della natura, della tranquillità e delle attività all'aria aperta. Questa caratteristica casetta rossa si trova vicino al Lago Nero, circondata da fitte foreste di larici, specchi d'acqua alpini e panorami che mutano con l'alternarsi delle stagioni. Il rifugio è accessibile da Bousson, seguendo una vecchia strada militare sterrata o un sentiero pedonale che attraversa il bosco. Quest'ultimo, identificato dal rombo rosso del percorso numero 5, si addentra tra gli alberi, raggiunge Grange Dalma e si ricongiunge alla carrozzabile vicino alla Cappella della Madonna del Lago Nero. Da qui, il percorso prosegue verso il lago e la vicina caserma della Brigata Alpina, prima di affrontare gli ultimi tornanti che conducono alla Capanna Mautino. L'itinerario è perfetto sia per le escursioni a piedi durante la bella stagione sia per le ciaspolate invernali, quando le condizioni della neve lo permettono. L'autunno, con i larici che si tingono di sfumature dorate, è forse il periodo migliore per visitarlo, anche se è sempre consigliabile verificare l'apertura del rifugio e le condizioni dei sentieri prima della partenza.

Un altro percorso storico conduce alla Sacra di San Michele, uno dei simboli della Val di Susa, seguendo un'antica mulattiera che risale il versante della montagna. La partenza è dalla Chiesa di San Pietro Apostolo, a Chiusa di San Michele, a quota 378 metri, imboccando il sentiero 503. Il tracciato si snoda nel bosco e, dopo circa 50 minuti di cammino, si arriva a un bivio: qui si ignora la direzione per Borgata San Pietro e si prosegue sul percorso principale fino a Pian Paschetto, una radura attrezzata con area picnic e una fontanella. Proseguendo, si raggiunge il piazzale della Croce Nera, punto di accesso all'ultimo tratto dell'escursione. Prima di arrivarci, una breve deviazione permette di visitare la Cava d'Andrade, caratterizzata da grandi blocchi di prasinite, la stessa pietra utilizzata nei restauri della Sacra di fine Novecento. Dal piazzale, mancano circa dieci minuti di cammino per raggiungere l'abbazia e ammirare il complesso monumentale nella sua spettacolare posizione panoramica. Infine, la salita al Rocciamelone, con i suoi 3.538 metri, è un'escursione emblematica della Val di Susa, che conduce a una delle vette più panoramiche delle Alpi piemontesi. L'itinerario classico inizia in località La Riposa, dove si trova l'omonimo rifugio. Da qui, il sentiero risale il versante della montagna con una pendenza sostenuta, attraversando inizialmente ampi prati d'alta quota. Seguendo la segnaletica bianco-rossa, si raggiunge il Rifugio Ca d'Asti, a 2.854 metri, un punto di riferimento fondamentale lungo la salita. Da questo punto, il paesaggio cambia progressivamente: i pendii erbosi lasciano spazio a terreni rocciosi e pietraie, mentre il percorso continua a guadagnare quota fino alla Croce di Ferro. È nell'ultimo tratto che l'escursione richiede maggiore attenzione, con il sentiero che si fa stretto e si snoda tra le rocce, presentando alcuni passaggi più impegnativi attrezzati con corde. Superata questa sezione, rimangono poco più di 200 metri di dislivello prima di raggiungere la cima, dove si trovano la statua della Madonna e il Rifugio Santa Maria, utilizzabile come bivacco con 13 posti letto. Dalla vetta, lo sguardo abbraccia la Val di Susa, la pianura torinese e alcune delle maggiori montagne dell'arco alpino, tra cui il Monviso e il Monte Rosa. Sul versante opposto si distinguono il Lago di Malciaussia e ciò che resta del ghiacciaio, in un panorama che ripaga ampiamente della fatica della salita. L'itinerario richiede un buon allenamento e una sicurezza nel passo sui terreni rocciosi.