Il Festival del Cinema di Trento ha ottenuto il prestigioso Premio Etna, un riconoscimento storico nato nel 1971 per celebrare coloro che si distinguono nella salvaguardia e valorizzazione delle catene montuose di tutto il mondo. Questo premio è stato precedentemente conferito a leggende dell'alpinismo come Walter Bonatti e Gaston Rebuffat, a campioni dello sci come Zeno Colò e Alberto Tomba, e ad artisti del calibro di Franco Battiato, in un evento che ha raggiunto la sua trentaduesima edizione.
Domenica 2 agosto, il Presidente Mauro Leveghi e la Direttrice Luana Bisesti hanno avuto l'onore di ritirare il premio a Linguaglossa, in provincia di Catania, presso il Colonnato dei Domenicani. La cerimonia si è svolta nell'ambito di un'iniziativa patrocinata dalle autorità locali e organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Linguaglossa, in stretta collaborazione con l'associazione Jabal. Questo riconoscimento sottolinea l'impegno costante del festival nel narrare le montagne globali, con una profonda attenzione per il territorio, la sostenibilità e l'interconnessione delle comunità, fungendo da punto di riferimento culturale che amalgama cinema, letteratura, scienza e dialogo interculturale tra i popoli che abitano le regioni montane.
L'amministrazione comunale di Linguaglossa ha voluto così evidenziare i valori comuni tra il Festival del Cinema di Trento e il Premio Etna, quali il rispetto per la natura e per l'identità dei luoghi. Questo dimostra come la cultura possa creare un ponte ideale tra l'Etna e le Alpi, unendo la Sicilia e il Trentino. Il sindaco di Linguaglossa, Luca Stagnitta, ha affermato che il premio rappresenta da sempre un momento di incontro e di orgoglio per la sua comunità, oltre a essere una vetrina per le storie di coloro che, con dedizione, promuovono la cultura della montagna. Mauro Leveghi, presidente del Festival del Cinema di Trento, ha poi enfatizzato come la montagna sia un magnifico connettore tra luoghi, popolazioni e culture diverse, tracciando un suggestivo legame tra il vulcano siciliano e le vette alpine, entrambi riconosciuti Patrimonio Naturale Mondiale UNESCO, un filo che unisce tradizioni e comunità che, spesso con fatica, resistono e propongono un modello di sviluppo alternativo, basato sul rispetto dei limiti e su una profonda responsabilità verso il proprio territorio.
Le montagne, come simboli di maestosità e resilienza, non solo forgiano paesaggi unici, ma tessono anche legami indissolubili tra le comunità che le abitano, promuovendo un senso di rispetto profondo per l'ambiente e una cultura di solidarietà e progresso condiviso.