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Inaugurazione del Bivacco Fasciolo in Val Codera: Un Nuovo Rifugio sul Sentiero Roma

Un nuovo punto di riferimento è stato inaugurato nella splendida Val Codera, il Bivacco Fasciolo, frutto del restauro di un'antica baita situata all'Alpe Averta a 1932 metri di altitudine. Questa struttura è destinata a diventare un'oasi per gli appassionati di trekking che affrontano il celebre Sentiero Roma, un percorso iconico delle Alpi lombarde. La cerimonia di apertura, avvenuta il 31 maggio, ha visto la partecipazione di oltre 130 escursionisti, giunti dopo un cammino di circa cinque ore, a testimonianza del forte legame con il territorio e lo spirito comunitario che anima iniziative di questo tipo.

Il bivacco è stato intitolato a Enrico Fasciolo, un ingegnere bresciano, figura carismatica nel mondo scout e membro del coro alpino 'Le Rocce Roche', scomparso prematuramente nel 2017 a soli 54 anni in un incidente stradale. Il recupero della baita all'Alpe Averta ha permesso di creare una piccola ma accogliente struttura con sei posti letto, posizionata strategicamente per chi percorre il Sentiero Roma, un itinerario di circa 54 chilometri che attraversa la Val Codera e la Valmalenco, mantenendosi principalmente a circa 2500 metri di quota e richiedendo solitamente dai tre ai cinque giorni di cammino. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla generosità della famiglia Fasciolo, che ha supportato economicamente il progetto promosso dalla Fondazione e dall'Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti - Baden, organizzazioni da tempo attive nel sociale e nella formazione in Val Codera, con il coordinamento di Roberto D'Alessio e Carlo Valentini. La progettazione architettonica è opera di Stefano Girodo e Lorenzo Serafin dell'associazione culturale Cantieri d'alta quota, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio dei rifugi e bivacchi alpini. La Val Codera, una valle che conserva un fascino selvaggio e isolato, è raggiungibile solo a piedi da Novate Mezzola, rendendola un luogo ideale per lo scoutismo, che qui ha trovato radici profonde anche durante i periodi di clandestinità.

Durante la cerimonia di inaugurazione, dopo la benedizione di don Lorenzo Bacchetta, si sono succeduti gli interventi dei promotori del progetto, arricchiti dai canti del coro 'Le Rocce Roche'. Silvia Fasciolo ha svelato un pannello commemorativo dedicato al fratello Enrico, con una testimonianza toccante di una giovane scout che ricordava il suo prezioso supporto. Luca Gibello, presidente di Cantieri d'alta quota, ha enfatizzato l'importanza culturale e memoriale dei rifugi alpini, sottolineando come una comunità senza memoria sia una comunità senza futuro. Enrico Calvo, responsabile delle basi scout della Val Codera, ha invitato tutti a un momento di silenzio per percepire le voci della montagna. Questa inaugurazione è solo il primo passo di un'ambiziosa visione: all'Alpe Averta, dove sono presenti una quindicina di edifici rurali abbandonati da oltre mezzo secolo, è già in programma il restauro di un secondo fabbricato, destinato a funzioni di supporto e magazzino. Per proseguire i lavori, è stata avviata una raccolta fondi tramite l'Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti - Baden.

Questo progetto non solo offre un rifugio agli escursionisti, ma rappresenta anche un esempio splendido di recupero e valorizzazione del patrimonio montano, mantenendo viva la memoria di persone significative e promuovendo valori di comunità, rispetto per la natura e solidarietà. È un invito a riscoprire la bellezza e l'importanza della montagna, non solo come meta di avventura, ma anche come luogo di riflessione e connessione umana, un simbolo tangibile di come la collaborazione e la visione possano trasformare luoghi abbandonati in spazi vitali e ispiratori per le generazioni future.