Nel cuore delle magnifiche Dolomiti, l'alpinista altoatesino Simon Gietl ha realizzato un'impresa eccezionale: l'apertura di tre nuove vie in una singola settimana. Questo laboratorio di esplorazione verticale, svoltosi tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, ha trasformato la pittoresca Valle di Antersasc, laterale della Val Badia, in un teatro di sfide e scoperte. Gietl, affiancato da compagni esperti come Klaus Gruber, Michael Stadler e Dani Arnold, ha inaugurato gli itinerari denominati Offline, Mindset e Schmetterling. Ciò che accomuna queste diverse vie, sia per carattere che per difficoltà, è la filosofia intrinseca di Gietl: lasciare un'impronta minima sulla roccia, preservando la natura selvaggia e incontaminata delle pareti dolomitiche. Questa serie di aperture non solo aggiunge nuovi capitoli alla storia dell'alpinismo, ma sottolinea anche come lo spirito di avventura e la ricerca di percorsi inesplorati possano prosperare anche in regioni montane già ben conosciute, offrendo stimoli continui alla comunità alpinistica.
L'Audace Trilogia di Gietl nella Valle di Antersasc
Tra la fine di agosto e i primi di settembre, la Valle di Antersasc è stata il palcoscenico di un'incredibile serie di aperture alpinistiche. L'alpinista di spicco, Simon Gietl, ha guidato un team di talentuosi scalatori, tra cui Klaus Gruber, Michael Stadler e Dani Arnold, nell'apertura di tre nuove vie caratterizzate da uno stile puramente tradizionale e da un impatto ambientale minimo. La genesi di questa avventura risale a un suggerimento di un amico, Matty Irsara, che ha indicato a Gietl le potenzialità inesplorate delle pareti della valle. Gietl, giunto in bicicletta, si è trovato di fronte a un vero e proprio "paese delle meraviglie" verticale, con infinite possibilità di esplorazione.
La prima opera, battezzata "Offline", è stata inaugurata il 29 agosto sulla parete nord-ovest del Freitagsturm in compagnia di Klaus Gruber. Questa via, lunga circa 240 metri e valutata fino all'VIII+, si sviluppa su sei lunghezze ed è considerata la più alpinistica delle tre. Le soste sono state attrezzate, ma la protezione lungo i tiri si affida principalmente a friend e protezioni mobili. Gietl ha segnalato tratti di roccia friabile sui due tiri più ardui, aggiungendo un elemento di sfida. Pochi giorni dopo, Gietl e Gruber hanno effettuato la prima salita in libera.
Il capolavoro della settimana, "Mindset", è emerso il 3 settembre sulla parete est dell'Antersasc, frutto della collaborazione tra Gietl e Michael Stadler. Questa via, la prima su questa parete, si estende per circa 250 metri su sette tiri, raggiungendo difficoltà di VIII+/IX-. L'apertura è avvenuta quasi interamente a vista, con Gietl che ha risolto un passaggio chiave dopo un'ora di intense prove. Cinque giorni dopo, i due alpinisti sono tornati per la prima salita completamente in libera. L'etica minimalista è evidente: un singolo chiodo intermedio e cinque chiodi distribuiti su due soste, con il resto della protezione affidato a friend e clessidre naturali. Gietl ha definito "Mindset" una delle migliori vie mai aperte a quelle difficoltà, elogiando la qualità della roccia e la scoperta di una linea così evidente in un'area già frequentata.
Infine, durante la discesa da "Mindset", Gietl ha notato un evidente pilastro, dando vita alla terza via: "Schmetterling". Il 5 settembre, insieme allo svizzero Dani Arnold, ha aperto questa linea di 250 metri con difficoltà fino al VII+. Anche questa via è stata aperta dal basso, seguendo i principi tradizionali. "Schmetterling" si snoda su un pilastro alla destra di "Mindset" e offre una roccia prevalentemente compatta e di eccellente qualità, con passaggi descritti da Gietl come "particolarmente belli".
Il comune denominatore di queste tre ascensioni è l'approccio purista all'alpinismo, con un uso estremamente limitato di protezioni fisse, lasciando ai futuri ripetitori il compito di integrare le protezioni. Gietl suggerisce l'uso di attrezzatura alpinistica standard, due corde da 60 metri e due set di Totem Cam. L'accesso a queste vie è sorprendentemente agevole, con soli 20 minuti in e-bike e mezz'ora a piedi per raggiungere il settore. La vera sorpresa di Gietl è stata la scoperta di pareti ancora inesplorate e selvagge così vicine ai sentieri, nel cuore di uno dei gruppi montuosi più frequentati delle Alpi. Questa settimana prolificata potrebbe non essere l'ultima, a giudicare dall'entusiasmo dell'alpinista e dalle sue impressioni iniziali sulla valle.
L'impresa di Simon Gietl e dei suoi compagni nella Valle di Antersasc ci ricorda che lo spirito di esplorazione non conosce confini, nemmeno in luoghi che sembrano già completamente mappati. La loro dedizione all'alpinismo tradizionale, con un approccio etico e un'attenzione al minimo impatto, offre un modello per le future generazioni di scalatori. È un invito a guardare oltre l'ovvio, a cercare la bellezza e la sfida anche dove non ci si aspetta, e a preservare la maestosità delle montagne per chi verrà dopo di noi. L'eredità di queste nuove vie non è solo nei metri scalati, ma anche nel messaggio di rispetto e passione che esse veicolano, ispirando a un alpinismo più consapevole e autentico.