menu switch

Slackline Illegale a Rocca Pendice: Minaccia alla Fauna Selvatica e Chiusura delle Pareti per Sicurezza

Recentemente, a Rocca Pendice, imponente sperone roccioso situato all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, è stata individuata una slackline, una pratica sportiva che prevede l'equilibrio su una fettuccia tesa nel vuoto. Questo evento ha nuovamente messo in discussione il fragile equilibrio tra le attività sportive estreme e la necessità di preservare l'ambiente naturale, specialmente in un'area così significativa per la nidificazione del falco pellegrino. L'atto, che sfida le normative del parco, non solo disturba la delicata fase di cova dei rapaci ma solleva anche preoccupazioni per la sicurezza delle operazioni di soccorso. Di fronte a questa e ad altre problematiche, tra cui il rischio di crolli rocciosi, le autorità hanno inasprito le restrizioni, interdicendo completamente l'arrampicata su tutte le pareti.

La presenza di una slackline a Rocca Pendice non è un caso isolato, come dimostrano episodi simili registrati nell'ottobre del 2025. Questo reiterarsi di attività non autorizzate desta particolare allarme per la salvaguardia del falco pellegrino, specie che trova in Rocca Pendice uno dei suoi più vitali siti di nidificazione. Il periodo attuale è critico per la riproduzione di questi rapaci, e qualsiasi disturbo può compromettere seriamente il successo della covata. La corda, lunga circa 150 metri e abilmente celata tra la vegetazione, è stata segnalata da residenti e volontari che vigilano costantemente l'area per proteggere i nidi, spingendo le forze dell'ordine a intervenire per la sua rimozione.

Il Parco Regionale dei Colli Euganei ha da tempo imposto un divieto rigoroso sulla pratica dello slacklining. Questa misura non mira a penalizzare lo sport in sé, ma è una diretta conseguenza della necessità impellente di tutelare un ecosistema particolarmente vulnerabile. Le corde tese, oltre a creare un forte stress per la fauna selvatica durante la cova, rappresentano un pericolo non indifferente per le operazioni di elisoccorso e per i voli antincendio, ostacolando il lavoro dei piloti in prossimità delle pareti rocciose. La sicurezza di uomini e animali è, dunque, la priorità.

A complicare ulteriormente la situazione, l'area di Rocca Pendice è ora sotto una duplice interdizione. Già dal 12 marzo, un decreto presidenziale del Parco aveva vietato l'arrampicata e le calate dall'alto in specifiche sezioni della Parete Est-Pilastro Sud fino al 15 giugno, per proteggere la fauna. La violazione di queste norme comporta sanzioni penali. In aggiunta, il 28 aprile 2026, un nuovo decreto ha esteso il divieto assoluto di arrampicata a tutte le pareti di Rocca Pendice, motivato dall'urgente necessità di prevenire il distacco di massi e sassi. Questa chiusura rimarrà in vigore fino al completamento delle verifiche geologiche e di eventuali interventi di disgaggio, con un monitoraggio costante da parte del personale dell'Ente e delle Guardie Ecologiche Volontarie.

La scoperta della slackline illegale e il conseguente blocco totale delle attività di arrampicata su Rocca Pendice sottolineano la tensione tra le aspirazioni ricreative umane e l'imperativo della conservazione ambientale e della sicurezza pubblica. Gli sforzi congiunti di residenti, volontari e autorità sono fondamentali per proteggere la biodiversità e prevenire pericoli in aree naturali di così grande valore.