menu switch

Il Rifugio Plose: Un Secolo e Mezzo di Storia Alpina Rinasce con un Volto Moderno e Sostenibile

Il Rifugio Plose, un simbolo alpino situato a 2.447 metri di altitudine, ha recentemente inaugurato una nuova era dopo un'estesa opera di rinnovamento. Questa storica struttura, posta sulla cima del Monte Telegrafo e dominante la Valle Isarco, si presenta ora come un modello di sostenibilità, efficienza e modernità, pur conservando il suo carattere alpino originale.

Un Nuovo Capitolo per un Emblema Alpino

La Rinascita del Rifugio: Un Progetto di Riqualificazione Ambitioso

Il "Città di Bressanone alla Plose", celebre rifugio del CAI, ha festeggiato l'inizio di ottobre con la presentazione della sua inedita veste. Un'imponente operazione di ristrutturazione e ampliamento ha trasformato questo presidio dolomitico, rendendolo una struttura all'avanguardia, sicura, efficiente e pienamente orientata ai principi della sostenibilità.

Un Investimento Strategico per il Turismo Alpino

Questo significativo intervento è stato reso possibile grazie a un cospicuo finanziamento erogato dal Dipartimento Turismo della Provincia autonoma di Bolzano, che ha destinato quasi 2,3 milioni di euro a supporto del progetto, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 3,3 milioni. Si tratta di un investimento mirato a valorizzare un'infrastruttura di vitale importanza per l'alta quota.

L'Importanza dei Rifugi: Un Parere Istituzionale

L'assessore provinciale al turismo, Luis Walcher, ha evidenziato il ruolo cruciale dei rifugi, definendoli pilastri fondamentali tanto per la comunità locale quanto per i visitatori. Ha ribadito l'impegno a garantire che queste strutture siano sicure, energeticamente efficienti e al passo con i tempi, senza però perdere la loro essenza alpina distintiva.

Dettagli della Riqualificazione: Sostenibilità e Comfort

L'opera di riqualificazione, coordinata sul campo dalla Sezione CAI di Bressanone, ha coinvolto ogni aspetto dell'edificio, sia interno che esterno. In linea con un approccio ecologico, è stato installato un nuovo sistema di isolamento termico e sono state introdotte due moderne caldaie a pellet per il riscaldamento, dimostrando un concreto impegno verso la sostenibilità ambientale.

Ampliamento dei Servizi e Miglioramento dell'Ospitalità

La capacità ricettiva e la qualità dei servizi offerti sono state notevolmente potenziate. Ora il rifugio propone camere doppie, triple e familiari con bagno privato, oltre ai tradizionali dormitori comuni. Sono stati aggiunti nuovi servizi igienici, un'area giochi per i bambini fruibile in tutte le stagioni e uno spazio dedicato al Soccorso Alpino, concepito anche come rifugio d'emergenza nei periodi di chiusura. Ingressi esterni separati assicurano un accesso ottimale in ogni stagione, con un ingresso dedicato agli sciatori a est e uno per gli escursionisti a sud.

La Celebrazione della Riapertura: Un Evento Comunitario

La cerimonia di inaugurazione ufficiale del rifugio rinnovato si è svolta domenica 4 ottobre 2026. L'evento, organizzato dal Direttivo del CAI di Bressanone, ha visto la partecipazione della Banda Musicale di Eores e del Coro Plose, momenti di benedizione della struttura e saluti istituzionali, trasformandosi in una vera e propria festa comunitaria.

Un Nuovo Capitolo sotto Nuova Gestione

Come comunicato dal CAI di Bressanone, a seguito di un'accurata selezione tra numerose candidature, i nuovi gestori del rifugio sono Fabrizio Marino e Claudia Fea, entrambi provenienti da Torino. Architetti di formazione e genitori di una bambina, hanno scelto di dedicare la loro vita e carriera alla montagna. Dal 2015 al 2024, hanno gestito con successo i rifugi Fontana Mura e Palazzina Sertorio in Val Sangone, in Piemonte, e più recentemente il campeggio "Marmolada" a Malga Ciapela (BL).

Esperienza e Competenze al Servizio del Rifugio

Fabrizio è un cuoco esperto, tecnico specializzato in impianti elettrici e fotovoltaici, alpinista, rilevatore AINEVA e pilota di mezzi speciali per terreni difficili. Claudia, invece, si occupa del front office e della gestione delle prenotazioni, forte di una lunga esperienza acquisita in alta quota. Il contratto stipulato con il CAI ha una durata di sei anni, con la possibilità di un rinnovo per altri sei, una scelta che mira a consolidare un legame duraturo tra il rifugio, la sezione del CAI e la comunità locale.

Radici Profonde: 140 Anni di Storia Montana

Il rifugio rinnovato si erge su un retaggio storico che affonda le sue radici nella seconda metà dell'Ottocento. Fu la sezione di Bressanone del Deutscher und Österreichischer Alpenverein (DÖAV) a promuovere con forza la creazione di un presidio sulla vetta della Plose. Dopo l'acquisto dei terreni da un gruppo di agricoltori locali, i lavori iniziarono nel maggio 1887, grazie all'impegno volontario dei soci. La prima struttura, una costruzione in muratura con una capacità di 20 posti, fu inaugurata il 7 novembre 1887.

Evoluzione e Trasformazioni Storiche del Rifugio

L'incremento dei visitatori portò a un primo significativo ampliamento nel luglio del 1907. Successivamente, con la fine della Prima Guerra Mondiale e lo scioglimento dell'Alpenverein nel 1923, la proprietà del rifugio passò nel 1924 al Club Alpino Italiano (Sezione di Bressanone), acquisendo la denominazione ufficiale di "Città di Bressanone alla Plose".

Il Rifugio nel Dopoguerra e la Sua Funzione Sociale

Dopo la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, un altro momento cruciale si verificò nel 1964, quando la sezione realizzò un secondo grande ampliamento, in concomitanza con lo sviluppo della stazione sciistica. Questo intervento trasformò il rifugio in un vero e proprio "centro sociale" per eventi, incontri e per la tradizionale Sagra della Plose.

Guardando al Futuro: Un Punto di Riferimento Costante

Oggi, con il completamento degli ultimi lotti di restauro, il Rifugio Plose si proietta verso il futuro, consolidando la sua posizione di punto di riferimento essenziale per chi percorre la "Via delle Leggende" (l'Alta Via n. 2 Bressanone-Feltre) e per tutti coloro che si avventurano sui sentieri di questa affascinante area dell'Alto Adige.