Federico Pellegrino, atleta pluripremiato nello sci di fondo, ha recentemente annunciato il suo ritiro dalle competizioni invernali dopo aver conquistato due prestigiose medaglie alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Tuttavia, la sua carriera sportiva non si conclude qui. Il campione trentacinquenne di Nus ha deciso di intraprendere una nuova avventura nel mondo del ciclismo, un ambito che lo affascina da tempo e nel quale intende cimentarsi con la stessa dedizione e spirito competitivo che lo hanno contraddistinto nello sci. Questa transizione segna un nuovo capitolo nella sua vita sportiva, evidenziando la sua versatilità e la sua inesauribile passione per l'attività fisica ad alto livello.
Pellegrino ha già dato un assaggio delle sue intenzioni partecipando all'inaugurazione della quattordicesima tappa del Giro d'Italia, un evento che ha catalizzato l'attenzione degli appassionati di ciclismo. In un'intervista rilasciata a Tuttobiciweb, l'ex sciatore ha rivelato i suoi piani per l'imminente stagione estiva, incentrata su intense sessioni di allenamento su due ruote. In particolare, si sta preparando per la celebre Maratona des Dolomites-Enel, una delle gare ciclistiche amatoriali più impegnative e affascinanti del panorama internazionale, alla quale parteciperà con i colori del Team Enervit. Non solo, ma il suo programma include anche la 24 ore di Feltre, una manifestazione dal forte valore solidale, dove gareggerà in squadra con Paolo Kessisoglu, noto personaggio televisivo e grande appassionato di ciclismo. Queste scelte dimostrano la sua volontà di affrontare sfide diverse e di misurarsi con nuovi stimoli agonistici, mantenendo un elevato standard di preparazione fisica e mentale.
L'atleta non ha nascosto il suo interesse per il mondo del ciclismo e le numerose amicizie che ha coltivato in questo ambiente. Ha espresso ammirazione per ciclisti di calibro mondiale come Filippo Ganna, pur non avendolo ancora incontrato personalmente, sottolineando come il ciclismo stia vivendo un periodo di grande splendore a livello globale. Queste conversazioni e gli scambi con altri appassionati, come Matteo Mocellini, lo hanno portato a conoscere figure di spicco che hanno saputo trasferire la loro passione dal fondo alle due ruote, come Frigo e Pasqualon. Questo testimonia una profonda connessione tra le due discipline e la capacità di Pellegrino di adattarsi a nuovi contesti, sempre con l'obiettivo di raggiungere l'eccellenza sportiva. La sua transizione dal fondo al ciclismo non è solo un cambio di disciplina, ma un'evoluzione che riflette il suo amore per lo sport in tutte le sue forme.
L'ex fondista ha anche menzionato la sua partecipazione a competizioni di corsa in salita, definite da lui stesso come delle 'sberle salutari' che lo spronano a migliorare costantemente la sua preparazione. Questa mentalità, improntata alla ricerca del massimo impegno, è un tratto distintivo di Pellegrino e lo accompagnerà anche in questa nuova fase della sua carriera. Il suo percorso sportivo, quindi, continua a evolversi, con un impegno costante e una grande determinazione nel voler raggiungere nuovi traguardi, sia che si tratti di piste innevate o di tortuosi percorsi ciclistici. La sua storia è un esempio di come la passione e la resilienza possano portare a esplorare orizzonti sempre nuovi nel vasto mondo dello sport agonistico.