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Il Bivacco Pelino Riapre le Porte su Monte Amaro: Un Nuovo Faro per l'Alta Quota Abruzzese

Il Monte Amaro, nel Parco Nazionale della Maiella, ha visto la rinascita del suo storico Bivacco Pelino. Dopo una ricostruzione durata 13 mesi, la nuova struttura è stata inaugurata il 1° ottobre, diventando un punto di riferimento cruciale per la sicurezza in alta quota e la salvaguardia ambientale. L'investimento di 120 mila euro ha permesso di realizzare un rifugio moderno e funzionale, parte di un più ampio piano di valorizzazione della rete ricettiva montana. Sebbene la denominazione ufficiale rimanga “Bivacco Cesare Mario Pelino”, persiste un vivace dibattito pubblico sulla possibilità di dedicare la struttura anche a Falco Maiorano, pioniere dell'alpinismo abruzzese, la cui figura è strettamente legata alla storia di queste vette.

La Cerimonia di Riapertura del Bivacco Pelino su Monte Amaro

Il 1° ottobre, sulla maestosa vetta di Monte Amaro (2.793 m), nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, si è svolta la solenne cerimonia di inaugurazione del rinnovato Bivacco Pelino. A tredici mesi di distanza dallo smantellamento del precedente rifugio, la montagna abruzzese ritrova così un presidio fondamentale per alpinisti ed escursionisti. All'evento hanno partecipato numerose personalità, tra cui il Sottosegretario al Turismo Daniele D’Amario e i Sindaci di Pacentro, Fara San Martino e Taranta Peligna. Erano presenti anche rappresentanti del Club Alpino Italiano (CAI), con il Presidente della sezione di Sulmona, Nino Restaino, e il Presidente regionale, Francesco Sulpizio, insieme a esponenti del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo e della Guardia di Finanza di Roccaraso. L'opera di ricostruzione ha richiesto un finanziamento complessivo di 120 mila euro, equamente ripartito tra la Regione Abruzzo e il Parco Nazionale della Maiella, con il contributo di risorse addizionali gestite dal CAI e dall'Ufficio Speciale per la Ricostruzione. Il Parco ha coordinato l'intero processo di cantiere, reso possibile grazie all'ausilio dell'elisoccorso e alla preziosa collaborazione del CAI di Sulmona. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia per migliorare le infrastrutture ricettive d'alta quota, che include anche il restauro del Rifugio Martellese e futuri interventi su altre tre strutture, tra cui il Rifugio Capoposto sul Monte Morrone, il Rifugio Manzini nella Valle Cannella e il Rifugio Fonte Tarì a Lama dei Peligni. Il Commissario del Parco, Lucio Zazzara, ha enfatizzato come tali progetti siano volti a rafforzare i punti di appoggio lungo i “Cammini del Parco” e le “Alte Vie”, garantendo maggiore sicurezza e accessibilità.

Il Bivacco Pelino è stato concepito come un rifugio d'emergenza e, a dispetto di alcune iniziali incertezze, è stato confermato che rimarrà accessibile ininterrottamente. Il Dott. Luciano Di Martino, Direttore del Parco e responsabile del progetto, ha chiarito che il recupero del bivacco costituisce un traguardo significativo per la sicurezza degli escursionisti, promuovendo un turismo sostenibile che rispetti l'ambiente montano. Ha inoltre invitato i frequentatori a godere della straordinaria biodiversità della Maiella, ricordando l'importanza di mantenere il bivacco pulito e in ordine. Parallelamente all'inaugurazione, è riemersa con forza, soprattutto sui social media, la richiesta di intitolare la struttura anche a Falco Maiorano (1846-1929), una figura emblematica dell'alpinismo abruzzese e la prima guida ufficiale riconosciuta dal CAI nel 1893. Storici e guide alpine, promotori di questa petizione, sottolineano come la precedente intitolazione a Pelino fosse legata a una sponsorizzazione privata, mentre la nuova costruzione è stata finanziata interamente con fondi pubblici. Con il vecchio igloo rosso destinato a essere musealizzato a Campo di Giove, la comunità continua a chiedere un riconoscimento storico per Maiorano, proponendo, se non una denominazione esclusiva, almeno una doppia intitolazione per onorare il suo duraturo lascito.