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Tragedia sul Monte Bianco: Alpinisti travolti da scariche di pietre sul Couloir del Goûter

Due alpinisti di origine ceca hanno tragicamente perso la vita sul Monte Bianco nella notte tra il 14 e il 15 luglio, vittime di una devastante scarica di pietre mentre tentavano la salita lungo il versante francese. L'evento, avvenuto intorno alle 2:30 del mattino a oltre 3.300 metri di quota nel celebre ma insidioso 'couloir du Goûter', ha visto coinvolta una cordata di tre persone. Purtroppo, una guida e un suo cliente hanno subito le conseguenze fatali, mentre il terzo membro della spedizione, rimasto illeso, è stato soccorso e trasportato all'ospedale di Sallanches per accertamenti. Questo drammatico incidente sottolinea ancora una volta i pericoli intrinseci dell'alta montagna, specialmente in un periodo caratterizzato da condizioni climatiche estreme.

Le recenti ondate di calore stanno rendendo le Alpi sempre più vulnerabili, con il 'couloir du Goûter', tristemente noto come il 'couloir della morte', che registra un'elevata frequenza di crolli di roccia. Le temperature insolitamente alte hanno anticipato condizioni che solitamente si verificano solo a fine estate, aumentando notevolmente il rischio di distacchi. La Prefettura dell'Alta Savoia ha emesso un comunicato ufficiale il 10 luglio 2026, invitando residenti e turisti a una 'vigilanza rafforzata'. Il documento sottolinea come l'accelerato scioglimento delle nevi e del permafrost, che agisce da 'cemento' naturale tra le rocce, destabilizzi le pareti e favorisca i distacchi, fenomeni imprevedibili che possono verificarsi senza preavviso anche su itinerari considerati sicuri. Di fronte a questa crescente instabilità, alcune guide alpine hanno già deciso di sospendere le ascensioni, e anche sul versante italiano le guide valdostane hanno ricevuto indicazioni di massima prudenza. Ricardo Mora, vicepresidente della Compagnia delle guide di Saint-Gervais-les-Bains, ha evocato lo scenario del 2022, quando il caldo estremo impose un blocco totale delle attività a metà luglio, suggerendo che una decisione simile potrebbe essere necessaria.

In questo contesto di rapido mutamento climatico, l'alpinismo richiede una consapevolezza profondamente rinnovata. Scienziati ed esperti evidenziano che il permafrost, elemento cruciale per la coesione delle pareti rocciose, si sta sciogliendo a ritmi allarmanti a causa del riscaldamento globale, rendendo i crolli di roccia e le frane sempre più frequenti e intensi. Nonostante la possibilità di accedere al Monte Bianco rimanga per i più esperti, l'invito pressante delle autorità e delle guide alpine è quello di 'saper rinunciare'. Pianificare partenze all'alba, monitorare costantemente le condizioni meteorologiche e indossare sempre il casco nelle zone esposte sono solo alcune delle precauzioni raccomandate. Tuttavia, la capacità di valutare i rischi e di desistere dall'ascesa quando le condizioni ambientali sono degradate è diventata la misura più alta di responsabilità per chiunque si avventuri in alta montagna. Il rispetto per la montagna e la capacità di riconoscere i propri limiti sono fondamentali per garantire la sicurezza e preservare la vita di fronte a una natura che manifesta sempre più chiaramente i segni dei cambiamenti climatici.