Un'impresa straordinaria ha riscritto un capitolo della storia dell'alpinismo americano: Michael Reese, un talentuoso alpinista di 32 anni, ha superato un record detenuto per oltre un decennio da Dean Potter. Il 28 ottobre, Reese ha raggiunto la vetta dell'Half Dome, nel suggestivo Yosemite National Park, con un tempo eccezionale di 1 ora, 12 minuti e 58 secondi, migliorando di circa sei minuti il primato stabilito da Potter nel maggio 2015. Questa performance non è solo un semplice record di velocità su una via di arrampicata, ma rappresenta una fusione unica di corsa in montagna e free solo, su un percorso noto per la sua difficoltà e immediatezza. Il successo di Reese è il risultato di anni di dedizione e preparazione, culminati in un giorno che ha segnato un nuovo punto di riferimento per gli amanti dell'avventura in montagna.
Il percorso intrapreso da Reese, e in precedenza da Potter, è tutt'altro che ordinario. Partendo dal Mist Trailhead, ha affrontato l'arduo e complesso Grizzly Gully, una sezione ripida e piena di ostacoli naturali. Successivamente, ha scalato senza l'ausilio di corde la celebre Snake Dike, una delle vie classiche dell'Half Dome, prima di arrivare alla cima del maestoso monolite granitico. Questo itinerario, che combina agilmente la corsa in montagna con l'arrampicata, era stato ideato da Dean Potter come un terreno ideale per esplorare i limiti delle discipline. Per oltre undici anni, nessuno era riuscito a eguagliare o superare la sua velocità, rendendo il suo record un'icona nel mondo dell'alpinismo.
Per Reese, il raggiungimento di questo traguardo è stato il coronamento di un lungo e meticoloso progetto avviato nel 2021. Come ha rivelato in un'intervista approfondita a Climbing, Dean Potter ha sempre rappresentato una fonte di grande ispirazione per lui, fin dai suoi primi approcci all'arrampicata nel 2014. Reese ha espresso la sua ammirazione per la capacità di Potter di integrare armoniosamente la preparazione fisica, l'arrampicata in solitaria senza corda e la velocità, un approccio che rispecchiava profondamente la sua filosofia, avendo un passato nella corsa e nel triathlon.
Il suo primo tentativo risale al 2021, ma si concluse senza esito. Le sfide non riguardavano solo l'arrampicata, ma anche la navigazione attraverso il Grizzly Gully, un percorso intricato tra placche rocciose, vegetazione e tratti scoscesi, che richiedeva una conoscenza approfondita del terreno. Negli anni successivi, Reese ha continuato a perfezionare la sua tecnica e la sua familiarità con il percorso. Nel 2023 e nel 2024, i suoi tempi si aggiravano ancora intorno a 1 ora e 37 minuti, ben lontani dal record di Potter. La svolta è avvenuta quest'anno, dopo un intenso periodo di allenamento e due settimane dedicate a Yosemite per affinare ogni dettaglio. Prima del suo tentativo decisivo, aveva ripetuto l'intero itinerario ben sedici volte, metà delle quali in free solo e l'altra metà con la corda, concentrandosi in particolare sui passaggi più tecnici e delicati.
Il 28 ottobre, giorno del record, Reese ha iniziato la sua ascesa a mezzogiorno, nonostante non fosse nelle sue condizioni fisiche ottimali. Aveva infatti sofferto di tosse nei giorni precedenti e si era procurato una distorsione alla caviglia appena due giorni prima. Equipaggiato solo con l'essenziale – scarpe, pantaloncini e un orologio GPS – ha iniziato la sua impresa dopo un breve riscaldamento. Dopo aver superato il Grizzly Gully, ha attaccato la Snake Dike, una via di circa 250 metri, classificata 5.7 R, famosa per la sua esposizione e le ampie distanze tra le protezioni. Reese ha completato questa sezione in soli 10 minuti e 55 secondi, un tempo che lo ha fatto sperare di poter battere il record. La parte finale si è rivelata estremamente faticosa, con le gambe provate e i primi segnali di disidratazione, ma Reese ha spinto fino in cima, fermando il cronometro a un tempo storico.
Il primato superato da Reese era stato stabilito da Dean Potter il 3 maggio 2015. Quel giorno, Potter aveva raggiunto la cima dell'Half Dome in circa un'ora e 19 minuti, completando l'intero percorso di andata e ritorno in 2 ore, 17 minuti e 52 secondi. Tristemente, solo tredici giorni dopo, il 16 maggio, Potter perse la vita in un incidente durante un volo in wingsuit a Taft Point, sempre nello Yosemite. Il suo record aveva acquisito un valore simbolico particolare nella storia dell'alpinismo americano, incarnando la sua filosofia di movimento leggero in montagna e il superamento dei confini tra le diverse discipline. Reese ha sottolineato che la longevità di quel record risiedeva proprio nella sua natura ibrida: non bastava essere un corridore eccezionale o un arrampicatore esperto; era necessaria una combinazione di entrambe le abilità, da applicare su un terreno complesso dove ogni minimo errore poteva avere conseguenze fatali.