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Profanazione sulla Croda Granda: Statua della Madonnina e Targhe Commemorative Oltraggiate

Una serie di eventi deplorevoli ha colpito le montagne sopra Gosaldo, nel Bellunese, dove la sacra effigie della Madonnina, un simbolo di fede e speranza, è stata brutalmente rimossa dalla sua base sulla vetta della Croda Granda, a 2.849 metri di altitudine, e precipitata in un profondo canalone. In questo atto vandalico, sono state profanate anche due targhe commemorative, dedicate alla memoria di giovani vite tragicamente spezzate tra le cime. Questo gesto, che va ben oltre la semplice scomparsa o il furto, rivela un'intenzione deliberata di offesa, gettando un'ombra di tristezza e indignazione su tutta la comunità. Le autorità locali hanno sporto denuncia contro ignoti, avviando indagini per fare luce su un evento che ha scosso profondamente l'animo degli abitanti e di tutti coloro che amano e rispettano l'ambiente montano e i suoi simboli.

La gravità di quanto accaduto è accentuata dalla scoperta che, oltre alla statua e alle targhe, è stato asportato anche il libro di vetta, un registro prezioso di passaggi e pensieri lasciati dagli escursionisti. Questo episodio non sembra isolato, ma si inserisce in un contesto di crescenti atti di danneggiamento, furti e comportamenti irrispettosi che hanno interessato le strutture e i simboli presenti sulle montagne circostanti, tra cui il Bivacco Giovanni Menegazzi e il Bivacco Reali. Il comune di Gosaldo ha espresso fermamente la propria condanna, definendo questi atti come una “profanazione lucida e senza senso” che non solo attacca un simbolo religioso, ma oltraggia anche la memoria delle vittime e il dolore delle loro famiglie. Si cerca ora la collaborazione del pubblico per identificare i responsabili, invitando chiunque abbia notato movimenti sospetti o individui con attrezzi inconsueti sui sentieri a fornire informazioni alle forze dell'ordine.

L'Atto Sacrilego sulla Vetta della Croda Granda

Un gesto di inaudita violenza e spregio ha macchiato la serenità della Croda Granda, montagna che si erge a 2.849 metri sopra Gosaldo, nel Bellunese. Qui, la Madonnina, venerata protettrice e punto di riferimento per escursionisti e alpinisti, è stata brutalmente sradicata dal suo piedistallo e scaraventata nel vuoto di un canalone. Non si è trattato di un incidente o di una semplice sparizione, ma di un atto intenzionale di vandalismo che ha colpito non solo un simbolo religioso, ma anche la memoria di due giovani scomparsi in montagna, le cui targhe commemorative sono state anch'esse rimosse e disperse. Questa profanazione ha generato un'ondata di sgomento e rabbia, spingendo l'amministrazione comunale di Gosaldo a presentare una denuncia formale contro ignoti, con l'obiettivo di individuare e perseguire i responsabili di un'azione tanto distruttiva quanto priva di senso.

La scoperta della Madonnina nel canalone, a seguito di segnalazioni iniziali sulla sua scomparsa, ha rivelato la vera natura dell'accaduto. L'evento è ancora più inquietante se si considera che la vetta è stata raggiunta con l'intento specifico di distruggere, un'impresa che richiede impegno e preparazione. Oltre alla statua e alle targhe, è stato asportato anche il libro di vetta, un testimone silenzioso di innumerevoli ascensioni e momenti di riflessione. Il sindaco di Gosaldo, Stefano Da Zanche, ha sottolineato la gravità dell'accaduto, definendo gli autori di tale scempio non come semplici escursionisti, ma come individui mossi da un intento distruttivo. Le indagini sono in corso e si sta pianificando un'operazione alpinistica complessa per recuperare i resti della Madonnina, un compito reso difficile dalla impervia posizione in cui è stata ritrovata. La comunità, intanto, si stringe nel dolore e nell'indignazione, chiedendo giustizia per questo atto che ha ferito profondamente il cuore della montagna e dei suoi frequentatori.

Serie di Danneggiamenti e Appello alla Comunità

L'episodio della Croda Granda non è un evento isolato, ma si inserisce in un preoccupante contesto di atti vandalici che da tempo affliggono le montagne sopra Gosaldo. Le autorità locali hanno evidenziato una serie di problematiche, tra cui ripetuti danneggiamenti, furti e l'abbandono di rifiuti in strutture come il Bivacco Giovanni Menegazzi, che è stato addirittura costretto alla chiusura per la gravità dei problemi. Anche a Malga Camp sono stati segnalati episodi simili, e i libri delle firme sono scomparsi da diversi bivacchi, tra cui il Bivacco Reali. Questa sequenza di eventi suggerisce una condotta sistematica da parte di individui che non mostrano alcun rispetto per l'ambiente montano, per i simboli che lo popolano e per il lavoro di chi si dedica alla loro manutenzione e alla memoria storica. La complessità del percorso per raggiungere la Croda Granda rende ancora più inspiegabile l'accaduto, indicando una premeditazione nell'uso di attrezzi specifici per la distruzione.

Di fronte a questa escalation di vandalismo, l'amministrazione comunale ha lanciato un accorato appello alla cittadinanza e a tutti coloro che frequentano la montagna. Si invita chiunque abbia osservato movimenti sospetti o individui in possesso di attrezzi insoliti lungo i sentieri nelle scorse settimane a condividere tali informazioni con le forze dell'ordine. Questo appello mira a raccogliere elementi utili alle indagini e a interrompere questa catena di atti distruttivi. La comunità è unita nel desiderio di preservare l'integrità e il significato spirituale dei luoghi montani, e la collaborazione di tutti è fondamentale per identificare i responsabili e ripristinare il rispetto dovuto a questi preziosi ambienti. L'immagine della Madonnina strappata dalla vetta e ritrovata in fondo a un burrone rimane un monito potente, che sottolinea l'urgenza di proteggere questi simboli e di promuovere una cultura di rispetto e consapevolezza verso la montagna e la sua stori