Zak Ketterson, fondista statunitense, ha compiuto una notevole trasformazione nella sua carriera. Un anno fa, nelle competizioni estive, era a considerevole distanza dai leader, ma di recente ha trionfato nella gara a inseguimento della Toppidrettsveka, assicurandosi anche la vittoria complessiva. Ha superato campioni del calibro di Johannes Høsflot Klæbo e altri specialisti di spicco, sorprendendo tutti con una volata finale decisiva. Questa ascesa inaspettata è il frutto di due decisioni cruciali: la revisione del suo regime di allenamento e il trasferimento in Norvegia, un ambiente che offre un confronto costante con atleti di altissimo livello.
La decisione di trasferirsi in Norvegia era un'idea che Ketterson accarezzava da tempo, concretizzatasi dopo la conclusione della scorsa stagione. Come ha confidato a Langrenn.com, ha sentito di non avere nulla da perdere. Per lui, un aspetto fondamentale per il progresso sportivo è immergersi in contesti dove poter apprendere da atleti più dotati. Riconosceva che, se avesse concluso la sua carriera senza aver mai tentato una tale esperienza, avrebbe potuto avere rimpianti duraturi. Ad Oslo, dove risiede con sua moglie Julie, Ketterson ha trovato una base strategica, vicina a strutture di allenamento di élite, come l'arena di Holmenkollen, un percorso impegnativo che ha ottimizzato le sue sessioni. Inoltre, ha la possibilità di allenarsi con il Team Aker Dæhlie, una squadra privata norvegese, e con l'assistenza di Torstein Dagestad, un allenatore di esperienza che ha ideato per lui un piano personalizzato, garantendogli maggiore flessibilità e autonomia nella gestione della preparazione.
Il cambiamento nel metodo di allenamento è stato significativo. Negli Stati Uniti, la pratica comune è quella di allenarsi in gruppo quotidianamente, talvolta anche due volte al giorno, il che può rendere difficile adattarsi a imprevisti. In Norvegia, invece, l'allenamento di squadra è meno frequente, concentrato sulle sessioni di intervallo più critiche, concedendo agli atleti una maggiore libertà di ottimizzare i propri giorni intermedi. Ketterson ha anche modificato la struttura della sua preparazione: dal tradizionale ciclo di tre settimane di carico e una di scarico, è passato a blocchi di quattro giorni, alternando una sessione di intervalli, due giornate di volume elevato e una giornata di riposo. Questo approccio garantisce una giornata tranquilla prima di ogni sessione di intervalli, migliorando la qualità delle prestazioni e consentendo un volume di allenamento costante senza il bisogno di lunghe pause di recupero. Questo sistema, simile a quello adottato da altre squadre norvegesi e da biatleti di successo, facilita il monitoraggio dei progressi e l'adattamento del carico in base alle sensazioni quotidiane, permettendogli di ascoltare il proprio corpo e di adeguare il lavoro di volta in volta.
I risultati di questa trasformazione non si sono fatti attendere. Già nell'agosto del 2025 Ketterson aveva iniziato a percepire i primi miglioramenti. Durante l'inverno, ha ottenuto il suo primo piazzamento tra i primi dieci in Coppa del Mondo, raggiungendo la top 20 per cinque volte e guadagnandosi la convocazione per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, dove ha partecipato alla staffetta e a tre prove individuali. Dopo il successo alla Toppidrettsveka e in vista dell'apertura della Coppa del Mondo, Ketterson preferisce non focalizzarsi esclusivamente su un unico obiettivo stagionale. La sua ambizione principale è esprimere il massimo del suo potenziale come fondista, dedicandosi quotidianamente a fare le scelte giuste, nella speranza che il resto si allinei naturalmente. È stato particolarmente ispirato dal percorso di Mattis Stenshagen, con cui si è allenato nel 2025. Vedere Stenshagen raggiungere traguardi significativi, come la qualificazione alla squadra olimpica norvegese, un risultato che sembrava quasi irraggiungibile, ha rafforzato la sua convinzione nel valore del duro lavoro e della perseveranza. Questo approccio proattivo e la fiducia nelle proprie capacità rappresentano un modello esemplare di dedizione e crescita nel mondo dello sport.