Giuliana Turra, ostetrica e atleta di wheelchair curling, ha vissuto un anno memorabile debuttando ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. L'esperienza, particolarmente sentita per averla vissuta in casa, le ha regalato emozioni profonde e l'opportunità di confrontarsi con atleti di diverse nazioni e discipline. Sebbene non abbia gareggiato direttamente, fungendo da riserva, l'atmosfera dello stadio e l'energia del pubblico le hanno lasciato un segno indelebile. La partecipazione al Festival di Sanremo, preludio ai Giochi, ha inoltre amplificato la risonanza mediatica del wheelchair curling, contribuendo a promuovere non solo la sua disciplina ma l'intero movimento paralimpico, un'occasione preziosa per sensibilizzare il pubblico.
La passione per il curling di Giuliana è nata da un incontro significativo: quello con il suo compagno Emanuele, conosciuto durante la riabilitazione. Lui, già atleta paralimpico, è diventato per lei un modello di ispirazione e un catalizzatore per il ritorno all'attività sportiva. Lo sport, in particolare il curling, ha rappresentato per Giuliana una vera e propria rinascita, un modo per superare il trauma dell'incidente avvenuto dieci anni fa sul Monviso, che le causò la paralisi. Da sempre sportiva, ha ritrovato nello sport una terapia e una fonte di energia vitale, come il judo e la corsa praticati in gioventù. Nonostante l'incidente abbia modificato il suo rapporto con la montagna, un tempo rifugio e fonte di ispirazione, il ricordo di quei luoghi e la pace ritrovata in esperienze come quella sul Monte Bianco, dimostrano un legame indissolubile con la natura.
Oltre all'impegno sportivo, Giuliana ha continuato a dedicarsi alla sua professione di ostetrica, un esempio di determinazione e adattabilità. Ha saputo reinventare il suo ruolo, passando dalla sala parto, ora meno accessibile, al supporto delle future mamme durante la gravidanza. Questa trasformazione, pur dolorosa inizialmente, si è rivelata una nuova e importante risorsa. La sua testimonianza evidenzia anche le sfide legate all'accessibilità nelle città, un problema che riguarda non solo le persone con disabilità, ma chiunque abbia difficoltà di movimento. Attraverso la sua visibilità di atleta paralimpica, Giuliana si impegna a rivendicare maggiori diritti e infrastrutture adeguate, sperando che il suo appello possa contribuire a costruire un futuro più inclusivo per tutti.
La storia di Giuliana Turra è un inno alla resilienza umana e alla capacità di trasformare le avversità in nuove opportunità. La sua dedizione allo sport e alla professione, la sua determinazione nel superare gli ostacoli e il suo impegno per l'inclusione, ci ricordano che ogni sfida può essere un trampolino di lancio per una crescita personale e collettiva. La sua esperienza ci insegna il valore inestimabile del sostegno reciproco e l'importanza di costruire una società che garantisca a tutti la possibilità di realizzarsi pienamente.