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Incontro Inatteso: Sciacallo Dorato tra le Nebbie del Cansiglio

Recentemente, il suggestivo altopiano del Cansiglio è stato teatro di un incontro faunistico di rara bellezza, che ha catturato l'attenzione e l'emozione di una fotografa naturalista locale. Si tratta di un avvistamento ravvicinato dello sciacallo dorato, una creatura sfuggente che sta gradualmente ampliando il suo areale in Italia, suscitando interesse e meraviglia tra gli esperti e gli appassionati della natura. Questo evento non solo arricchisce la conoscenza sulla distribuzione della specie, ma offre anche uno spaccato affascinante sulle dinamiche naturali di un ecosistema alpino in evoluzione, dove la coesistenza tra diverse specie selvatiche si rivela più complessa e intrigante di quanto si possa immaginare.

Il 24 marzo 2026, Tita Lorenza Fain, una fotografa dedita alla documentazione della fauna selvatica del Cansiglio, ha avuto la fortuna di immortalare uno sciacallo dorato in un contesto inaspettato. Mentre era alla ricerca di cervi nel bosco, la sua attenzione è stata attratta da un'insolita agitazione proveniente da una volpe. Seguendo i vocalizzi dell'animale, si è imbattuta in una scena singolare: da una buca nel terreno è emersa prima la volpe, seguita subito dopo da un'altra figura canina che, sebbene simile, presentava tratti distintivi. Colori più accesi, contrasti marcati e una corporatura diversa hanno subito allertato la fotografa, che, verificando le immagini sul display della sua macchina, ha confermato la presenza di uno sciacallo dorato in un vivace confronto con la volpe. Questo incontro ha lasciato un'impressione indelebile su Fain, sottolineando il valore intrinseco dell'osservazione diretta della natura, al di là della perfezione tecnica delle immagini.

La presenza dello sciacallo dorato (Canis aureus) nel Cansiglio non è del tutto una novità. La specie, originaria del Caucaso e giunta in Europa circa 8.000 anni fa attraverso una migrazione naturale, ha iniziato a fare la sua comparsa ufficiale in Italia negli anni '80, principalmente nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto. Per circa trent'anni, la sua distribuzione è rimasta confinata al nord-est. Tuttavia, nell'ultimo decennio, si è osservata una notevole espansione verso ovest, raggiungendo regioni come Piemonte e Valle d'Aosta, e verso sud, fino alla Toscana e alle Marche. Nel Cansiglio, in particolare, la sua presenza è stata documentata per la prima volta nel 2024 tramite fototrappole, un evento definito straordinario da Veneto Agricoltura. Nell'estate del 2025, il fotografo naturalista Sergio Da Re ha realizzato il primo incontro diretto, immortalando uno sciacallo dorato durante un'uscita mattutina. Da Re, inizialmente confuso dalla distanza e dalla nebbia, aveva scambiato l'animale per una cerva e poi per un lupo, prima di riconoscere lo sciacallo che interagiva in modo singolare con una volpe, annusandola e poi allontanandosi. Questo comportamento ha evidenziato le complesse interazioni territoriali e di caccia tra le due specie, suggerendo una coesistenza pacifica.

Lo sciacallo dorato è un canide di medie dimensioni, con un peso che varia tra i 6 e i 15 kg e un mantello dalle sfumature dorate. La sua straordinaria capacità di adattamento si manifesta nella flessibilità alimentare: è un predatore opportunista che si nutre di carcasse, piccoli mammiferi, uccelli e persino frutta, mostrando purtroppo anche una propensione per i rifiuti alimentari umani. Sebbene possa raggiungere altitudini elevate, predilige le zone di bassa quota, in particolare gli alvei fluviali e le aree arbustive. La sua espansione storica è stata in parte favorita dal declino delle popolazioni di lupi, suoi principali competitori, ma oggi dimostra una capacità di convivenza anche in territori dove il lupo è una presenza costante. Nonostante non sia globalmente a rischio, in Italia gode di una rigorosa protezione legale, essendo incluso nell'Allegato V della Direttiva Europea Habitat. Le minacce maggiori alla sua sopravvivenza provengono dal bracconaggio e dagli incidenti stradali, spesso dovuti a errori di identificazione, poiché lo sciacallo viene frequentemente confuso con volpi o giovani lupi.