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Rifugio Marinelli: Chiusura Estiva per Rinnovo Strutturale

Il Rifugio Marinelli rimarrà inaccessibile durante la stagione estiva del 2026, una decisione presa dalla Società Alpina Friulana, proprietaria della storica struttura, per permettere l'esecuzione di una serie di interventi mirati al suo rinnovamento e adeguamento. Questi lavori sono essenziali per potenziare la capacità di accoglienza e ottimizzare i servizi offerti dal rifugio, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli appassionati di escursionismo e alpinismo nella zona del Monte Coglians e lungo la Traversata Carnica. La Società Alpina Friulana ha espresso comprensione per i disagi che tale chiusura potrà comportare, specialmente durante il periodo di maggiore affluenza, ma ha sottolineato l'importanza di questi interventi per assicurare un utilizzo appropriato e duraturo della struttura in futuro.

Già nel periodo autunnale del 2025, tra ottobre e novembre, il rifugio era stato oggetto di un primo ciclo di lavori di riqualificazione, che avevano riguardato l'aggiornamento e l'adeguamento degli impianti elettrici e fotovoltaici, ormai considerati superati. Questo investimento iniziale, pari a circa 90 mila euro e sostenuto per l'80% dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha posto le basi per gli attuali interventi, che costituiscono un'ulteriore tappa nel percorso di modernizzazione del rifugio. Parallelamente alle questioni strutturali, si è presentata la sfida della gestione: dopo aver pubblicato un bando all'inizio del 2026 per individuare nuovi gestori, e nonostante le 22 candidature pervenute, nessuna proposta è stata concretizzata a causa delle intrinseche difficoltà logistiche e organizzative legate alla conduzione di una struttura in alta montagna. La Società Alpina Friulana si sta impegnando attivamente per trovare una soluzione che permetta di riaprire il Marinelli il prima possibile, garantendo sia un servizio indispensabile per gli escursionisti, sia la sostenibilità economica necessaria per la costante manutenzione del rifugio. Il presidente, Umberto Sello, ha manifestato il proprio rammarico per la chiusura temporanea e ha ribadito l'unico obiettivo dell'associazione: salvaguardare e valorizzare il Rifugio Marinelli come pilastro delle Alpi friulane, respingendo le critiche e le valutazioni affrettate che non tengono conto delle reali complessità della situazione.

Questa fase di transizione segna anche la fine di un'era per il Rifugio Marinelli, con la conclusione della gestione cinquantennale della famiglia Tamussin, originaria di Collina di Forni Avoltri. La loro dedizione e competenza hanno plasmato l'identità del rifugio per oltre mezzo secolo, rendendolo il più antico della Carnia, inaugurato nel 1901 e intitolato ai geologi Giovanni e Olinto Marinelli. Situato a 2120 metri di altitudine, ai piedi del Monte Coglians, il rifugio ha rappresentato per generazioni un cruciale punto d'appoggio per le ascensioni e un fondamentale collegamento escursionistico. La ricerca di una nuova gestione, quindi, non si limita a trovare chi possa garantire l'apertura stagionale, ma mira a raccogliere un'eredità storica e culturale di grande valore. La chiusura del 2026, sebbene temporanea, è vista come un investimento indispensabile per assicurare al Rifugio Marinelli un futuro prospero e duraturo.

Il percorso di rinnovamento del Rifugio Marinelli è un esempio tangibile di come la visione a lungo termine e l'impegno costante possano garantire la preservazione e la valorizzazione di un patrimonio di inestimabile valore. Nonostante le difficoltà e le sfide che emergono, la dedizione della Società Alpina Friulana dimostra una profonda responsabilità verso il futuro di un luogo che incarna storia, cultura e spirito alpinistico. Questa chiusura temporanea, lungi dall'essere un passo indietro, rappresenta un ponte verso una nuova era di funzionalità, sicurezza e sostenibilità, permettendo al rifugio di continuare a essere un faro per le generazioni future di amanti della montagna. È un'azione che celebra l'importanza della resilienza e dell'adattamento, assicurando che le meraviglie naturali e le strutture che le rendono accessibili possano prosperare e ispirare, ricordandoci che il vero progresso risiede spesso nella capacità di innovare pur rispettando le proprie radici.