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Filip Babicz e la Traversata delle Grandes Jorasses: Un'Esplorazione in Velocità

L'articolo narra l'impresa straordinaria dell'alpinista italo-polacco Filip Babicz, che ha realizzato una traversata epica da Chamonix a Courmayeur, affrontando la leggendaria via Cassin sullo Sperone Walker delle Grandes Jorasses. Questa avventura, definita da Babicz come una "ricognizione", rivela la sua instancabile ricerca della velocità e della perfezione nell'alpinismo, con l'obiettivo di stabilire nuovi record.

Filip Babicz: Oltre la Vetta, la Velocità – Un Sogno sulle Grandes Jorasses

La Nuova Sfida di Filip Babicz: Attraversando le Grandes Jorasses

L'alpinista italo-polacco Filip Babicz, membro del Centro Sportivo Esercito, ha portato a termine una singolare traversata senza sosta, collegando le culle dell'alpinismo di Chamonix e Courmayeur. Tra il 4 e il 5 luglio 2026, ha affrontato la storica via Cassin lungo lo Sperone Walker, situato sulle maestose Grandes Jorasses del Monte Bianco. Questa impresa, denominata "Nonstop Traverse", si è rivelata essere, secondo lo stesso Babicz, una fase esplorativa: l'obiettivo finale è ritornare su quella parete per superare i limiti di velocità.

La Carriera di un Innovatore: L'Alpinismo "Fast & Light" di Babicz

Cresciuto con una solida formazione agonistica nella sua città natale di Zakopane, Filip Babicz ha ridefinito, dal 2015, i confini dell'alpinismo "fast & light". Il suo palmarès vanta conquiste notevoli, tra cui la prima ripetizione dell'Integralissima di Peuterey in sole 17 ore, l'ascesa del Grand Capucin in 49 minuti e il concatenamento delle quattro creste del Cervino in meno di 8 ore. Ogni nuova sfida è un'opportunità per Babicz di spingere sempre più in là le sue capacità.

Dall'Inizio all'Impresa: La Traversata Delle Grandes Jorasses

L'audace avventura ha avuto inizio a mezzanotte di sabato dalla chiesa di Chamonix. Babicz, insieme al suo compagno di cordata Olivier Gajewski, ha attaccato la parete alle 7:30 del mattino. Hanno percorso la versione originale della via, passando per il famoso Diedro Cassin, presentatosi in condizioni sfavorevoli, bagnato e parzialmente ghiacciato. Hanno superato la cornice strapiombante della cresta sommitale in 12 ore e 30 minuti dalla crepaccia terminale. Dopo una difficile discesa fino al Rifugio Boccalatte, Babicz ha continuato da solo gli ultimi chilometri, raggiungendo Courmayeur alle 3:30 di domenica mattina, dopo un percorso totale di 33 km. Tuttavia, per un alpinista come Filip, la cui ambizione è la perfezione e la rapidità, questa traversata è stata solo una "ricognizione", un primo passo verso un obiettivo più grande.

La Scelta delle Vie Classiche: Omaggio alla Storia e Ricerca di Perfezione

Babicz ha spiegato che la sua passione per le vie classiche, intrise di storia e leggenda, lo ha naturalmente condotto allo Sperone Walker per il suo primo approccio alle Grandes Jorasses. Il suo metodo consiste nel percorrere le vie nella loro configurazione originale, rendendo omaggio agli storici pionieri. Un esempio è stata la sua salita della Comici sulla Cima Grande di Lavaredo l'anno precedente, affrontata integralmente e non senza difficoltà. Per le Grandes Jorasses, ha scelto un approccio simile, con una traversata "by fair means", ovvero da villaggio a villaggio, ispirato dalle gesta di Kilian Jornet.

Il Dilemma della Solitaria: Collaborazione e Obiettivi Individuali

In merito alla possibilità di affrontare la traversata in solitaria, Babicz ha ammesso di essere stato pronto a partire da solo. Tuttavia, la presenza di Olivier Gajewski, già esperto dello Sperone Walker, si è rivelata preziosa. Sebbene la progressione in solitaria con la corda sarebbe stata più lenta, la collaborazione ha permesso di superare le difficoltà. Babicz ha sottolineato come la stanchezza fosse un fattore, ma la sua determinazione a completare l'intera traversata da Chamonix a Courmayeur era incrollabile, a differenza di Olivier che ha scelto di fermarsi al rifugio Boccalatte.

Visioni Diverse in Quota: Rispetto e Autonomia

Babicz ha evidenziato come la sua visione dell'impresa fosse unica, paragonandola a una maratona in cui non si pensa di fermarsi all'ultimo chilometro. Sebbene il suo compagno di cordata abbia preso una decisione differente, Babicz ha sottolineato l'importanza del rispetto reciproco e dell'autonomia in montagna, affermando che non avrebbe mai abbandonato Olivier in un punto pericoloso della montagna, ma che la scelta di fermarsi al rifugio era un'opzione sicura.

Il Futuro: La Ricerca Estrema della Velocità

La conclusione del messaggio di Babicz sui social media ha chiarito che questa traversata è solo l'inizio. Per lui, la ripetizione delle vie non è un semplice collezionare cime, ma una ricerca incessante della perfezione. Lo Sperone Walker è una di quelle vie che solitamente si affrontano una sola volta, ma Babicz, fedele al suo stile "fast & light", intende ritornarci per testare i suoi limiti e spingere il cronometro al massimo, trasformando la "ricognizione" in una vera e propria sfida contro il tempo.