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Pasturs 2026: L'Anno Internazionale della Pastorizia e il Volontariato in Alpeggio

Nonostante la persistente presenza della neve sulle cime, l'estate si avvicina rapidamente, segnando l'imminente inizio della stagione dell'alpeggio. Presto, i pascoli si animeranno di mandrie e greggi, guidati dai loro pastori, pronti a trascorrere mesi di un'esistenza che, sebbene isolata, è per loro un autentico ritorno alle radici. Quest'anno, in particolare il 2026, si distingue come un momento di grande importanza per il mondo pastorale: l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e la FAO lo hanno proclamato Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, un riconoscimento del valore inestimabile della pastorizia per la protezione della biodiversità, la garanzia della sicurezza alimentare e la mitigazione dei cambiamenti climatici. È proprio in questo scenario che il programma di volontariato, giunto alla sua undicesima edizione, riprende con rinnovato slancio.

In questo anno così significativo per l'allevamento, emerge una delicata questione: la crescente tensione sulla coesistenza tra l'essere umano e i grandi predatori. I promotori del progetto sono convinti che per affrontare il tema delle specie selvatiche, come l'orso e il lupo, sia indispensabile un approccio pratico e diretto. Solo 'sporcandosi le mani', condividendo la fatica e ascoltando coloro che quotidianamente curano la montagna, si può comprendere appieno la sfida e trovare soluzioni costruttive. Il progetto, ideato dalla Cooperativa Eliante Onlus e realizzato in collaborazione con diversi Parchi italiani, offre a giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni, la possibilità di trascorrere due settimane affiancando gli allevatori. Durante questo periodo, i volontari partecipano attivamente alle incombenze quotidiane, dall'assistenza alla mungitura alla sorveglianza degli animali con l'ausilio di cani da guardiania e all'installazione di recinzioni elettrificate. La partecipazione è interamente gratuita, con vitto e alloggio forniti dai pastori in cambio del prezioso aiuto dei volontari. Le iscrizioni per la prossima edizione sono aperte dal 20 marzo al 20 aprile 2026, con una proroga fino al 10 maggio per la sede delle Foreste Casentinesi. Gli studenti universitari possono inoltre beneficiare del riconoscimento di crediti formativi (CFU) o svolgere tirocini e tesi di laurea, grazie alle collaborazioni con diverse università. Prima di partire, i partecipanti devono seguire giornate di formazione per acquisire le competenze tecniche essenziali e familiarizzare con lo spirito del gruppo, rendendo l'esperienza non una semplice vacanza, ma un autentico percorso di vita in alta quota.

Le testimonianze dei volontari delle edizioni passate rivelano l'intenso impatto emotivo e formativo dell'esperienza in alpeggio. Attraverso diari, spesso disponibili sul sito del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, i partecipanti narrano le loro settimane tra le vette, condividendo sensazioni, riflessioni, gioie e paure. C'erano quelli che si incantavano di fronte alla luminosa bellezza del mese di giugno, o coloro che, con un tocco di umorismo, descrivevano il loro rapporto con gli animali, come il volontario che, dopo un iniziale distacco, si sentiva riconosciuto come 'conduttore del gregge'. Questi racconti evidenziano un'immersione completa nella realtà alpina: i volontari condividono il cibo dei pastori, lavorano sotto la pioggia e apprendono a cogliere la bellezza anche nelle intemperie. Emerge la paura del primo giorno di solitudine con le capre, ma anche la gratificazione di sentirsi parte di un equilibrio millenario, creando un legame con gli animali e con l'ambiente. Partecipare al progetto nel 2026 assume un significato particolare, celebrando attivamente l'Anno Internazionale della Pastorizia. Salire in alpeggio non significa solo fornire un aiuto concreto agli allevatori nella gestione del bestiame, ma anche superare i pregiudizi sul mondo pastorale e promuovere una nuova concezione di convivenza, trasformando la percezione della montagna e della vita rurale.