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Studenti Universitari Riportano in Vita il Castello di Caspoggio in Valmalenco

Un promettente progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio storico è in atto in Valmalenco, dove un antico rudere medievale potrebbe diventare il fulcro di nuove opportunità per il turismo culturale. Dal 8 al 13 giugno, la località di Caspoggio ospiterà la "Summer School: Progettare il recupero del rudere archeologico". Questa iniziativa, concepita come un laboratorio pratico, vedrà la partecipazione di sedici studenti provenienti da eccellenze accademiche quali il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l'Università degli Studi di Bergamo. L'obiettivo principale è l'elaborazione di proposte innovative per la riqualificazione architettonica e paesaggistica del Castello di Caspoggio, un sito medievale di rilevanza storica nel cuore della valle, a pochi chilometri da Sondrio.

Questa iniziativa è parte integrante del progetto Archeo ALPS, sostenuto dal programma Interreg Italia-Svizzera e cofinanziato dall'Unione Europea. La sua realizzazione è frutto di una collaborazione sinergica tra il Comune di Caspoggio, la Provincia di Sondrio, l'Università degli Studi di Bergamo, il Politecnico di Milano e il Comune di Sondrio, attraverso il MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte. A rafforzare ulteriormente il progetto contribuiscono anche il supporto del Politecnico di Torino e dell'Unione dei Comuni della Valmalenco. Il Castello di Caspoggio, le cui origini risalgono almeno al XIV secolo, rappresenta una testimonianza fondamentale della storia medievale della valle, avendo controllato in passato un'importante via di comunicazione verso la Svizzera. Recenti campagne di scavo, condotte dall'Università degli Studi di Bergamo, hanno permesso di svelare dettagli preziosi sull'antico complesso fortificato. Tra il 2019 e il 2024, gli archeologi hanno riportato alla luce elementi significativi come il palazzo signorile, parte della cinta muraria, una torre d'angolo riutilizzata in età moderna e il mastio, una torre quadrata che in origine raggiungeva altezze considerevoli. Questi ritrovamenti costituiscono la base per la fase successiva del progetto: trasformare una scoperta archeologica di grande importanza in un luogo accessibile e pienamente integrato nel contesto territoriale. Durante la settimana della Summer School, gli studenti, provenienti da diverse discipline come architettura, ingegneria, archeologia, conservazione e storia dell'arte, lavoreranno fianco a fianco con docenti e tutor universitari, supportati dai funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese. I vari gruppi di lavoro saranno incaricati di elaborare strategie concrete per la conservazione dei ruderi, la valorizzazione complessiva dell'area archeologica e il miglioramento dei collegamenti tra il sito e le comunità circostanti. L'iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del progetto Archeo ALPS, che mira a creare un circuito archeologico alpino transfrontaliero tra Italia e Svizzera, con l'obiettivo di narrare l'evoluzione degli insediamenti alpini tra la tarda antichità e il Medioevo, generando al contempo nuove opportunità di ricerca, divulgazione e sviluppo territoriale.

Per la Valmalenco, questo progetto assume un valore strategico rilevante. In un'epoca in cui si cerca sempre più di diversificare l'offerta turistica, il ricco patrimonio archeologico può diventare una risorsa cruciale, affiancando le tradizionali attività legate alla montagna e promuovendo un modello di sviluppo più equilibrato e duraturo nel tempo. Si tratta di un'opportunità unica per le giovani generazioni di contribuire attivamente alla salvaguardia e alla promozione del nostro inestimabile patrimonio culturale, dimostrando come la storia e l'innovazione possano unirsi per creare un futuro più prospero e consapevole.