menu switch

La Conquista del Gasherbrum II: Una Spedizione tra Imprevisti e Trionfi

La stagione alpinistica si è rivelata estremamente impegnativa, segnata da versanti spogli, precipitazioni e, soprattutto, da un caldo insolito. In questo scenario, il 21 luglio, François Cazzanelli, Étienne Janin e Stefano "Teto" Stradelli hanno raggiunto la cima del Gasherbrum II, affiancati dagli alpinisti austriaci Egon Egger e Benjamin Zörer.

Il successo è giunto al termine di una spedizione che ha preso una piega inaspettata rispetto agli obiettivi iniziali. Il team di Cazzanelli era partito con l'intenzione di esplorare una possibile ascensione sul Gasherbrum IV. Tuttavia, un sopralluogo preliminare condotto da Cazzanelli e Jerome Perruquet alla base del versante sud della montagna ha rivelato l'impraticabilità dell'impresa. Cazzanelli ha descritto le condizioni come "veramente pessime, difficili come raramente avevo visto, e accompagnate da un caldo senza precedenti". Le piogge incessanti e il calore eccessivo rendevano persino il campo base insopportabile, costringendo il gruppo a iniziare le attività di acclimatazione nelle primissime ore del mattino. La seraccata che conduce alla storica via Bonatti sul Gasherbrum IV era inagibile, spingendo il team a cercare una nuova via sul Gasherbrum II.

Il 18 luglio, mentre si preparavano per la nuova via sul GII, il gruppo è salito al campo 1. Purtroppo, la via prescelta si era trasformata in una cascata d'acqua, soggetta a continue scariche di pietre provenienti da oltre 7000 metri, rendendo impossibile qualsiasi tentativo. Nello stesso periodo, altre spedizioni stavano tentando la via normale del Gasherbrum II. Le condizioni erano paradossali: il caldo aveva reso le pareti inferiori aride e pericolose, mentre tra i 7000 e gli 8000 metri abbondanti quantità di neve rendevano difficile il passaggio, in particolare lungo il delicato traverso che porta alla vetta. Di fronte a queste sfide, le spedizioni commerciali si trovavano di fronte a una decisione cruciale: tentare la vetta nonostante la neve da battere o tornare al campo base. Cazzanelli e i suoi compagni hanno optato per il rientro al campo base per recuperare le forze. Dopo un giorno di riposo, hanno deciso di sfruttare gli ultimi due giorni di bel tempo per un'ascensione rapida del Gasherbrum II lungo la via normale. Il 20 luglio, Cazzanelli, Janin e Stradelli sono partiti dal campo base, raggiungendo il campo 2 (a circa 6500 metri) in 5 ore e 50 minuti. Dopo una sosta, hanno ripreso la salita alle 20, unendosi agli austriaci Egger e Zörer. Nonostante la neve profonda e il difficile traverso, il 21 luglio, alle 10:30, i cinque hanno raggiunto la vetta.

Il ritorno è stato altrettanto arduo a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche. La traccia lasciata durante la salita era stata cancellata da neve e vento, costringendo gli alpinisti a rifare il percorso in discesa, con visibilità limitata dalla nebbia. Raggiunte le corde fisse sopra il campo 3, hanno continuato verso il campo 2, recuperando l'attrezzatura. Alle 20, 24 ore dopo la partenza dal campo 2, Cazzanelli e i suoi compagni erano di nuovo al campo base, unico gruppo a completare il rientro nello stesso giorno. Cazzanelli ha commentato che, sebbene la via normale di un Ottomila possa sembrare meno significativa, questa esperienza è stata una "bellissima avventura, vissuta e condivisa con amici". Il Gasherbrum II rappresenta il sesto Ottomila per l'alpinista valdostano, una delle ascese più impegnative a causa del meteo e delle condizioni incontrate. Ha anche sottolineato la soddisfazione di aver aiutato giovani alpinisti a raggiungere il loro primo Ottomila senza ossigeno. La spedizione è stata conclusa in anticipo a causa del previsto maltempo, ma ha lasciato un'impronta profonda: "Con il tempo ho imparato che non sempre sono le salite più difficili a lasciare il segno più profondo. Spesso sono quelle vissute più intensamente". L'esperienza dimostra l'importanza dell'adattamento, del lavoro di squadra e della capacità di modificare gli obiettivi di fronte alle sfide della montagna.