Nelle ultime settimane, il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) è stato teatro di una drammatica serie di uccisioni di fauna selvatica, con particolare riferimento ai lupi. La stima delle vittime ha quasi raggiunto quota 20, un numero che suscita profonda preoccupazione e la cui crescita è temuta con il proseguire delle indagini. Questa "strage silenziosa" ha scosso le istituzioni, portando il Ministro dell'Ambiente a intervenire con fermezza, promettendo un rafforzamento delle misure di controllo e un impegno congiunto per la salvaguardia della biodiversità.
Il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso una forte condanna per gli eventi, definendoli un "atto orrendo e grave". Ha sottolineato l'importanza di mantenere alta l'attenzione per evitare che tali azioni vanifichino gli sforzi compiuti per la protezione della specie lupina, essenziale per l'equilibrio ecologico. Per questo motivo, ha chiesto al Comando Unità Forestali (CUFAA) di incrementare i controlli sul territorio.
Giovanni Cannata, Presidente del PNALM, ha accolto con gratitudine il supporto governativo, evidenziando come la vicinanza delle istituzioni nazionali sia fondamentale in un momento di così grave crisi. Il Parco sta collaborando strettamente con la Procura di Sulmona e il CUFAA per fare piena luce sui responsabili di questi atti, ribadendo l'impegno a difendere un patrimonio naturale che appartiene all'intera nazione e alle comunità locali.
Anche l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha condannato l'accaduto, con Piero Genovesi, responsabile della fauna, che ha definito l'uccisione di 18 lupi una "gravità inaudita". Ha evidenziato come ciò metta a rischio anni di lavoro dedicati alla coesistenza tra attività umane e grandi predatori. La presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, ha definito l'episodio "intollerabile", sottolineando la necessità di rifiutare scorciatoie illegali che minacciano la sicurezza e la salute degli ecosistemi. ISPRA si impegna a fornire dati e competenze per scelte basate sulla scienza, promuovendo un'alleanza tra istituzioni, agricoltori, zootecnici, comunità locali e sistema scientifico per la tutela della biodiversità.
La Regione Abruzzo, attraverso il suo Presidente Marco Marsilio, ha espresso la stessa condanna, definendo l'avvelenamento un atto criminale e inaccettabile. Marsilio ha dichiarato che colpire la fauna significa colpire l'identità stessa dell'Abruzzo e ha annunciato che la Regione si costituirà parte civile contro i responsabili, sostenendo ogni azione utile a garantire giustizia. La difesa del lupo, per il Presidente Cannata, assume un valore simbolico ancora più profondo, rappresentando la difesa della legalità, della credibilità istituzionale e del futuro della conservazione ambientale.
In sintesi, la recente ondata di uccisioni di lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha innescato una forte reazione da parte delle autorità e delle organizzazioni ambientaliste. La condanna unanime del Ministro dell'Ambiente, del Presidente del PNALM e dell'ISPRA sottolinea la gravità del problema e la determinazione a contrastare tali crimini. L'intensificazione dei controlli e l'invito a una collaborazione più stretta tra tutte le parti interessate evidenziano l'impegno collettivo per proteggere la fauna selvatica e preservare l'equilibrio ecologico di una delle aree protette più importanti d'Italia. La vicenda solleva questioni fondamentali sulla convivenza tra uomo e natura e sulla necessità di tutelare la biodiversità attraverso azioni concrete e un fronte comune contro l'illegalità.