Una retrospettiva fotografica di grande impatto è stata inaugurata a Milano, celebrando quattro decenni di esplorazione e documentazione dell'Himalaya da parte di Zhang Chaoyin. Questo rinomato fotografo, figura di spicco della fotografia paesaggistica e documentaria cinese e collaboratore di Chinese National Geography, presenta al pubblico una selezione delle sue opere più significative. La mostra, intitolata "La Cresta degli Dei. L'Himalaya in stampe al platino", offre una visione profonda e articolata di una delle regioni più affascinanti e complesse del nostro pianeta. Attraverso oltre venti stampe al platino, i visitatori sono invitati a intraprendere un viaggio visivo che va oltre la semplice estetica montuosa, addentrandosi nelle culture, nelle vite delle persone e nelle dinamiche di trasformazione del paesaggio himalayano. L'esposizione è il risultato di un impegno costante e di una ricerca sul campo durata decenni, che ha permesso a Chaoyin di costruire un vero e proprio atlante visivo e culturale del "Terzo Polo" terrestre.
L'esposizione, allestita presso gli spazi di {STAMBERGA} in via Gioacchino Rossini 1, è un tributo alla dedizione di Zhang Chaoyin, che per oltre quarant'anni ha sistematicamente documentato la regione himalayana. Il suo approccio, che si avvale della fotografia analogica, ha permesso di creare un corpus di opere che trascende la mera rappresentazione estetica delle imponenti vette asiatiche. La fotografia, nelle mani di Chaoyin, si trasforma in uno strumento di indagine geografica e, al contempo, in un potente mezzo narrativo per esplorare la complessa interazione tra l'essere umano e l'ambiente circostante. Li Shuanke, direttore di Chinese National Geography, ha elogiato il lavoro di Chaoyin, definendolo un "esploratore dotato della sensibilità di un artista, il cui linguaggio fotografico ha da tempo superato la pura ricerca estetica".
La scelta della tecnica di stampa al platino-palladio, su carta e seta, per le opere esposte a Milano, non è casuale. Questo antico procedimento fotografico conferisce alle immagini una straordinaria profondità tonale e una qualità materica unica, capace di esaltare ogni minimo dettaglio del paesaggio. Tale tecnica, unita alla visione artistica di Chaoyin, permette di percepire la texture delle rocce, la delicatezza della neve e la forza dei venti, trasportando l'osservatore direttamente nel cuore dell'Himalaya. La mostra include anche un elemento centrale: il monumentale volume "Himalaya", pubblicato da Chinese National Geography. Quest'opera enciclopedica, che raccoglie oltre 3.000 immagini e 2.900 pagine di approfondimento scientifico, è il culmine di una ricerca che fonde fotografia, geografia e una conoscenza diretta e profonda del territorio. L'edizione originale del libro è esposta, offrendo ai visitatori un'opportunità unica di immergersi in un progetto che ha plasmato gran parte della carriera professionale del fotografo.
La sede espositiva, {STAMBERGA}, fondata da Marco Beretta, è stata scelta per la sua evoluzione da galleria fotografica a punto di incontro tra fotografia, editoria e cultura orientale, creando un contesto ideale per le opere di Chaoyin. La mostra, curata da Guoyin Jiang e coordinata da Marco Beretta, invita a una riflessione sulla montagna che va oltre l'immediatezza dello scatto, privilegiando il tempo, la memoria e l'attenzione ai particolari. "La Cresta degli Dei. L'Himalaya in stampe al platino" sarà aperta al pubblico fino all'11 novembre 2026, dal lunedì al sabato, dalle 11 alle 19, offrendo un'occasione imperdibile per esplorare l'Himalaya attraverso gli occhi di un maestro della fotografia.