Il cuore delle Dolomiti, nella suggestiva cornice di Castello di Fiemme, si appresta a vivere un momento significativo il 2 agosto, quando la Marcialonga presenterà la sua venticinquesima Soreghina. Questo evento non è solo una celebrazione, ma un autentico tributo alla continuità di una tradizione profondamente radicata nelle Valli di Fiemme e Fassa. La Soreghina, figura ispirata da un'antica leggenda dolomitica legata al sole, incarna i valori e l'identità di queste montagne, divenendo ogni anno un simbolo di giovinezza e legame con il territorio, un'ambasciatrice delle sue usanze più autentiche.
La storia della Soreghina affonda le sue radici in una leggenda locale, quella di una principessa la cui esistenza era intrinsecamente connessa al ciclo solare. Marcialonga ha saputo trasformare questo mito in una realtà tangibile, scegliendo annualmente una giovane donna che, con il suo volto fresco e la sua energia, diventa la custode di un patrimonio culturale prezioso. Questa figura rappresenta la resistenza alle mode effimere del mondo moderno, un baluardo di autenticità che si manifesta nei profumi di resina e fieno, nei sapori della gastronomia locale come polenta e mirtilli, e nella luce dorata che, in pieno agosto, accarezza le Pale di San Martino e illumina le facciate delle abitazioni di Castello di Fiemme. La scelta di una "ragazza vera" anziché una mascotte usa e getta sottolinea l'impegno di Marcialonga nel valorizzare le radici profonde della cultura locale, preferendole a ogni effimera novità.
Mantenere viva una tradizione richiede un impegno costante, pari a quello necessario per edificarla. Come recita un antico detto ladino, "La montagna dona luce a chi sa attenderla", e proprio da questa paziente attesa nasce la Soreghina. La Marcialonga, anno dopo anno, sceglie di percorrere questa strada, privilegiando l'autenticità di una persona reale rispetto alla fugacità di una mascotte. Questa dedizione si manifesta in ogni dettaglio: dalle bandiere che adornano il percorso, ai profumi di legna che si diffondono dalle baite, fino ai racconti che si tramandano di generazione in generazione. Un altro adagio popolare delle valli, "Chi vive la montagna, vive il tempo lento", cattura perfettamente lo spirito della Marcialonga e della sua Soreghina, che incarnano un ritmo di vita scandito da gesti ripetuti con cura e rispetto delle stagioni. La vera sfida della "Figlia del Sole" è proprio questa: dare corpo, voce e volto a una passione che il tempo cerca di offuscare, ma che le Valli di Fiemme e Fassa continuano a mantenere viva, trasmettendola con ardore da una generazione all'altra. Le aspiranti Soreghina, con un'età compresa tra i 18 e i 30 anni e radici in una delle due valli, presentano le loro candidature fino al 27 luglio, con la serata di elezione prevista per il 2 agosto a Castello di Fiemme, dove pubblico e giuria sceglieranno la nuova ambasciatrice.
Le testimonianze delle Soreghina precedenti, come Pamela Croce, Sofia Franzoni, Silvia Zorzi e Gessica Defrancesco, rivelano l'importanza e la profondità di questo ruolo. Tutte concordano sull'esperienza arricchente e sulla gioia di far parte del mondo Marcialonga, evidenziando il senso di comunità e l'adrenalina provata nel premiare i vincitori. Carlotta Nemela, la prima Soreghina nel 2002, ricorda l'emozione di un'esperienza allora inedita, che si rivelò straordinaria. La Soreghina non è solo un volto per le fotografie, ma un ruolo attivo che implica la premiazione degli atleti, la partecipazione a conferenze stampa e un impegno costante nella promozione del marchio Marcialonga per un anno intero. La vincitrice riceverà un gioiello tradizionale, omaggio della Magnifica Comunità di Fiemme, e un premio in denaro da ITAS. Le candidature, aperte fino al 27 luglio, possono essere inviate tramite CV o lettera di presentazione, o contattando un numero dedicato per ulteriori informazioni.
Questo venticinquesimo anniversario della "Figlia del Sole" a Castello di Fiemme, il 2 agosto, segna non solo l'elezione di una nuova rappresentante, ma celebra la resilienza e la bellezza di una tradizione che continua a fiorire, illuminando il cuore delle Dolomiti e connettendo le generazioni attraverso la passione e il rispetto per la propria terra.