Il nuovo vertice della Federazione Norvegese di Sci, Roger Finjord, ha espresso con chiarezza la sua posizione in merito alla partecipazione degli atleti russi nelle gare internazionali. La sua dichiarazione giunge in risposta alle recenti affermazioni di Alexander Bolshunov, il quale aveva suggerito che la spinta all'esclusione della Russia dalle competizioni FIS fosse principalmente opera dei paesi scandinavi. Finjord ha confutato questa interpretazione, riaffermando con decisione che la Norvegia mantiene una linea inflessibile a sostegno dell'allontanamento degli atleti russi, in attesa di un verdetto definitivo da parte della Federazione Internazionale.
Finjord ha precisato che la posizione norvegese non è mutata in alcun modo. Ha evidenziato che, dopo anni di conflitto, il pericolo maggiore sarebbe quello di abituarsi a una situazione di guerra, perdendo di vista i principi fondamentali. Secondo il presidente norvegese, le circostanze internazionali e belliche attuali non offrono alcun motivo per modificare la condotta adottata all'inizio del conflitto. La decisione di boicottare le competizioni, quindi, non ha motivazioni di natura agonistica, come ipotizzato da Bolshunov, ma si fonda su un'etica robusta e sulla solidarietà verso coloro che soffrono. Ha inoltre sottolineato che la Federazione Internazionale (FIS) agisce in modo autonomo rispetto al Comitato Olimpico Internazionale, e al momento non vi sono segnali che indichino un cambiamento di rotta da parte sua.
In un contesto di continui scontri globali, l'impegno sportivo deve talvolta cedere il passo a considerazioni etiche più ampie. La Norvegia, attraverso le parole del suo presidente, ha dimostrato che lo sport può essere un veicolo di valori e un simbolo di protesta contro l'ingiustizia, incoraggiando una riflessione profonda sul ruolo della comunità internazionale di fronte a crisi umanitarie. Questo atteggiamento sottolinea l'importanza di rimanere fedeli ai principi di giustizia e umanità, anche quando ciò comporta scelte difficili nel campo sportivo.