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Sci di fondo: L'incertezza sul ritorno di Flora Dolci dopo l'infortunio

La fondista francese Flora Dolci sta affrontando un impegnativo percorso di recupero dopo un serio infortunio subito lo scorso ottobre durante un'attività ricreativa. L'incidente, avvenuto mentre praticava parapendio, ha compromesso la sua partecipazione ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. L'allenatore della nazionale femminile, Vincent Vittoz, ha fornito un aggiornamento sulla situazione, sottolineando i progressi relativi alla schiena, ma esprimendo persistenti incertezze riguardo alla guarigione della caviglia, un fattore cruciale per il suo ritorno alle competizioni. Il cammino verso la piena ripresa si preannuncia ancora lungo e complesso, con momenti di speranza alternati a fasi di stasi e difficoltà, tipici di ogni riabilitazione.

Lo scorso ottobre, la carriera della fondista Flora Dolci ha subito una brusca interruzione a causa di un grave incidente. Poco prima di riprendere gli allenamenti in vista della stagione olimpica, la giovane atleta è rimasta coinvolta in una violenta caduta durante un'uscita in parapendio, una sua grande passione. Le conseguenze sono state significative: una frattura a una vertebra lombare e un infortunio alla caviglia sinistra. Sebbene l'incidente avrebbe potuto avere esiti ancora più drammatici, la gravità delle lesioni ha comunque costretto la Dolci a rinunciare al suo obiettivo più ambizioso, la partecipazione alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

Da quel momento, la ventiseienne atleta è immersa in un processo di riabilitazione che, nonostante i miglioramenti costanti, è tutt'altro che semplice. Vincent Vittoz, il neo-allenatore della squadra nazionale femminile di sci di fondo, ha rilasciato dichiarazioni a Nordic Magazine, evidenziando la complessità della situazione. Vittoz ha specificato che, sebbene vi siano stati risvolti positivi, in particolare per quanto riguarda il recupero della schiena, la caviglia rimane la principale fonte di preoccupazione e di dubbi per il futuro agonistico della sciatrice.

L'allenatore ha descritto il processo di guarigione come un percorso ad alti e bassi, dove i momenti di progresso, come la possibilità di tornare a sciare sulla neve a fine inverno e successivamente sugli skiroll e in bicicletta in primavera, si alternano a fasi di regressione o di stallo che possono essere demoralizzanti. Le maggiori incertezze, ha ribadito Vittoz, riguardano la capacità di Dolci di riprendere a correre e a praticare lo sci in tecnica classica, attività che sollecitano in modo significativo la caviglia. Con ancora sei o sette mesi prima dei prossimi impegni sportivi, la speranza è che Flora Dolci possa raggiungere la sua forma fisica ottimale per rientrare nel circuito, ma il percorso rimane fitto di interrogativi.

In sintesi, il percorso di recupero di Flora Dolci è un esempio di resilienza e determinazione. Nonostante i significativi progressi riscontrati per la lesione alla schiena, la situazione della caviglia continua a destare preoccupazione e rende incerto il suo completo ritorno all'attività agonistica. L'intera squadra e i suoi sostenitori attendono con apprensione gli sviluppi futuri, nella speranza che l'atleta francese possa superare ogni ostacolo e riprendere il suo posto tra le migliori fondiste.