Il Giro d'Italia del 2026 si avvia al suo culmine con l'attesissima tappa di montagna a Piancavallo. Questa fase finale della competizione si distingue per il suo percorso impegnativo e per il tributo alle vittime del sisma di Gemona del Friuli di mezzo secolo fa. L'evento attira l'attenzione globale, specialmente per la sfida lanciata da Jonas Vingegaard, che punta a superare il primato stabilito da Marco Pantani. La doppia ascensione del Piancavallo, una soluzione innovativa adottata per massimizzare lo spettacolo e l'accessibilità logistica, promette di offrire momenti di ciclismo indimenticabili, richiamando alla memoria le leggendarie imprese del passato e proiettando il ciclismo moderno verso nuove vette di eccellenza e drammaticità sportiva.
La tappa conclusiva del Giro 2026, caratterizzata da un profilo altimetrico severo e un chilometraggio significativo, si rivelerà determinante per la classifica generale. La corsa attraverso il Friuli Venezia Giulia non è solo una prova di forza fisica e mentale, ma anche un omaggio storico. La strategia della doppia scalata al Piancavallo, ispirata a eventi ciclistici internazionali di grande successo, è stata pensata per accrescere l'intensità della gara e per permettere a un pubblico più vasto di vivere da vicino l'emozione della competizione, trasformando la montagna in un vero e proprio "stadio" a cielo aperto.
Il Percorso della Ventesima Tappa: Un Tributo alla Storia e alla Montagna
La ventesima e decisiva frazione del Giro d'Italia 2026, con i suoi 200 chilometri e un dislivello complessivo di 3.750 metri, è stata concepita come una sfida imponente per i ciclisti e un omaggio significativo. Il tracciato si sviluppa attraverso paesaggi mozzafiato del Friuli, culminando con la doppia scalata al Piancavallo. Questa scelta non solo aumenta l'esigente natura della corsa ma serve anche a commemorare il cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì Gemona del Friuli, un evento che ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria collettiva della regione.
La tappa inizia con un tratto ondulato lungo la piana del Tagliamento, passando per Gemona del Friuli. Dopo uno sprint intermedio a Forgaria nel Friuli, i corridori affrontano il GPM di terza categoria di Clauzetto. Successivamente, la carovana si dirige verso Maniago e Montereale Valcellina, dove inizia il circuito finale di 52,9 km con la doppia ascesa al Piancavallo. Le strade tortuose, l'impegnativa discesa dopo il primo passaggio in vetta e la successiva galleria illuminata che conduce al lago di Barcis, rendono il percorso unico. Un traguardo volante con abbuoni precede l'erta finale di 14,5 km, con pendenze che raggiungono il 14%, offrendo un terreno ideale per attacchi e capovolgimenti di classifica. L'ultimo chilometro presenta una pendenza più dolce, fino alla linea del traguardo.
Vingegaard vs. Pantani a Piancavallo: La Ricerca di un Record Leggendario
L'attenzione della tappa finale a Piancavallo si concentra sulla possibile impresa di Jonas Vingegaard, chiamato a misurarsi con il tempo leggendario di Marco Pantani, stabilito nel 1998. Il record di Pantani, 36 minuti e 20 secondi, è stato ottenuto su un segmento di salita leggermente diverso da quello attuale, con il traguardo del 2026 posizionato 700 metri più avanti. Questo dettaglio rende la sfida ancora più intrigante e alimenta il dibattito su quanto Vingegaard si avvicinerà, o addirittura supererà, la prestazione del “Pirata”.
La comparazione tra le due epoche ciclistiche è affascinante. Mentre il segmento classico della salita di Piancavallo misurava 13,8 chilometri con una pendenza media dell'8,1%, il tracciato del Giro d'Italia 2026 si estende per 14,5 chilometri. Gli esperti e gli appassionati attendono con ansia di vedere se Vingegaard, con una VAM stimata di 1.800 m/h, riuscirà a registrare un tempo competitivo, potenzialmente battendo il migliore risultato dell'era moderna, quello di Hindley e Geoghegan Hart del 2020. La differenza nei 700 metri aggiuntivi, principalmente su un tratto in falsopiano, sarà un elemento chiave nell'analisi delle prestazioni, con il cronometro che scatterà al cartello dei 700 metri dall'arrivo per un confronto più accurato con il record storico di Pantani.