Dopo un periodo di incertezze e ritardi dovuti alla complessa seraccata del Khumbu, l'Everest ha visto i primi alpinisti raggiungere la cima nel 2026. La squadra addetta alla preparazione delle corde ha completato il lavoro, aprendo la strada a centinaia di scalatori. Nonostante il successo, sono emerse alcune controversie riguardo il contributo delle diverse spedizioni nel fissaggio delle corde. Nel frattempo, i primi gruppi commerciali hanno già conquistato la vetta, inaugurando una fase intensa di tentativi di ascesa, con la speranza che le condizioni permettano a tutti di procedere in sicurezza.
Quest'anno ha registrato un numero record di permessi concessi, in parte a causa della chiusura del versante nord cinese, con quasi 500 autorizzazioni rilasciate. Le difficoltà iniziali, in particolare lungo la seraccata del Khumbu, hanno ostacolato l'apertura del percorso verso il Campo 1 fino a fine aprile. Da quel momento in poi, la progressione è stata rapida, con il Colle Sud raggiunto in pochi giorni e, infine, la vetta.
L'apertura del percorso e le prime ascensioni
Le prime squadre hanno raggiunto la cima dell'Everest, segnando l'inizio ufficiale della stagione delle ascensioni del 2026. Questo successo è giunto dopo settimane di attesa e incertezze, dovute principalmente alle sfide poste dalla seraccata del Khumbu, una delle sezioni più complesse del percorso. Il team incaricato di equipaggiare la via con le corde fisse ha svolto un ruolo cruciale, permettendo a centinaia di alpinisti di iniziare i loro tentativi di vetta, in attesa delle finestre di bel tempo. La notizia dell'apertura del percorso ha generato grande entusiasmo e attivato la preparazione per le prossime ascensioni.
La via verso la cima è stata aperta questa mattina, intorno alle 10 ora locale, da una squadra guidata da Mingma Tenje Sherpa, composta da alpinisti d'alta quota nepalesi con il supporto di agenzie come Seven Summit Treks e Imagine Nepal. Questa impresa conclude una stagione iniziata con notevoli ritardi a causa delle difficoltà nel tracciare un passaggio sicuro attraverso la seraccata del Khumbu. Il percorso verso il Campo 1 è rimasto bloccato fino al 28 aprile, quando gli "Icefall Doctors" sono riusciti a creare un passaggio. Da lì, l'avanzamento è stato rapido, con il Campo 3 raggiunto il 5 maggio, il Colle Sud l'8 maggio e l'Hillary Step il 12 maggio, culminando con la vetta odierna. Questo apre la strada a un'intensa fase di ascensioni, con un numero record di permessi rilasciati quest'anno.
Controversie e l'afflusso di scalatori
Nonostante l'entusiasmo per le prime vette, sono emerse alcune discussioni riguardo il contributo delle diverse spedizioni nel completamento del percorso. Mingma G ha evidenziato il ruolo fondamentale del suo team, sostenendo che alcuni Sherpa di Imagine Nepal ed Elite Expeditions hanno avuto un impatto decisivo negli ultimi tratti dell'ascesa, specialmente quando il team ufficiale procedeva lentamente. D'altro canto, Seven Summit Treks ha lodato uno sforzo collettivo, sottolineando la collaborazione tra gli operatori nepalesi in una stagione già di per sé complicata.
Subito dopo l'apertura della via, i primi clienti internazionali hanno iniziato a raggiungere la cima. Imagine Nepal ha annunciato che sedici membri della loro spedizione, inclusi sei alpinisti stranieri (due norvegesi, un canadese e tre cinesi), accompagnati da un folto team Sherpa, hanno conquistato la vetta tra le 10:38 e le 10:48 del mattino, diventando il primo gruppo commerciale a farlo nel 2026. Circa 490 alpinisti, con le loro guide e portatori, hanno atteso una finestra meteo favorevole, dopo aver completato l'acclimatamento. Con la via ora completamente attrezzata, si prevede un'ondata di tentativi di vetta nei prossimi giorni. La speranza è che, nonostante l'afflusso e i potenziali ingorghi in alta quota, tutti possano procedere in sicurezza, imparando dalle esperienze passate che hanno talvolta visto tragici esiti. La stagione dell'Everest entra ora nella sua fase più critica e intensa.