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L'Odissea Ciclo-Alpinistica di Ettore Campana: Dal Kirghizistan al Picco Lenin

Ettore Campana ha recentemente concluso il quinto capitolo della sua iniziativa “Scalo Sogni”, un'epica combinazione di avventura ciclistica e alpinistica, intrisa di un profondo valore sociale. Il viaggio di 54 giorni ha visto il ciclo-alpinista bresciano percorrere 1660 chilometri in bicicletta, superare 43600 metri di dislivello positivo e realizzare 29 ascensioni, culminando con la conquista del Peak Lenin, una vetta di 7134 metri nel Pamir. Questa spedizione non è stata solo una dimostrazione di forza fisica e resistenza, ma anche un ponte tra culture, un'opportunità per interagire con le comunità locali e portare un messaggio di inclusione.

La spedizione ha evidenziato l'importanza del viaggio lento e consapevole, permettendo a Campana di immergersi completamente nei paesaggi e nelle vite delle persone incontrate. Le interazioni con le famiglie nomadi nelle yurte kirghise e la donazione di braccialetti, realizzati da studenti con disabilità, ai bambini del luogo hanno arricchito l'esperienza, trasformandola in qualcosa di più significativo di una semplice impresa sportiva. Il progetto “Scalo Sogni” continua così a dimostrare come lo sport possa essere un veicolo per l'educazione e la solidarietà, ispirando giovani e adulti a perseguire i propri sogni, superando ogni limite.

Il Percorso Attraverso l'Asia Centrale e la Sfida Alpinistica

L'avventura di Ettore Campana ha preso il via da Bishkek, capitale del Kirghizistan, dove ha iniziato la sua pedalata attraverso oltre mille chilometri di territori vasti e selvaggi. Questo tratto iniziale, caratterizzato da strade che si trasformavano in piste, venti impetuosi e temporali improvvisi, ha rappresentato una parte fondamentale del viaggio. L'uso della bicicletta non era un semplice mezzo di trasporto, ma una filosofia che permetteva una progressione lenta e un'immersione profonda nelle culture locali, interagendo con famiglie nomadi e sperimentando la loro quotidianità. Questo approccio ha reso il viaggio un'esperienza umana autentica, andando oltre i numeri e le statistiche dell'impresa.

Una volta raggiunto il campo base del Peak Lenin, a circa 3600 metri, la fase ciclistica ha lasciato spazio a quella alpinistica. Campana ha affrontato ghiacciai e campi d'alta quota per 25 giorni, gestendo in autonomia l'ascesa senza l'ausilio di portatori. La sua determinazione è stata messa alla prova da condizioni meteorologiche avverse, che lo hanno costretto a otto giorni di attesa, ma una finestra di bel tempo ha permesso il tentativo finale. L'incontro con l'alpinista siberiano Sergi ha trasformato l'impresa solitaria in un'avventura condivisa, culminata nella conquista della vetta il 17 luglio, dopo aver superato passaggi impegnativi come il "Knife" a 6700 metri.

Solidarietà e Continuazione del Viaggio: Oltre la Vetta

L'aspetto più toccante dell'impresa di Campana è l'anima solidale del progetto "Scalo Sogni". Prima della partenza, l'alpinista, insieme a Tony Massardi Gialdini, ha coinvolto gli studenti degli istituti professionali di Brescia, Piero Sraffa e Mantegna. In particolare, gli studenti con disabilità dello Sraffa hanno creato dei braccialetti che Campana ha portato con sé e donato ai bambini incontrati nei villaggi del Kirghizistan. Questo gesto ha rafforzato il legame tra l'avventura e l'educazione, unendo l'esperienza sportiva a un nobile scopo sociale, in linea con i capitoli precedenti di "Scalo Sogni", dedicati anche ai bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia Pediatrica di Brescia.

Dopo la straordinaria discesa con gli sci dalla vetta del Peak Lenin, che ha rappresentato la sciata più impegnativa della sua vita, Campana non ha interrotto il suo viaggio. Ha ripreso la bicicletta, spingendosi verso il Tagikistan, grazie a un permesso speciale che gli ha consentito di esplorare le aree di confine. Qui ha continuato a pedalare attraverso altopiani e piste, superando passi a oltre 4000 metri, fino a raggiungere l'Ak-Baital Pass, il punto più elevato del suo percorso ciclistico. Lungo questa seconda parte dell'itinerario, ha anche scalato vette di circa 5000 metri, nominando informalmente una di esse "Believer Peak", dedicandola a tutti i sognatori, un gesto che riflette pienamente lo spirito ispiratore del progetto "Scalo Sogni", dove la vetta è solo una tappa di un viaggio più grande e significativo.