menu switch

Spedizione Alpinistica al K7: Della Bordella e Compagni alla Ricerca di Nuove Vie nel Karakorum

Un team di alpinisti, guidato da Matteo Della Bordella, si è imbarcato in un'audace spedizione verso il Karakorum, con l'ambizioso obiettivo di tracciare una nuova via sulla maestosa parete est del K7 Main. Questa montagna, che sfiora i 7000 metri, rappresenta una sfida significativa nel mondo dell'alpinismo esplorativo. La spedizione, sostenuta dal Club Alpino Italiano, vedrà Della Bordella insieme a Giacomo Mauri, Mirco Grasso e Luca Ducoli, in un viaggio che durerà fino a metà luglio, combinando preparazione fisica intensa e una profonda ricerca di nuove frontiere verticali.

Matteo Della Bordella aveva già accennato a questo suo desiderio di affrontare una montagna himalayana quasi settemila metri in un'intervista precedente. Ora, il suo sogno sta diventando realtà con la partenza per il K7 Main, un picco imponente nella valle di Charakusa, nel cuore del Pakistan. L'obiettivo primario è quello di aprire un percorso inedito sulla sua parete orientale, un'impresa che richiede non solo abilità tecniche eccezionali, ma anche una notevole resistenza fisica e mentale. Della Bordella è affiancato da compagni esperti: Giacomo Mauri, suo collega nei Ragni di Lecco; Mirco Grasso, un alpinista veneto di grande esperienza; e Luca Ducoli, membro della prima edizione del CAI Eagle Team, che porta con sé una preziosa esperienza di squadra.

L'avventura inizia con il viaggio verso Islamabad e poi a Skardu, da dove il team proseguirà verso la spettacolare valle di Charakusa. Da qui, un trekking di tre giorni condurrà gli alpinisti al campo base, che sarà la loro dimora per oltre un mese. Questo periodo sarà dedicato all'acclimatamento, essenziale per affrontare le alte quote e le difficili condizioni ambientali, e ai tentativi sulla parete, dove ogni movimento sarà calcolato e ogni decisione cruciale per il successo dell'impresa.

Il K7 non è una vetta qualsiasi. È una montagna intrisa di storia alpinistica, con ascensioni leggendarie che ne hanno segnato il profilo negli ultimi quarant'anni. Dalla prima ascesa giapponese nel 1984, alla storica solitaria di Steve House nel 2004, fino alla nuova via aperta sulla parete est nel 2012 da Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak, che è diventata un'icona del Karakorum. Questa ricca storia rende il K7 un simbolo dell'alpinismo esplorativo moderno, un luogo dove l'incertezza e la ricerca di nuove linee continuano a definire il vero spirito dell'avventura.

Per Della Bordella, questa spedizione è la realizzazione di un desiderio a lungo coltivato. La vista delle foto del K7, inviate da Luca Maspes, ha immediatamente catturato la sua attenzione, rivelando una parete complessa, fatta di neve, ghiaccio e roccia, che promette una sfida estremamente difficile. L'idea della spedizione è nata proprio da lui, e il suo entusiasmo ha rapidamente contagiato i suoi compagni, formando un gruppo coeso che unisce diverse generazioni di alpinisti. La preparazione è stata meticolosa, includendo una serie di salite tecniche negli ultimi mesi, come l'apertura di “Mutante” sulle Petites Jorasses, la prima ripetizione di “Elios & Super Elios” sulla Tour des Jorasses, e il concatenamento di Divine Providence e Pilone Centrale del Frêney. Questi successi dimostrano l'elevato livello di preparazione e l'intesa tra i membri della squadra.

Della Bordella descrive il K7 come una montagna emblematica del nuovo approccio all'alpinismo, dove l'esplorazione e la ricerca di nuove vie sono al centro dell'esperienza. In un contesto himalayano e karakorumiano sempre più frequentato e organizzato, il K7 si distingue come una delle poche montagne che ancora offrono un senso di isolamento e avventura autentica. La sua difficoltà e la sua scarsa accessibilità la rendono un vero e proprio simbolo dell'esplorazione moderna, dove l'incertezza della scoperta e l'emozione della sfida rimangono preponderanti. Nonostante la consapevolezza della grande ambizione del progetto, il team è impaziente di affrontare questa montagna iconica.