menu switch

Ondata di Soccorsi ad Alta Quota nelle Dolomiti Bellunesi: Alpinisti Bloccati su Grandi Pareti

Il clima mite e le giornate assolate di questo inizio settembre hanno visto un'intensa frequentazione delle grandi pareti delle Dolomiti Bellunesi da parte di scalatori provenienti da ogni dove. Questa notevole affluenza, purtroppo, ha generato una successione di operazioni di salvataggio, alcune delle quali si sono rivelate particolarmente ardue. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto ha evidenziato diverse situazioni di emergenza che hanno interessato le Tre Cime di Lavaredo, la Tofana di Rozes e il Civetta. In molti casi, gli alpinisti hanno perso l'orientamento, mentre in altri, cadute e infortuni durante la progressione hanno reso indispensabile l'intervento delle squadre di soccorso.

Interventi Complessi su Tre Cime e Tofana di Rozes

Le serate di inizio settembre sono state teatro di numerosi e complessi interventi di soccorso sulle maestose pareti delle Dolomiti Bellunesi, come testimoniato dal CNSAS Veneto. Tra i più significativi, due squadre di alpinisti si sono trovate in gravi difficoltà sulla Cima Grande di Lavaredo. La prima, composta da due scalatori austriaci, è stata recuperata con l'elicottero dopo essersi smarrita a circa 2.700 metri, bloccata su una sporgenza rocciosa. La seconda, con due giovani alpinisti italiani, è stata salvata dalla vetta a 2.986 metri, dove erano rimasti bloccati a causa del buio imminente e delle temperature in rapido calo, non essendo adeguatamente attrezzati per affrontare la discesa notturna. L'intervento ha richiesto l'impiego dell'eliambulanza di Trento, che ha recuperato i due giovani in cima alla montagna e li ha portati al Rifugio.

Un altro incidente rilevante si è verificato sulla Tofana di Rozes, dove una coppia di alpinisti svizzeri è rimasta intrappolata fuori via a quasi 3.000 metri, trovandosi su una sezione strapiombante dopo aver deviato dal percorso previsto. Anche in questo caso, l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato cruciale per recuperare i due, entrambi illesi, con un verricello lungo 90 metri. Questi episodi sottolineano la frequente necessità di soccorsi in alta quota, spesso dovuti a errori di percorso, condizioni meteorologiche avverse o impreparazione, nonostante il bel tempo generale. Le ore di luce più brevi e le rapide diminuzioni di temperatura serale, tipiche di settembre, rappresentano ulteriori fattori di rischio che possono rapidamente trasformare una normale escursione in un'emergenza critica, evidenziando la delicatezza e la pericolosità dell'ambiente alpino.

Cadute e Incidenti: I Pericoli dell'Alpinismo nel Civetta e Tofana

Il fine settimana ha visto anche un grave incidente sulla parete nord-ovest del Civetta, lungo la Via Capitan Sky – Hook, dove un alpinista di 55 anni di Montecchio Maggiore è caduto, procurandosi una violenta contusione al piede. L'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver stabilito una base operativa al Rifugio Tissi, ha recuperato l'infortunato e il suo compagno di cordata con due verricelli da 50 metri. L'alpinista è stato poi trasportato all'ospedale di Agordo, evidenziando la rapidità e l'efficienza degli interventi in situazioni di emergenza in montagna.

Ancora più allarmante è stato l'episodio avvenuto poche ore prima sulla Tofana di Rozes, lungo lo Spigolo Zero. Un alpinista di 68 anni di Occhieppo Inferiore è precipitato per circa venti metri, subendo un grave impatto contro la roccia che gli ha rotto il casco e lo ha lasciato incosciente, appeso a testa in giù. Una guida alpina nelle vicinanze è intervenuta prontamente per rimetterlo in sicurezza. L'elicottero Falco 1 è arrivato sul posto, e un medico è stato calato per prestare le prime cure e stabilizzare l'uomo, che presentava un possibile grave trauma cranico. Successivamente, l'alpinista e la sua compagna di cordata sono stati evacuati e il 68enne è stato trasportato all'ospedale di Treviso. Questi eventi sottolineano come, anche in condizioni favorevoli, incidenti imprevisti e cadute possano trasformare rapidamente un'avventura alpina in una situazione critica, evidenziando la necessità di massima prudenza e preparazione, specialmente in un mese come settembre dove le condizioni ambientali possono mutare rapidamente.