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Riflessioni di Flavio Roda dopo la Mancata Riconferma alla Presidenza FISI

Flavio Roda esprime la sua profonda amarezza per la mancata riconferma alla presidenza della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), nonostante il sostegno della maggioranza dei votanti. La normativa federale ha richiesto un quorum specifico che non è stato raggiunto, precludendogli la possibilità di continuare il suo operato. Roda sottolinea il suo impegno durato 14 anni, durante i quali ha lavorato per elevare il prestigio e l'efficienza della federazione, sia a livello sportivo che amministrativo. La sua speranza è che il futuro veda una leadership in grado di proseguire il percorso di successo intrapreso.

Dopo la sconfitta, Flavio Roda ha rilasciato una dichiarazione toccante, affermando di aver "vinto per perdere", dato che la sua percentuale di voti, seppur maggioritaria, non ha raggiunto il quorum richiesto. Questo risultato, in un contesto elettorale ordinario, avrebbe garantito una chiara vittoria. Roda ha enfatizzato i significativi progressi compiuti sotto la sua guida, che hanno permesso alla FISI di raggiungere nuovi standard di eccellenza. Il suo messaggio finale è un incoraggiamento a tutti gli atleti e tecnici a perseverare con dedizione, mantenendo alto l'orgoglio per il lavoro svolto e i traguardi conseguiti.

La Riflessione di Roda sulla Mancata Riconferma alla Guida della FISI

Flavio Roda, in un comunicato diffuso dalla FISI, ha espresso la sua profonda amarezza per l'esito dell'Assemblea Federale Ordinaria Elettiva, che non lo ha visto riconfermato alla presidenza. Nonostante abbia ottenuto il 57% dei voti, una percentuale che in una normale elezione avrebbe garantito una netta vittoria, Roda non ha raggiunto il quorum necessario del 66,7% per continuare il suo mandato. Questa situazione lo costringe a lasciare la presidenza e ad accompagnare la Federazione verso una nuova assemblea, senza la possibilità di ricandidarsi. Roda ha interpretato il risultato come un "ho vinto per perdere", evidenziando come la maggioranza dei presenti abbia riconosciuto e apprezzato il suo lavoro.

Il presidente uscente ha voluto ringraziare sentitamente i Club, gli atleti e i tecnici per il loro forte sostegno, testimoniato dalla massiccia partecipazione al voto in suo favore. Ha sottolineato come il suo operato quattordicinale, iniziato nel 2012, abbia riportato la Federazione a un livello di eccellenza sia per quanto riguarda i risultati sportivi, sia per l'immagine pubblica e la solidità economica. Roda ha espresso il desiderio che tutto il movimento non vada disperso e che la FISI possa continuare il suo percorso di crescita e di ottenimento di risultati prestigiosi. Ha inoltre esortato atleti e tecnici a dare il massimo nella stagione imminente, per dimostrare la qualità del lavoro svolto e la sua programmazione meticolosa.

L'Eredità e le Aspirazioni di Roda per il Futuro dello Sci Italiano

L'eredità di Flavio Roda alla presidenza della FISI è caratterizzata da quattordici anni di impegno costante, volti a rilanciare la Federazione sotto molteplici aspetti. Al momento del suo insediamento nel 2012, Roda ha trovato una situazione critica, che ha saputo trasformare, portando la FISI a raggiungere alti livelli di performance, migliorando la sua immagine e risanando i conti. Questo lungo periodo di leadership ha visto la Federazione prosperare, ottenendo successi sportivi e una maggiore stabilità. La sua speranza ora è che la sua eredità sia raccolta da una leadership capace di valorizzare il lavoro svolto e di proseguire su questa traiettoria positiva, senza disperdere il potenziale accumulato.

Flavio Roda ha ribadito che, pur dovendo accettare le regole e le loro conseguenze, il sostegno ricevuto è stato un chiaro segno di apprezzamento per la direzione intrapresa. Il suo auspicio più grande è che la Federazione possa continuare a fiorire, mantenendo lo slancio e la determinazione che hanno caratterizzato la sua presidenza. L'esortazione finale di Roda agli atleti e ai tecnici è un monito a non demordere e a impegnarsi con la massima dedizione, dimostrando sul campo che il percorso intrapreso è stato frutto di un lavoro serio e ben pianificato. Questo messaggio finale è un inno alla perseveranza e alla fiducia nel futuro dello sport italiano, a prescindere da chi sarà alla guida.