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Violazioni del Cantiere sul Monte Amaro e Dibattito sul Nome del Bivacco

Sulla cima del Monte Amaro, nel massiccio della Maiella, la nuova struttura ricettiva che prenderà il posto dello storico bivacco Pelino è quasi pronta. Tuttavia, l'atmosfera attorno al cantiere è tutt'altro che serena, a causa di episodi di inciviltà e violazione delle norme di sicurezza, con accessi non autorizzati da parte di escursionisti. A ciò si aggiunge un acceso dibattito sulla futura denominazione della struttura, che vede contrapporsi la tradizione legata al nome Pelino e una nuova proposta di intitolazione a Falco Maiorano, figura storica dell'alpinismo abruzzese.

Gli episodi di accesso abusivo al cantiere, prevalentemente al di fuori degli orari di lavoro, sono stati denunciati dal Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione. Questi comportamenti, nonostante la chiara segnaletica di divieto, mettono a rischio l'incolumità delle persone, poiché l'interno del bivacco è ancora un cantiere attivo, con elementi strutturali e impiantistici in fase di montaggio, materiali instabili e attrezzature che possono causare gravi incidenti. La presenza di individui non autorizzati, privi di formazione e dispositivi di protezione individuale, compromette la gestione della sicurezza e aumenta esponenzialmente i pericoli. L'Ente Parco ha già coinvolto le autorità competenti e ha ricordato che il Rifugio Manzini, con un locale sempre aperto, è facilmente raggiungibile in soli 40 minuti di cammino.

Questa problematica si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà nella gestione dei beni pubblici in alta quota, fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Dalle Alpi agli Appennini, si registrano con frequenza quasi settimanale atti di vandalismo, come danneggiamenti a bivacchi e rifugi, rimozione di segnaletica e sfregi alle croci di vetta. L'Ente Parco, nella sua comunicazione, ha lanciato un appello al senso civico, confidando nella massima considerazione per la nuova opera, la cui integrità e funzionalità dipenderanno dal rispetto delle basilari norme di convivenza civile da parte di tutti i frequentatori della Maiella.

Contemporaneamente alle questioni di sicurezza del cantiere, persiste da mesi una controversia sulla denominazione ufficiale del bivacco. Un recente appello, inviato al Comune di Fara San Martino, all'Ente Parco e al CAI di Sulmona, riaccende la richiesta di intitolare la struttura a Falco Maiorano (1846-1929). Questo pioniere dell'alpinismo abruzzese fu la prima guida ufficiale del Club Alpino Italiano per la Maiella nella seconda metà dell'Ottocento e contribuì alla costruzione del Rifugio Vittorio Emanuele II sul Monte Amaro, inaugurato il 14 luglio 1890.

I promotori di questa iniziativa sottolineano che il bivacco precedente, l'igloo rosso del Monte Amaro costruito nel 1982, fu intitolato a Cesare Mario Pelino grazie al supporto economico della sua famiglia. Tuttavia, il nuovo bivacco è stato interamente finanziato con fondi pubblici. Inoltre, il vecchio igloo geodetico sarà recuperato ed esposto nel Comune di Campo di Giove. Pertanto, ripristinare il nome di Maiorano rappresenterebbe un doveroso riconoscimento storico e un tributo alla memoria alpinistica abruzzese. Nel frattempo, l'Ente Parco adotta una terminologia neutra, riferendosi alla struttura semplicemente come "bivacco sul Monte Amaro", in attesa di una decisione definitiva.

In sintesi, il Monte Amaro è teatro di due principali sfide: la salvaguardia del cantiere del nuovo bivacco da intrusioni e vandalismi, e la definizione del nome della struttura, che bilancia il ricordo di figure storiche dell'alpinismo con le nuove realizzazioni. La speranza è che, una volta completata, la struttura possa servire la comunità in un ambiente di rispetto e civiltà.