Il Rifugio Colle Vaccera, situato nel suggestivo scenario delle Alpi Cozie in Piemonte, è al centro di una nuova iniziativa volta a rilanciare il turismo montano locale. I comuni di Angrogna e Pramollo, nella provincia torinese, hanno aperto un bando per individuare un nuovo gestore per questa struttura strategica. Dopo un precedente tentativo infruttuoso, l'obiettivo è ridare vita a un punto di riferimento cruciale per escursionisti e amanti della natura, consolidando l'offerta turistica di un territorio ricco di storia, bellezze naturali e opportunità sportive.
Il rifugio, che sorge a 1.450 metri sull'omonimo valico, rappresenta un collegamento naturale tra la Val Pellice e la Val Chisone. La sua posizione privilegiata non solo offre panorami mozzafiato, ma lo rende anche un crocevia per diverse attività all'aria aperta, dal trekking al cicloturismo. La struttura è facilmente accessibile tramite una strada asfaltata e, per i più avventurosi, anche attraverso un sentiero sterrato da Pramollo durante la stagione estiva. Oltre al suo valore turistico, il Colle Vaccera ospita anche una Stazione di Inanellamento, parte del "Progetto Alpi" coordinato da MUSE e ISPRA, che monitora la fauna migratoria, aggiungendo un'importante dimensione tecnico-scientifica al luogo.
La ricerca di un nuovo gestore è stata fortemente voluta dalle amministrazioni locali, in particolare dalla vicesindaca di Angrogna, Silvia Monnet, che ha sottolineato l'importanza di riattivare il rifugio come punto di riferimento essenziale per i visitatori della montagna. La struttura, di proprietà congiunta dei due comuni, si compone di due edifici: uno dedicato alla ristorazione con bar e l'altro adibito a foresteria, offrendo complessivamente 8 posti letto e circa 30 coperti. L'affidamento include anche aree pertinenziali come l'anello di terra battuta che attraversa i comuni di Angrogna, Pramollo e San Germano Chisone, l'ex Info-Point e le terrazze panoramiche.
Un aspetto innovativo è la presenza di una postazione legata al progetto UPSLOWTOUR, che mette a disposizione un punto di ricarica per biciclette elettriche e una colonnina per piccole riparazioni, collegati alla rete elettrica del rifugio. Il nuovo gestore avrà il compito di curare i servizi di ristorazione e accoglienza, fornendo informazioni naturalistiche e turistiche. Dovrà inoltre promuovere e organizzare iniziative legate all'escursionismo, al cicloturismo, all'alpinismo e all'educazione ambientale, sia all'interno che all'esterno del rifugio. La gestione comprende anche la manutenzione ordinaria e la pulizia degli immobili.
Il contratto di gestione, della durata di tre anni rinnovabili per altri tre, prevede un canone d'asta di 6.000 euro annuali (IVA esclusa). Al gestore è richiesta un'apertura continuativa dal 1° luglio al 15 settembre e nei fine settimana e festivi di giugno e ottobre, con la possibilità di estendere l'apertura ad altri periodi, purché garantisca almeno 150 giorni di attività all'anno. Tra i requisiti obbligatori per la partecipazione al bando figurano il possesso del corso SAB (o diploma alberghiero) e un attestato di primo soccorso, o l'appartenenza al Soccorso Alpino.
L'opportunità di gestione è rivolta a imprenditori individuali, imprese (incluse cooperative), associazioni temporanee d'impresa e associazioni no-profit che promuovono escursionismo, educazione ambientale, sport e attività ricreative in montagna, purché in possesso dei requisiti per la gestione di attività turistico-ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Le domande devono essere presentate entro le ore 12:00 del 12 giugno 2026, con la possibilità di invio tramite PEC, raccomandata o consegna a mano all'Ufficio Segreteria del Comune di Angrogna. È obbligatorio effettuare un sopralluogo per valutare le condizioni del colle e della struttura. L'aggiudicazione avverrà in base all'offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando completo e la modulistica sono disponibili sull'Albo Pretorio del sito del Comune di Angrogna.
Questa iniziativa rappresenta un'occasione significativa per riaccendere i riflettori sul Rifugio Colle Vaccera e sull'intero territorio circostante, offrendo una rinnovata vitalità a una zona che attende di essere riscoperta e valorizzata appieno da residenti e turisti. La riapertura di questo presidio non è solo una questione logistica, ma un simbolo di resilienza e di proiezione verso un futuro in cui la montagna possa continuare a essere un motore di sviluppo sostenibile e di benessere.