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Kilimangiaro in Fiamme: Percorsi Chiusi e Sforzi per Controllare l'Incendio

Il maestoso Kilimangiaro, simbolo della Tanzania e della natura africana, si trova nuovamente ad affrontare la devastazione di un incendio, che ha richiesto la chiusura precauzionale di alcune delle sue celebri vie di ascensione. Questo evento sottolinea la fragilità degli ecosistemi montani di fronte alle minacce climatiche e all'intervento umano.

La natura in pericolo: il Kilimangiaro affronta la sfida delle fiamme

Un nuovo allarme incendio sul fianco occidentale del Kilimangiaro

Un recente rogo ha interessato il Parco Nazionale del Kilimangiaro, spingendo le autorità tanzaniane a disporre la chiusura momentanea di due principali itinerari escursionistici. Le fiamme si sono sprigionate nella regione di Sangarini-Kamwanga, situata sul versante occidentale del monte, e si sono estese verso l'area di Shira, all'interno dei confini del parco.

Intervento immediato per la sicurezza dei visitatori e degli operatori

A seguito dell'incendio, la Tanzania National Parks Authority (TANAPA) ha prontamente chiuso temporaneamente i percorsi Lemosho e Londorosi, reindirizzando gli alpinisti verso le vie Machame, Marangu e Rongai. Questa decisione è stata presa come misura cautelativa per salvaguardare l'incolumità dei visitatori, del personale del parco e delle squadre impegnate nello spegnimento. Le operazioni vedono coinvolti, oltre al personale del parco, i vigili del fuoco tanzaniani, l'Agenzia dei Servizi Forestali della Tanzania, l'Area di Gestione della Fauna Selvatica di Enduimet, residenti locali e altre entità attive nella gestione del territorio e del settore turistico.

Le cause e le difficoltà nello spegnimento: vento e vegetazione secca

Angela Nyaki, responsabile del Parco Nazionale del Kilimangiaro e vice commissario senior per la conservazione, ha evidenziato le difficoltà incontrate nelle operazioni antincendio. Il rapido avanzamento delle fiamme è stato favorito dai forti e mutevoli venti, nonché dalla particolare vegetazione presente nell'area di Shira, dove prosperano specie come l'Erica e conifere autoctone, che diventano altamente infiammabili in condizioni di siccità. L'assenza di incendi di queste dimensioni dal 2016 ha contribuito all'accumulo di abbondante materiale vegetale combustibile. Sebbene gran parte delle aree colpite sia ora sotto controllo, in alcuni punti persiste il fumo, indicando che il fuoco continua a covare sotto gli strati di vegetazione secca. Pertanto, le operazioni di bonifica proseguono con l'impiego di oltre 135 operatori e mezzi antincendio, tra cui un'autobotte da 5.000 litri utilizzata nelle zone accessibili.

Un problema ricorrente: il Kilimangiaro sotto assedio

Questo incidente non è isolato. Un rogo analogo si era già verificato il 3 settembre nella zona di Kikererwa, in prossimità del confine tra Tanzania e Kenya, e aveva distrutto oltre 1.800 ettari di vegetazione naturale. Gli incendi boschivi rappresentano una minaccia costante per gli ecosistemi del Kilimangiaro, aggravata dalla riduzione delle precipitazioni e dalla pressione antropica. Più del 40% del Parco Nazionale del Kilimangiaro è classificato a rischio di incendio molto alto o estremamente alto, con episodi che si concentrano prevalentemente alla fine delle stagioni secche, in particolare tra ottobre e marzo. I grandi incendi del 2020 e 2022 hanno già causato la distruzione di vaste aree di vegetazione subalpina, mettendo in evidenza l'urgenza di strategie di prevenzione e gestione più efficaci.