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Il Ghiacciaio del Montasio in Declino: Caldo Record e Ridotta Copertura Nevosa Minacciano la Sua Esistenza

La campagna itinerante della Carovana dei Ghiacciai 2026, promossa da Legambiente, ha recentemente documentato le allarmanti condizioni del ghiacciaio occidentale del Montasio. Questo corpo glaciale, il più basso dell'intero arco alpino con un'altitudine media di 1.900 metri, sta subendo una rapida e preoccupante trasformazione. La combinazione di scarse precipitazioni nevose durante l'inverno e temperature estive eccezionalmente elevate ha innescato un processo di deterioramento accelerato, manifestato da gravi cedimenti strutturali e visibili alterazioni del suo aspetto.

Dopo aver analizzato la situazione dei ghiacciai della Vanoise, del Miage, del Planpincieux e dei Forni, la Carovana dei Ghiacciai, in collaborazione con CIPRA Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana, ha rivolto la sua attenzione al Montasio tra il 27 e il 29 agosto. Le indagini condotte in quota dagli esperti dell'Università di Udine e del Corpo Forestale regionale hanno rivelato che la sua tradizionale resilienza è stata compromessa. La copertura nevosa invernale è risultata significativamente inferiore rispetto alle annate passate, con uno spessore massimo di soli 20 metri a maggio, a fronte dei 30-40 metri registrati in condizioni ottimali. Questo deficit si è unito a temperature record durante il periodo di osservazione, con minime di 14 °C e massime che hanno raggiunto i 22 °C, vanificando i benefici della sua posizione protetta.

Il confronto con le osservazioni del 2022 ha evidenziato una drastica metamorfosi del ghiacciaio, che appare ora schiacciato, in parte oscurato e con una riduzione della sua copertura detritica nella porzione superiore. I crolli di roccia sono sempre più frequenti, culminati con il parziale cedimento di una vasta cavità formatasi a causa delle piogge, un evento accaduto proprio sotto gli occhi del team di ricerca. Federico Cazorzi, rappresentante della Fondazione Glaciologica Italiana e dell'Università di Udine, ha sottolineato come la combinazione sfortunata di questi fattori stia provocando gravi compromissioni strutturali, con la neve quasi assente e la stagione di fusione destinata a prolungarsi fino a settembre e ottobre.

Questi cambiamenti non influenzano solo il ghiaccio, ma anche l'ecosistema circostante. Specie pioniere come licheni e diverse varietà di alberi, tra cui aceri, abeti rossi e betulle, stanno colonizzando le rocce esposte, seguendo il progressivo ritiro del ghiacciaio. Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia, ha espresso profonda preoccupazione per la rapidità di queste trasformazioni, evidenziando l'importanza di salvaguardare questi nuovi ecosistemi, cruciali per la regolazione idrica, la biodiversità e la stabilità del suolo alpino.

L'escursione è stata accompagnata da un momento di riflessione culturale, un 'saluto al ghiacciaio' con le melodie del fisarmonicista Paolo Forte, e da un 'flash mob' ai piedi dello Jôf di Montasio, dove il team ha esposto uno striscione con lo slogan "Non è caldo, è crisi climatica", richiedendo interventi urgenti per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici. La presentazione dei dati raccolti a Udine ha concluso la quarta fase della Carovana, che si dirigerà ora verso il ghiacciaio di Coolidge sul Monviso per la sua tappa finale, continuando a monitorare la salute dei ghiacciai alpini.

La situazione del ghiacciaio del Montasio è un chiaro indicatore delle profonde alterazioni climatiche in atto, con impatti diretti sugli ambienti montani. La riduzione della neve invernale e l'innalzamento delle temperature estive rappresentano una minaccia tangibile per la stabilità dei ghiacciai, provocando fenomeni di erosione e crollo che ridisegnano il paesaggio alpino. Questa serie di eventi sottolinea l'urgente necessità di politiche ambientali mirate e di un impegno collettivo per contrastare la crisi climatica e proteggere la fragilità di questi ecosistemi unici.