Il Monviso, conosciuto come il "Re di Pietra", sta affrontando una progressiva e preoccupante fragilità dovuta agli impatti della crisi climatica. I recenti monitoraggi, culminati con la tappa piemontese della "Carovana dei ghiacciai", hanno rivelato uno scenario allarmante. Il ghiacciaio Coolidge è ormai prossimo all'estinzione, e l'intera parete Nord-Est è minacciata da un'accelerata fusione del permafrost, causando frequenti e imponenti crolli rocciosi. Questo deterioramento non solo altera il paesaggio alpino, ma ha anche ripercussioni significative a valle, con una drastica riduzione della portata del fiume Po. La Regione Piemonte sta cercando soluzioni per gestire l'emergenza, mentre si fa strada la consapevolezza della necessità di politiche europee più robuste per proteggere queste preziose risorse naturali.
Gli esperti sottolineano come l'estate appena trascorsa, la più calda mai registrata in Piemonte, abbia ulteriormente accelerato questi processi. L'arretramento dei ghiacciai è un indicatore chiaro della crisi climatica in atto, modificando profondamente l'ecosistema montano. La necessità di monitorare e comprendere questi cambiamenti è cruciale per sviluppare strategie di prevenzione e adattamento efficaci. La salvaguardia del Monviso e delle sue risorse idriche non è solo una questione locale, ma un imperativo che richiede un approccio coordinato a livello internazionale per affrontare le sfide poste dal riscaldamento globale.
La Scomparsa del Ghiacciaio Coolidge e l'Instabilità del Monviso
Il Monviso, "Re di Pietra" delle Alpi, sta vivendo un periodo di drammatiche trasformazioni ambientali, con il ghiacciaio Coolidge ormai in fase terminale e la parete Nord-Est sempre più a rischio di crolli. I dati raccolti durante la "Carovana dei ghiacciai" hanno evidenziato una situazione critica, simbolica degli effetti della crisi climatica sulle vette alpine. L'inarrestabile scioglimento del permafrost, intensificato dalle temperature record estive, sta rendendo la montagna sempre più vulnerabile, come dimostrato dalla recente frana avvenuta durante i sopralluoghi degli esperti. Questa instabilità non solo minaccia l'integrità del paesaggio, ma pone anche seri interrogativi sulla sicurezza delle aree circostanti.
L'analisi dettagliata rivela che il ghiacciaio Coolidge, già declassato a glacionevato, è ridotto a pochi frammenti isolati e ricoperti di detriti, rendendo impossibile la misurazione tradizionale della sua massa. La parte superiore del Coolidge è ora divisa in due placche ridotte, con uno spessore minimo, mentre la sezione inferiore è quasi completamente sepolta. La parete Nord-Est, caratterizzata da un dislivello di 1.200 metri e profonde fessure, è particolarmente esposta a grandi smottamenti. Eventi come il cedimento del 1° settembre e i precedenti distacchi rocciosi del 1989 e del 2019, che hanno coinvolto enormi volumi di materiale, evidenziano la crescente pericolosità e hanno in passato portato alla chiusura del sentiero per il Rifugio Quintino Sella. La Direzione Generale di Arpa Piemonte sottolinea come l'estate più calda mai registrata abbia accelerato l'arretramento dei ghiacciai, evidenziando la profonda alterazione degli equilibri naturali montani e la necessità di un monitoraggio continuo per la prevenzione.
Impatti sul Fiume Po e Richieste di Governance Europea
Le conseguenze del riscaldamento globale sul Monviso si estendono ben oltre le alte quote, influenzando in modo significativo le pianure sottostanti, in particolare il fiume Po. Le sorgenti del fiume, ai piedi del Monviso, mostrano chiaramente le cicatrici di un clima che cambia, con una drastica riduzione delle portate idriche. Questa diminuzione è un allarme per l'intero bacino padano, che dipende in larga misura dall'acqua proveniente da neve e ghiacciai. La gravità della situazione ha spinto le autorità e le organizzazioni ambientaliste a richiedere interventi urgenti e una gestione più coordinata delle risorse idriche a livello internazionale.
I dati di Arpa Piemonte rivelano una diminuzione media del 76% della portata del Po durante l'estate, con un picco del -79% a luglio. Sebbene le piogge tardive di agosto abbiano parzialmente alleviato la situazione (-40%), la tendenza è preoccupante. In questo contesto, l'attenzione si sposta sulle riserve idriche nascoste, come i "rock glacier" e il Lago Chiaretto, che potrebbero diventare cruciali in futuro. Marco Giardino della Fondazione Glaciologica Italiana evidenzia il loro potenziale come fonte d'acqua residua. Questa consapevolezza ha portato a una mobilitazione simbolica al Lago Chiaretto, dove è stato srotolato uno striscione per invocare una governance europea dei ghiacciai e delle risorse idriche. Vanda Bonardo di Legambiente e CIPRA Italia sottolinea che montagna e pianura condividono lo stesso destino, esigendo politiche europee strutturali di mitigazione e adattamento per gestire l'acqua, evitando di rincorrere solo le emergenze.